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Salute e Benessere

Mal di montagna: cause, sintomi, terapia e prevenzione

Il mal di montagna è una patologia la cui entità può variare da lieve cefalea e stanchezza ad un accumulo estremamente pericoloso di liquidi nei polmoni o nel cervello ad altitudini elevate.

Il mal di montagna acuto è la forma più lieve e comune. Una forma più grave è l’dema polmonare da alta quota (HAPE). Esso insorge quando i liquidi si accumulano nei polmoni. Si tratta di una condizione che può causare significative difficoltà respiratorie. Di solito, si verifica dopo la seconda notte trascorsa ad una altitudine elevata, ma può insorgere anche prima o dopo tale lasso di tempo. L’edema polmonare da alta quota spesso insorge velocemente. Se non trattato, può progredire in collasso respiratorio e infine in decesso.

Un’altra forma grave di mal di montagna è l’edema cerebrale da alta quota (HACE), caratterizzato da un accumulo di liquidi nel cervello. Il rigonfiamento cerebrale, dovuto a tale accumulo, causa una alterazione a carico dello stato mentale dell’individuo. In seguito, possono insorgere perdita di coordinazione, coma e infine decesso, qualora il problema non venga identificato e trattato in modo tempestivo.

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Dolore ai reni: cause e sintomi

I reni sono due organi a forma di fagiolo posti nella parte posteriore del corpo ed esattamente ai lati della colonna vertebrale, nella regione lombare. Il dolore renale tende ad insorgere a carico dei fianchi o della parte bassa della schiena appena sotto le costole, sebbene possa estendersi anche all’inguine e ai testicoli. Il dolore dovuto a stiramento muscolare, artrite e ad alcune condizioni che interessano la colonna vertebrale, può essere facilmente confuso con dolore renale.

Il dolore ai reni può essere causato da infezioni, infiammazioni, lesioni o ingrossamento del rene, oppure da condizioni che bloccano il flusso di urina prodotto dal rene. La pielonefrite e i calcoli renali sono le cause più comuni di questa tipologia di dolore. La pielonefrite spesso è accompagnata da altri sintomi di infezione a carico del tratto urinario, quali bruciore durante la minzione, minzione frequente o impulso urgente di urinare, presenza di sangue nelle urine, febbre e nausea con o senza vomito. Tuttavia, il dolore tende ad essere intermittente.

Anche lo stiramento della capsula posta intorno al rene può causare dolore, ma molte delle condizioni che provocano l’ingrossamento del rene si sviluppano in modo graduale senza dar luogo all’insorgenza di dolore. Tali condizioni includono carcinoma renale o tumori benigni, malattia policistica renale e idronefrosi.

Una emorragia renale può causare un più rapido ingrossamento dell’organo, ma può essere più facile da diagnosticare, poiché spesso è associata ad un trauma. Il danneggiamento dei reni dovuto ad una ostruzione arteriosa è una causa rara di dolore renale, come la glomerulonefrite post-streptococcica, una rara complicazione che insorge a seguito di infezioni da streptococco, come mal di gola da streptococco e impetigine.

Alcune condizioni che causano dolore renale possono comportare gravi complicazioni. Si consiglia di chiamare il 118 o di recarsi presso il pronto soccorso più vicino qualora il dolore ai reni sia accompagnato da febbre alta, forte dolore, presenza di sangue nelle urine, pelle fredda e umida, pallore, frequenza respiratoria o cardiaca rapida, produzione di urina assente o ridotta, sudorazione profusa, stato confusionale o perdita di coscienza.

Qualora il dolore sperimentato dovesse essere persistente o motivo di preoccupazione, è importante ricercare cure mediche immediate.

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Corpo estraneo nell’orecchio: sintomi, cause e rimedi

La presenza di un corpo estraneo nell’orecchio è un problema relativamente comune, specie nei bambini. La maggior parte dei corpi estranei si blocca all’interno del condotto uditivo, ovvero il piccolo condotto che termina con il timpano. Poiché tale condotto è piuttosto sensibile, di solito è possibile percepire la presenza di un corpo estraneo nell’orecchio.

Nella maggior parte dei casi, questi episodi non sono gravi ed è possibile attendere il mattino o il giorno successivo per procedere alla rimozione del corpo estraneo. L’oggetto, tuttavia, dovrà essere rimosso completamente con rapidità e con il minor disagio e pericolo possibili.

  • Comunemente, gli oggetti che finiscono nelle orecchie includono materiale alimentare, perline, giocattoli e insetti. I bambini spesso collocano gli oggetti nelle orecchie per mera curiosità.
  • Sebbene il cerume non sia tecnicamente un corpo estraneo, spesso si accumula nel condotto uditivo e può causare disagio o diminuzione dell’udito, proprio come avviene nel caso di altri corpi estranei.

Cause

  • La maggior parte degli oggetti che finisce nelle orecchie, viene inserita volontariamente, di solito dai bambini, per una varietà infinita di motivi. In questi casi, si sconsiglia di rivolgersi al bambino in modo brusco chiedendo spiegazioni al riguardo, poiché il piccolo potrebbe negare di aver inserito qualcosa nell’orecchio per evitare una eventuale punizione. Questo potrebbe inoltre tradursi in un ritardo della scoperta del corpo estraneo e in un aumento del rischio di insorgenza di complicazioni.
  • Gli insetti sono noti per insinuarsi nell’orecchio, solitamente durante il sonno dell’individuo. Dormire sul pavimento o all’aperto aumenta le probabilità di sperimentare questa spiacevole esperienza.

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Sangue dall’orecchio (otorragia): sintomi e cause

Quando la fuoriscita di fluido dall’orecchio è caratterizzata dalla presenza di sangue, viene definita otorragia. Il drenaggio può essere una combinazione di pus, cerume, fluido e sangue. Sebbene le cause possibili siano molteplici, la causa più comune di otorragia è la rottura o la perforazione del timpano.

L’orecchio si divide in tre sezioni: orecchio esterno (include l’orecchio esterno e il condotto uditivo), orecchio medio (include il timpano e tre piccole ossa, note come ossicini) e orecchio interno (include le terminazioni nervose deputate al rilevamento delle onde sonore). Il meccanismo dell’udito ha luogo quando le onde sonore transitano attraverso l’orecchio esterno e nell’orecchio medio, ove causano la vibrazione di timpano e ossicini. Queste vibrazioni vengono poi trasmesse attraverso l’orecchio interno, convertite in impulsi elettrici e tradotte dal cervello come suono.

La rottura o la perforazione del timpano comportano una lacerazione o una foratura a carico della membrana timpanica. A seguito della rottura del timpano, è possibile sperimentare una perdita dell’udito.

La rottura della membrana timpanica rappresenta motivo di preoccupazione, poiché il timpano è una barriera naturale atta a contrastare l’entrata dei germi nell’orecchio medio e interno. Va comunque precisato che la rottura del timpano guarisce spontaneamente nel giro di poche settimane. Tuttavia, è necessario adottare le dovute precauzione per evitare l’insorgenza di infezioni.

La fuoriuscita di sangue dall’orecchio può essere dovuta a condizioni di più grave entità, come un colpo alla testa o un tumore a carico del condotto uditivo. In caso di otorragia, si consiglia di consultare il medico. Se l’emorragia si verifica a seguito di una caduta o di un colpo alla testa, si consiglia di ricercare cure mediche immediate.

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Le interazioni fra alimenti e farmaci

Le interazioni fra alimenti e farmaci possono verificarsi sia in caso di assunzione di medicinali da banco che di medicinali soggetti a prescrizione medica, tra cui antiacidi, vitamine, pillole a base di ferro, rimedi erboristici, integratori e bevande.

Alcuni nutrienti possono influenzare il modo in cui l’organismo metabolizza determinati farmaci, combinandosi con i principi attivi, riducendone quindi l’assorbimento o velocizzandone l’eliminazione. Per esempio, l’acidità di un succo di frutta può ridurre l’efficacia degli antibiotici, come la penicillina. I prodotti lattiero-caseari possono attenuare gli effetti della tetraciclina, che contrastano le infezioni. Una tipologia di antidepressivi, denominata inibitori delle MonoAminoOssidasi (i cosiddetti anti-MAO), è pericolosa se assunta in combinazione con cibi o bevande che contengono tiramina (per esempio, birra, vino rosso, cioccolata, carni lavorate, avocado e alcuni formaggi). Il succo di pompelmo può interferire con alcuni farmaci per la pressione e con farmaci prescritti a seguito di un trapianto d’organo, incrementandone la scissione metabolica.

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