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Vitamine e Integratori

Guaranà: utilizzo, dosi raccomandate e rischi

Il guaranà deriva dai semi di un albero sudamericano. In considerazione del suo elevato contenuto di caffeina, il guaranà è diventato un integratore energetico molto popolare.

A cosa serve?

I ricercatori un tempo ritenevano che il principio attivo del guaranà fosse una sostanza specifica della pianta, ovvero la guaranina. In seguito, scoprirono che in realtà si trattava solo di caffeina. Il guaranà contiene una concentrazione di caffeina tra le più elevate rispetto a quella presente in qualsiasi altra pianta. Esso può contenere sino al 3,6%-5,8% di caffeina a seconda del peso. Il caffè ne contiene solo sino al 2%.

Il caffè e le altre bevande contenenti caffeina sembrano incrementare la prontezza, se consumate nel corso della giornata. La caffeina può migliorare le prestazioni mentali e la prontezza negli individui che soffrono di privazione del sonno, e il guaranà logicamente è caratterizzato dal medesimo effetto.

Gli esperti non hanno studiato ampiamente il guaranà. Finora gli studi non hanno riscontrato che esso possa essere di aiuto nel migliorare le abilità cognitive o l’umore. Alcune persone ne fanno uso per migliorare le prestazioni atletiche o sessuali. Ma non esistono prove a supporto di questa teoria.

Esistono alcune prove a sostegno del fatto che il guaranà, se utilizzato in combinazione ad altri integratori, possa favorire la perdita di peso. Non vi è certezza che il guaranà sia specificatamente responsabile di questo fenomeno. Poiché la caffeina è uno stimolante che può migliorare l’umore e favorire la perdita di peso, il guaranà può presentare anche questi effetti. In qualità di integratore atto a favorire la perdita di peso, la caffeina è più efficace se combinata ai composti polifenoli presenti nel tè verde. La combinazione guaranà-polifenoli può comportare un effetto simile. La sicurezza concernente l’impiego del guaranà per perdere peso è sconosciuta.

Alcuni ritengono che gli effetti del guaranà siano meno intensi e più duraturi rispetto a quelli della caffeina. Tuttavia, gli studi non sono giunti a questa conclusione.

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Echinacea: impieghi, dosi consigliate e rischi

L’echinacea è stata utilizzata a lungo per combattere raffreddori e infezioni. Molti esperti ne raccomandano l’impiego. E’ uno degli integratori più popolari negli Stati Uniti.

A cosa serve?

Molte persone assumono echinacea nella speranza che essa rafforzi il sistema immunitario. Gli studi, tuttavia, hanno ottenuto risultati contrastanti.

Finora, le prove suggeriscono che l’echinacea non previene l’insorgere del raffreddore comune, ma potrebbe essere di aiuto come trattamento dello stesso. Alcuni studi, molti dei quali piccoli, hanno scoperto che l’assunzione di echinacea può ridurre la durata di un raffreddore e la gravità dei sintomi ad esso correlati. Tuttavia, due ampi studi clinici non hanno riscontrato nessun beneficio.

Esistono diverse specie di echinacea, come Echinacea purpureaEchinacea pallida ed Echinacea angustifolia. Alcuni dei risultati contrastanti ottenuti possono essere dovuti all’impiego delle diverse varietà di echinacea da parte dei ricercatori. La prova più evidente a supporto dell’echinacea come trattamento per il raffreddore, deriva dagli studi condotti sull’Echinacea purpurea. Gli studi sull’Echinacea angustifolia e sulla radice di qualsiasi varietà di echinacea, hanno portato risultati meno evidenti. L’echinacea può non essere altrettanto efficace nei bambini e nei giovani adulti come nel caso degli anziani.

Se assunta in concomitanza all’applicazione di una crema antimicotica, l’echinacea orale può contribuire a prevenire l’insorgere di ricorrenti infezioni vaginali da lievito. Sebbene alcuni studi suggeriscano che l’echinacea possa ridurre leggermente i sintomi influenzali, le prove a supporto di questo non sono tuttavia chiare.

L’echinacea sembra non contribuire a prevenire o a trattare l’herpes. L’effetto dell’echinacea in merito ad altre condizioni non è noto.

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Farmaci per migliorare la prestazione fisica: i rischi

La maggior parte degli atleti professionisti considerano l’attitudine competitiva un forte motivatore per perseguire la vittoria. Oltre alla soddisfazione correlata alla realizzazione personale, gli atleti perseguono spesso il sogno di vincere una medaglia per il proprio Paese o di assicurarsi un posto in un team di professionisti. In tale contesto, l’uso di farmaci atti a migliorare la prestazione fisica è diventato sempre più comune.

Ma l’impiego di tali sostanze, meglio conosciute come doping, non è privo di rischi. Quindi, è bene prendersi il tempo necessario per conoscere i potenziali benefici, i rischi per la salute e le numerose incognite di questi farmaci noti per migliorare la prestazione fisica, come gli steroidi anabolizzanti, l’androstenedione, l’ormone della crescita umano, l’eritropoietina, i diuretici, la creatina e gli stimolanti. Alla fine, potrete giungere alla conclusione che i benefici non valgono i rischi.

Steroidi anabolizzanti

Cosa sono?

Alcuni atleti assumono una forma di steroidi, nota come steroidi androgeni anabolizzanti o semplicemente steroidi anabolizzanti, per aumentare la massa muscolare e la forza. Il principale ormone steroide anabolizzante prodotto dal corpo è il testosterone.

Il testosterone ha due effetti principali sul corpo:

  • Effetti anabolizzanti che promuovono la costruzione del muscolo
  • Effetti androgenici responsabili dei tratti propriamente maschili, tra cui barba e voce più profonda

Alcuni atleti assumono direttamente il testosterone per migliorare la loro prestazione fisica. Spesso, gli steroidi anabolizzanti utilizzati dagli atleti consistono in modifiche sintetiche del testosterone. Questi ormoni prevedono impieghi medici approvati, sebbene il miglioramento delle prestazioni atletiche non sia contemplato. Possono essere assunti sotto forma di pillole, iniezioni o trattamenti topici.

Perché questi farmaci sono oggetto di grande interesse per gli atleti? Oltre ad ingrossare i muscoli, gli steroidi anabolizzanti possono contribuire ad aiutare gli atleti nel recuperare più velocemente a seguito di un allenamento intenso, riducendo il danno muscolare occorso durante la sessione di allenamento. Questo consente agli atleti di allenarsi con maggiore frequenza e più intensamente senza sovrallenamento. Inoltre, alcuni atleti possono gradire la sensazione “aggressiva” derivante dall’assunzione di tali farmaci.

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Argento colloidale: cosa ne pensa la medicina?

L’argento colloidale consiste di minuscole particelle di argento sospese in una soluzione liquida. Le prove scientifiche non supportano l’impiego dell’argento colloidale per trattare qualsiasi tipo di malattia e l’assunzione di tale sostanza può causare gravi ed irreversibili effetti collaterali.

I prodotti a base di argento colloidale vengono spesso commercializzati come integratori alimentari e pubblicizzati con slogan correlati a benefici per la salute non comprovati. Questo articolo fornisce una panoramica generale sull’argento colloidale.

Punti chiave

  • L’argento colloidale non è sicuro o efficace per il trattamento di qualsiasi malattia o condizione.
  • L’argento colloidale può causare gravi effetti collaterali. Il più comune è l’argiria, ovvero una colorazione blu-grigiastra della pelle, che solitamente non è curabile o reversibile.
  • La FDA e la Federal Trade Commission hanno preso provvedimenti nei confronti di un certo numero di aziende (incluse alcune aziende che vendono prodotti via internet) per aver promosso prodotti a base di argento colloidale come farmaci.
  • E’ consigliabile informare sempre il medico circa eventuali pratiche sanitarie complementari che si è deciso di seguire. E’ consigliabile fornire al medico un quadro completo di ciò che si è deciso di fare per gestire la propria salute. Questo sarà di aiuto nell’assicurare al paziente una cura coordinata e sicura.

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Proteine in polvere: sono necessarie?

Se frequentate una palestra, molto probabilmente avrete avuto modo di sentir parlare delle proteine in polvere, che stanno diventando sempre più popolari come integratore nutrizionale.

E’ possibile acquistarle in negozi specializzati e su svariati siti web. Ma le proteine in polvere sono adatte solo per i bodybuilders oppure anche l’atleta amatoriale medio?

Cosa sono le proteine in polvere?

Le proteine in polvere sono disponibili in varie forme. Le tre forme più comuni sono le proteine del siero del latte, della soia e della caseina. “Il siero del latte è la forma più comunemente utilizzata, poiché sono proteine del latte idrosolubili“, afferma Peter Horvath, PhD, professore associato presso il dipartimento di Scienze Motorie e Nutrizione della State University of New York a Buffalo. “Sono anche proteine complete, quindi presentano tutti i vantaggi correlati a tale caratteristica” (le proteine complete contengono tutti e nove gli amminoacidi necessari per soddisfare le esigenze dietetiche dell’essere umano). Chi segue una dieta vegana, può preferire le proteine di soia anche se, osserva Horvath, il loro sapore talvolta è considerato più sgradevole e non si sciolgono altrettanto bene in acqua.

Le proteine in polvere sono anche disponibili in varie fasce di prezzo. “Per l’atleta, che potremmo definire amatoriale, che non ha esigenze specifiche ad un certo punto del suo allenamento, il costo non è poi così rilevante“, spiega Horvath. “Quindi se rientrate in tale categoria, potete tranquillamente ottenere i medesimi benefici acquistando le proteine meno costose e maggiormente disponibili in commercio“.

In circostanze specifiche, le proteine in polvere possono risultare utili. “Costituiscono una fonte facile e conveniente di proteine complete di alta qualità“, afferma Carole Conn, PhD, RD, CSFD, professoressa associata di Nutrizione presso la University of New Mexico. Ma ricordate: la maggior parte delle persone, atleti compresi, possono ottenere i medesimi benefici offerti da tali proteine consumando fonti alimentari di proteine magre, come carne, pesce, pollo e prodotti lattiero-caseari.

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