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Vitamine e Integratori

Olio di Krill: proprietà e possibili rischi

L’olio di krill viene ricavato da piccole creature simili a gamberetti, note come krill, che vivono in acque oceaniche molto fredde. L’olio di krill potrebbe avere effetti benefici per la salute simili a quelli dell’olio di pesce.

Quali sono le proprietà dell’olio di krill?

L’olio di krill contiene EPA e DHA, i medesimi acidi grassi omega 3 presenti nell’olio di pesce, seppur di solito in piccole quantità. Gli effetti dell’olio di krill non sono stati studiati a fondo come quelli dell’olio di pesce. Tuttavia, alcuni studi preliminari suggeriscono che questo olio potrebbe avere proprietà superiori. Per esempio, l’olio di krill potrebbe essere assorbito meglio nel corpo rispetto all’olio di pesce.

Uno studio condotto sull’olio di krill ha scoperto che esso è risultato essere più efficace rispetto all’olio di pesce nel migliorare i livelli di trigliceridi, colesterolo e glucosio nel sangue.

Un altro studio ha scoperto che l’olio di krill, come nel caso degli omega 3 in generale, potrebbe migliorare i sintomi correlati all’artrite reumatoide e all’osteoartrite, quali dolore, rigidità e compromissione funzionale. Sempre nel corso di questo studio, è stato riscontrato che l’olio di krill aveva abbassato anche i livelli della proteina C-reattiva, un marker di infiammazione corporea correlato alle cardiopatie.

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Arginina (L-arginina): utilizzo, dosi consigliate e rischi

L’arginina (o L-arginina) è un aminoacido che viene prodotto nell’organismo. Sotto forma di integratore, sembra che l’arginina possa essere di aiuto per una serie di condizioni, tra cui emicranie e infiammazioni.

A cosa serve l’arginina?

Poiché l’arginina rilassa i vasi sanguigni, essa potrebbe apportare benefici cardiovascolari in alcune persone. Gli studi mostrano che essa potrebbe alleviare i sintomi di angina e malattia arteriosa periferica. Sembra migliorare anche la salute delle persone affette da insufficienza cardiaca. Potrebbe inoltre essere di aiuto in caso di disfunzione erettile, principalmente se combinata con altri integratori come la yohimbina. Alcuni studi hanno mostrato un effetto immunostimolante.

L’arginina contrasta i sintomi di deperimento causati dal virus HIV. Sembra migliorare i sintomi di infiammazione renale e favorire la funzionalità renale a seguito di un trapianto. Gli studi mostrano che l’arginina potrebbe alleviare le emicranie, migliorare la pressione sanguigna, ridurre i tempi di recupero a seguito di un intervento chirurgico e accelerare la guarigione delle ferite.

Tuttavia, non tutti gli studi hanno avuto esiti positivi. Sembra infatti che l’arginina non sia di aiuto in caso di recupero a seguito di un attacco di cuore, preeclampsia o di tolleranza all’esercizio fisico nelle persone affette da insufficienza cardiaca. Sembra peggiorare l’asma.

L’arginina è stata studiata come trattamento per molte altre condizioni, tra cui demenza, ipertensione, cancro, infertilità maschile, diabete e obesità. Tuttavia, i risultati sono stati inconcludenti, rendendo quindi necessaria la conduzione di ulteriore ricerche.

L’arginina è diventata un integratore piuttosto popolare negli Stati Uniti. Tuttavia, la maggior parte delle persone sembra già presentare una quantità sufficiente di arginina nell’organismo. Di conseguenza, potrebbe non trarre particolare beneficio dall’assunzione di integratori di arginina.

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Vitamina K: impieghi, dosi consigliate e rischi

La vitamina K svolge un ruolo chiave per ciò che concerne la coagulazione del sangue, prevenendo un eccessivo sanguinamento. A differenza di molte altre vitamine, la vitamina K non viene generalmente utilizzata come integratore alimentare.

La vitamina K è un gruppo di composti. I più importanti sembrano essere la vitamina K1 e la vitamina K2. La vitamina K1 è ottenuta dalle verdure a voglia e da alcuni altri vegetali, mentre la vitamina K2 consiste in un gruppo di composti ottenuti in gran parte da carni, formaggi, uova e sintetizzati dai batteri.

Recentemente, alcuni ricercatori hanno effettuato studi sulla vitamina K2 nell’ambito del trattamento di osteoporosi e perdita ossea indotta da steroidi. Tuttavia, i risultati sono controversi. Di conseguenza, non esistono dati sufficienti per raccomandare l’impiego della vitamina K2 in caso di osteoporosi.

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Vitamine e minerali: gli effetti di una eccessiva assunzione

Al giorno d’oggi, quasi ogni prodotto (dall’acqua in bottiglia al succo di arancia) sembra essere arricchito con vitamine e minerali. Questo può sembrare un modo per soddisfare appieno le basi nutrizionali, specie nel caso in cui l’alimentazione sia carente di determinati nutrienti.

Ma è possibile assumere una dose eccessiva di questi nutrienti? Se sì, tale eccesso può comportare effetti negativi sulla salute?

La risposta è sì, se si assumono regolarmente dosi elevate. Per esempio, troppa vitamina C o troppo zinco possono causare nausea, diarrea e crampi allo stomaco. Troppo selenio potrebbe comportare l’insorgenza di problemi quali caduta dei capelli, disturbi gastrointestinali, stanchezza e un lieve danneggiamento a carico dei nervi.

La maggior parte delle persone non assume dosi eccessivamente elevate. Tuttavia, se si consumano cereali fortificati per colazione, una barretta energetica come spuntino tra un pasto e l’altro, pasta arricchita per cena e se si assume quotidianamente un multivitaminico, è possibile superare facilmente la dose giornaliera raccomandata di una serie di sostanze nutritive.

Quando si tratta di vitamine e minerali, assumere una dose maggiore rispetto a quella consigliata non rappresenta necessariamente una scelta ottimale. Ecco cosa è opportuno conoscere per evitare di incappare in questo problema.

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Beta-carotene: impieghi, dosaggio e rischi

Il beta-carotene è un carotenoide, ovvero un elemento appartenente al gruppo di pigmenti vegetali noto per le sue proprietà antiossidanti e altri effetti. Si tratta di una sostanza presente nei vegetali che viene convertita rapidamente in vitamina A all’interno del nostro organismo. Il beta-carotene viene spesso considerato come una forma di vitamina A. Livelli normali di vitamina A sono fondamentali per preservare una buona vista, un sistema immunitario forte e per la salute in generale.

A cosa serve?

Il beta-carotene, tra gli altri motivi, è diventato popolare perché è un antiossidante (una sostanza che può proteggere le cellule da un eventuale danneggiamento). Una serie di studi ha dimostrato che chi consuma molta frutta e verdura ricche di beta-carotene e altre vitamine e minerali presenta un rischio inferiore di alcune forme tumorali e patologie cardiache. Tuttavia, sinora gli studi non hanno ancora scoperto se gli integratori di beta-carotene sono in grado di apportare i medesimi benefici degli alimenti per la salute.

Gli integratori di beta-carotene possono essere di aiuto agli individui affetti da problemi di salute specifici. Per esempio, potrebbero essere assunti da un paziente affetto da una evidente carenza di vitamina A. Potrebbero anche essere di aiuto in caso di soggetti affetti da una malattia genetica denominata protoporfiria eritropoietica (EPP). Entrambe le condizioni menzionate sono rare.

Esistono alcune prove promettenti a sostegno del fatto che gli integratori di beta-carotene potrebbero rallentare la progressione dell’osteoartrite. Anche l’assunzione di beta-carotene combinata all’assunzione di zinco e vitamine C ed E può contribuire a ridurre la progressione della degenerazione maculare senile, una delle principali cause di cecità negli anziani.

Gli integratori di beta-carotene sono stati studiati come trattamento per molte altre malattie, tra cui cataratta, morbo di Alzheimer e fibrosi cistica. I risultati, tuttavia, sono stati inconcludenti.

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Integratori di Omega 3: dosi consigliate e rischi

Gli acidi grassi Omega 3 sono fondamentali per garantire uno sviluppo e una crescita normali. Gli integratori di Omega 3 vengono utilizzati per prevenire e trattare una serie di malattie gravi. Visto che il corpo umano non è in grado di produrre gli acidi grassi Omega 3, è necessario assumerli mediante il consumo di alimenti che li contengano. Si ritiene che la carenza di acidi grassi Omega 3 e una assunzione eccessiva di Omega 6 costituiscano un fattore significativo in molti stati patologici.

A cosa servono gli acidi grassi Omega 3?

Gli studi dimostrano che gli acidi grassi Omega 3 presenti nell’olio di pesce possono abbassare la pressione sanguigna e ridurre i livelli di trigliceridi. I pazienti colpiti in precedenza da un attacco di cuore e trattati con gli acidi grassi Omega 3, presentano un rischio inferiore di una nuova insorgenza di attacco cardiaco. Gli acidi grassi Omega 3 possono ridurre il rischio complessivo di decesso causato da malattia cardiaca. Esistono anche prove che le diete ricche di acidi grassi Omega 3 siano di aiuto in presenza di artrite reumatoide.

Gli Omega 3 sono stati studiati nell’ambito di molte altre condizioni, tra cui asma, cancro, depressione, psoriasi e malattie infiammatorie intestinali come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa. Sebbene alcuni di questi studi si siano rivelati molto promettenti, sono tuttavia ancora inconcludenti.

Esistono varie tipologie di acidi grassi Omega 3. Per esempio, gli oli di pesce contengono acido docosaesaenoico (DHA) e acido eicosapentaenoico (EPA). Le fonti vegetali invece contengono acido alfa-linolenico (ALA), che viene convertito in acidi grassi Omega 3 nel corpo.

Gli studi hanno generalmente utilizzato gli oli di pesce come fonte di acidi grassi Omega 3. Sebbene le fonti vegetali contenenti ALA possano apportare i medesimi benefici, sono tuttavia meno conosciute. Al momento, gli oli di pesce contenenti DHA ed EPA presentano i benefici più confermati.

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