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Vitamine e Integratori

Vitamina K: impieghi, dosi consigliate e rischi

La vitamina K svolge un ruolo chiave per ciò che concerne la coagulazione del sangue, prevenendo un eccessivo sanguinamento. A differenza di molte altre vitamine, la vitamina K non viene generalmente utilizzata come integratore alimentare.

La vitamina K è un gruppo di composti. I più importanti sembrano essere la vitamina K1 e la vitamina K2. La vitamina K1 è ottenuta dalle verdure a voglia e da alcuni altri vegetali, mentre la vitamina K2 consiste in un gruppo di composti ottenuti in gran parte da carni, formaggi, uova e sintetizzati dai batteri.

Recentemente, alcuni ricercatori hanno effettuato studi sulla vitamina K2 nell’ambito del trattamento di osteoporosi e perdita ossea indotta da steroidi. Tuttavia, i risultati sono controversi. Di conseguenza, non esistono dati sufficienti per raccomandare l’impiego della vitamina K2 in caso di osteoporosi.

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Vitamine e minerali: gli effetti di una eccessiva assunzione

Al giorno d’oggi, quasi ogni prodotto (dall’acqua in bottiglia al succo di arancia) sembra essere arricchito con vitamine e minerali. Questo può sembrare un modo per soddisfare appieno le basi nutrizionali, specie nel caso in cui l’alimentazione sia carente di determinati nutrienti.

Ma è possibile assumere una dose eccessiva di questi nutrienti? Se sì, tale eccesso può comportare effetti negativi sulla salute?

La risposta è sì, se si assumono regolarmente dosi elevate. Per esempio, troppa vitamina C o troppo zinco possono causare nausea, diarrea e crampi allo stomaco. Troppo selenio potrebbe comportare l’insorgenza di problemi quali caduta dei capelli, disturbi gastrointestinali, stanchezza e un lieve danneggiamento a carico dei nervi.

La maggior parte delle persone non assume dosi eccessivamente elevate. Tuttavia, se si consumano cereali fortificati per colazione, una barretta energetica come spuntino tra un pasto e l’altro, pasta arricchita per cena e se si assume quotidianamente un multivitaminico, è possibile superare facilmente la dose giornaliera raccomandata di una serie di sostanze nutritive.

Quando si tratta di vitamine e minerali, assumere una dose maggiore rispetto a quella consigliata non rappresenta necessariamente una scelta ottimale. Ecco cosa è opportuno conoscere per evitare di incappare in questo problema.

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Beta-carotene: impieghi, dosaggio e rischi

Il beta-carotene è un carotenoide, ovvero un elemento appartenente al gruppo di pigmenti vegetali noto per le sue proprietà antiossidanti e altri effetti. Si tratta di una sostanza presente nei vegetali che viene convertita rapidamente in vitamina A all’interno del nostro organismo. Il beta-carotene viene spesso considerato come una forma di vitamina A. Livelli normali di vitamina A sono fondamentali per preservare una buona vista, un sistema immunitario forte e per la salute in generale.

A cosa serve?

Il beta-carotene, tra gli altri motivi, è diventato popolare perché è un antiossidante (una sostanza che può proteggere le cellule da un eventuale danneggiamento). Una serie di studi ha dimostrato che chi consuma molta frutta e verdura ricche di beta-carotene e altre vitamine e minerali presenta un rischio inferiore di alcune forme tumorali e patologie cardiache. Tuttavia, sinora gli studi non hanno ancora scoperto se gli integratori di beta-carotene sono in grado di apportare i medesimi benefici degli alimenti per la salute.

Gli integratori di beta-carotene possono essere di aiuto agli individui affetti da problemi di salute specifici. Per esempio, potrebbero essere assunti da un paziente affetto da una evidente carenza di vitamina A. Potrebbero anche essere di aiuto in caso di soggetti affetti da una malattia genetica denominata protoporfiria eritropoietica (EPP). Entrambe le condizioni menzionate sono rare.

Esistono alcune prove promettenti a sostegno del fatto che gli integratori di beta-carotene potrebbero rallentare la progressione dell’osteoartrite. Anche l’assunzione di beta-carotene combinata all’assunzione di zinco e vitamine C ed E può contribuire a ridurre la progressione della degenerazione maculare senile, una delle principali cause di cecità negli anziani.

Gli integratori di beta-carotene sono stati studiati come trattamento per molte altre malattie, tra cui cataratta, morbo di Alzheimer e fibrosi cistica. I risultati, tuttavia, sono stati inconcludenti.

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Integratori di Omega 3: dosi consigliate e rischi

Gli acidi grassi Omega 3 sono fondamentali per garantire uno sviluppo e una crescita normali. Gli integratori di Omega 3 vengono utilizzati per prevenire e trattare una serie di malattie gravi. Visto che il corpo umano non è in grado di produrre gli acidi grassi Omega 3, è necessario assumerli mediante il consumo di alimenti che li contengano. Si ritiene che la carenza di acidi grassi Omega 3 e una assunzione eccessiva di Omega 6 costituiscano un fattore significativo in molti stati patologici.

A cosa servono gli acidi grassi Omega 3?

Gli studi dimostrano che gli acidi grassi Omega 3 presenti nell’olio di pesce possono abbassare la pressione sanguigna e ridurre i livelli di trigliceridi. I pazienti colpiti in precedenza da un attacco di cuore e trattati con gli acidi grassi Omega 3, presentano un rischio inferiore di una nuova insorgenza di attacco cardiaco. Gli acidi grassi Omega 3 possono ridurre il rischio complessivo di decesso causato da malattia cardiaca. Esistono anche prove che le diete ricche di acidi grassi Omega 3 siano di aiuto in presenza di artrite reumatoide.

Gli Omega 3 sono stati studiati nell’ambito di molte altre condizioni, tra cui asma, cancro, depressione, psoriasi e malattie infiammatorie intestinali come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa. Sebbene alcuni di questi studi si siano rivelati molto promettenti, sono tuttavia ancora inconcludenti.

Esistono varie tipologie di acidi grassi Omega 3. Per esempio, gli oli di pesce contengono acido docosaesaenoico (DHA) e acido eicosapentaenoico (EPA). Le fonti vegetali invece contengono acido alfa-linolenico (ALA), che viene convertito in acidi grassi Omega 3 nel corpo.

Gli studi hanno generalmente utilizzato gli oli di pesce come fonte di acidi grassi Omega 3. Sebbene le fonti vegetali contenenti ALA possano apportare i medesimi benefici, sono tuttavia meno conosciute. Al momento, gli oli di pesce contenenti DHA ed EPA presentano i benefici più confermati.

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Selenio: utilizzo, dosi consigliate e rischi

Il selenio è un minerale presente nel terreno. E’ possibile trovarlo anche nell’acqua e in alcuni alimenti. Sebbene l’essere umano ne necessiti solo di una piccola quantità, il selenio svolge un ruolo chiave nel metabolismo.

A cosa serve?

Il selenio ha acquisito maggiore importanza in considerazione delle sue proprietà antiossidanti. Gli antiossidanti proteggono le cellule dal danneggiamento. Alcune prove suggeriscono che gli integratori di selenio possono ridurre le probabilità di cancro alla prostata. Il selenio non sembra influenzare il rischio di cancro ai polmoni o al colon-retto. Ma attenzione: il selenio sembra aumentare il rischio di cancro della pelle non-melanoma.

Le carenze di selenio negli individui sani sono rare. Ma alcune condizioni di salute, come l’HIV, il morbo di Crohn e altre, sono associate a bassi livelli di selenio. I pazienti che vengono alimentati per via endovenosa sono a rischio di bassi livelli di selenio. Talvolta, i medici suggeriscono ai pazienti affetti da tali condizioni di assumere integratori di selenio.

Il selenio è stato studiato per quanto concerne il trattamento di decine di condizioni, tra cui asma, artrite, forfora e sterilità. Tuttavia, i risultati sono stati inconcludenti.

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Acido alfa lipoico: utilizzo, dosi consigliate e rischi

L’acido alfa lipoico è un antiossidante presente in molti alimenti e viene prodotto naturalmente nel nostro corpo. Per molti anni, sono state utilizzate dosi elevate di integratori di acido alfa lipoico in alcune parti dell’Europa per trattare alcuni tipi di danni nervosi. Gli studi suggeriscono che potrebbe essere di aiuto anche in caso di diabete di tipo 2.

A cosa serve?

Esistono prove evidenti che gli integratori di acido alfa lipoico siano di aiuto in caso di diabete di tipo 2. Diversi studi hanno scoperto che possono migliorare l’insulino-resistenza. Gli studi hanno anche scoperto che tali integratori possono essere di aiuto in presenza di neuropatia (danni ai nervi) causata da diabete o trattamento del cancro. Sembrano ridurre i sintomi quali dolore, formicolio e prurito a piedi e gambe. L’acido alfa lipoico può anche contribuire a proteggere la retina da alcuni dei danni che possono insorgere negli individui affetti da diabete.

Sebbene tali impieghi siano promettenti, il diabete e il cancro necessitano ovviamente di un trattamento medico adeguato. Quindi, è sconsigliabile curarsi da sé assumendo integratori. E’ opportuno, invece, consultare il medico e chiedere se l’acido alfa lipoico potrebbe essere di aiuto.

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