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Salute della Donna

Cattivo odore corporeo: sei modi per risolvere il problema

L’odore corporeo affascina gli scienziati. In un esperimento, i ricercatori della Vanderbilt University di Nashville (Stati Uniti) hanno scoperto che le persone dopo aver odorato un indumento sono in grado di riconoscere a quale dei loro parenti più stretti appartenga, pur non vedendo questi ultimi da mesi. Gli esperti hanno concluso che l’odore corporeo è influenzato da variabili ambientali come la dieta, ma anche da altri fattori, tra cui la genetica.

In presenza di cattivo odore corporeo, la preoccupazione principale non è tanto rivolta al perché questo accade, quanto al come risolvere il problema.

Nel corso dell’articolo illustreremo sei suggerimenti per ridurre l’odore corporeo, noto anche come bromidrosi (secrezione di sudore maleodorante).

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Dolore pelvico nella donna: quali sono le possibili cause?

Il dolore pelvico si riferisce al dolore sperimentato a livello addominale nella zona sottostante l’ombelico. Questa tipologia di dolore può accompagnare una vasta gamma di condizioni. Può essere un segno innocuo di fertilità, di un disturbo digestivo (come la sindrome dell’intestino irritabile), oppure un campanello di allarme per una condizione che richiede un trattamento immediato. Nel corso dell’articolo illustreremo 18 cause di dolore pelvico. In ogni caso, è consigliabile consultare sempre il medico per la formulazione adeguata di diagnosi e trattamento.

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Occhiaie e borse sotto gli occhi: cause e rimedi

La presenza di borse e occhiaie sotto gli occhi può conferire al viso un aspetto stanco, anche dopo otto ore di sonno.

I dermatalogi e i chirurghi plastici affermano che le lamentele riguardo occhiaie e borse sono piuttosto comuni. “I miei pazienti se ne lamentano più volte al giorno”, afferma Valerie Goldburt, MD, PhD, professoressa di dermatologia presso la NYU Langone Medical Center.

Brent Moelleken, MD, chirurgo plastico di Beverly Hills, è concorde: “Le occhiaie e le borse sotto gli occhi rappresentano motivo di grande preoccupazione per i pazienti, poiché conferiscono un aspetto più stanco invecchiandolo”.

Goldburt afferma che le persone spesso non fanno distinzione tra borse, gonfiore e occhiaie. Sanno semplicemente che non gradiscono ciò che vedono.

Esistono nuovi rimedi per borse e occhiaie, sebbene le precedenti soluzioni siano tuttora efficaci. Il primo passo da intraprendere, tuttavia, è identificare la causa del problema.

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ADHD nell’adulto: cause, sintomi e trattamento

Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) è ben riconosciuto nei bambini ed è sempre più in aumento negli adulti. Le definizioni impiegate per descrivere questo insieme di problemi sono variate molte volte nel corso degli ultimi 100 anni. Tuttavia, attualmente i termini “disturbo da deficit dell’attenzione (ADD)” o “disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD)”, sono più familiari sia agli educatori che alle figure professionali mediche di riferimento. L’ADHD si distingue dagli altri disturbi per le differenze che presenta a livello di intensità e persistenza di particolari gruppi di sintomi. L’ADHD si sviluppa a seguito di una combinazione di fattori correlati al patrimonio genetico e alle esperienze di vita. In generale, tali caratteristiche spesso provocano una carente capacità di adattamento fra aspettative e prestazioni dell’individuo.

Le caratteristiche esatte o i sintomi che caratterizzano questa serie di problemi sono in continua via di definizione. L’ADHD non è considerato solo un problema correlato alla scarsa attenzione, ma anche un problema nel moderare le emozioni e di efficace autocontrollo, specie per ciò che concerne il livello di attività e il controllo degli impulsi. Gestire le esigenze della vita di tutti i giorni richiede autocontrollo per riuscire a sviluppare con successo le abilità necessarie. Per le persone che soffrono di ADHD, i problemi di autocontrollo causano spesso difficoltà a gestire le emozioni, reagendo in modo eccessivo ai piccoli eventi e ignorando eventi più importanti. Inoltre, il problema dell’autocontrollo rende difficoltoso lo sviluppo di buone abitudini. Rispetto alle altre persone, coloro che soffrono di ADHD necessitano di più pratica per lunghi periodi di tempo per riuscire a sviluppare un efficace comportamento autocontrollato o abituale. Questi problemi possono causare difficoltà in molti ambiti della vita, come raggiungimento di obiettivi in ambito scolastico o professionale, prestazioni nelle attività sportive, guida di autoveicoli e rapporti interpersonali (amicizie, incontri e matrimonio).

Come specificato poc’anzi, il problema che sta alla radice dell’ADHD non è una semplice difficoltà nel prestare attenzione. Quando le persone che soffrono di ADHD vengono coinvolte in attività che catturano il loro interesse, sono in grado di prestare attenzione tanto quanto, o quasi, gli altri individui. Tuttavia, quando le attività sono ripetitive o risultano essere poco interessanti per la persona in questione, subentra una maggiore difficoltà nel rimanere concentrati sull’obiettivo finale. Ecco perché le persone che soffrono di ADHD possono essere soggette a procrastinazione e immaturità.

L’ADHD è una ben nota diagnosi formulata nei bambini che è stata formalmente identificata negli adulti nel corso degli ultimi 20 anni. Quando i bambini che soffrono di ADHD crescono, spesso le caratteristiche di iperattività e impulsività perdono di intensità, mentre i modelli di disattenzione e disorganizzazione permangono costanti. Gli adulti che soffrono di ADHD spesso rientrano in questo modello: disattenzione e disorganizzazione, combinate con i trascorsi di disattenzione, iperattività e/o impulsività dell’infanzia. Il livello di impulsività presente durante l’infanzia sembra essere il miglior predittore dei sintomi caratteristici dell’età adulta. Elevati livelli di impulsività durante l’infanzia sembrano predire disfunzioni più gravi in età adulta.

Riconoscere che l’ADHD può avere inizio durante l’infanzia per poi continuare in età adulta, ha richiesto molto tempo. Le stime attuali prevedono che l’85% dei bambini ai quali viene diagnosticata l’ADHD sono a rischio di presentare il disturbo anche in età adulta. Circa un terzo di questi bambini può contrastare ed eliminare molti sintomi, anche se non tutti i sintomi sono superabili. I restanti due terzi dei bambini con ADHD continueranno a presentare la maggior parte dei sintomi, ma potranno anche sperimentare significativi problemi psichiatrici e di gestione della vita di tutti i giorni, come per esempio problemi di personalità borderline e impulsiva, abuso di sostanze e un rischio significativo di disturbi correlati a depressione e ansia.

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Disturbi dell’equilibrio: tipologie, cause, sintomi, diagnosi e trattamento

Un disturbo dell’equilibrio è una condizione che fa percepire all’individuo che ne soffre un senso di instabilità o vertigine, come se fosse in movimento pur essendo fermo in stazione eretta o sdraiato. I disturbi dell’equilibrio possono essere causati da determinate condizioni di salute, farmaci o da un problema all’orecchio interno o al cervello.

Il termine medico impiegato per identificare tutte le parti dell’orecchio interno coinvolte nel meccanismo dell’equilibrio è sistema vestibolare. Esso controlla il senso dell’equilibrio, la postura, l’orientamento del corpo nello spazio, la locomozione e altri movimenti. Inoltre, contribuisce a preservare la messa a fuoco degli oggetti quando il corpo è in movimento. Il sistema vestibolare funziona in concomitanza con altri sistemi sensoriali del corpo (per esempio, occhi, ossa e articolazioni) al fine di controllare e mantenere la posizione del corpo a riposo e in movimento.

Il senso dell’equilibrio è controllato principalmente da una struttura labirintica situata nell’orecchio interno denominata labirinto. I canali semicircolari e gli organi otolitici presenti all’interno del labirinto contribuiscono a mantenere l’equilibrio. La coclea, anch’essa presente all’interno del labirinto, permette di sentire.

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