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Dolore al collo e alle spalle: cause, rimedi e prevenzione

Nel collo e nelle spalle sono presenti muscoli, ossa, nervi, arterie e vene, così come molti legamenti e altre strutture di supporto. Sono molte le condizioni che possono causare dolore al collo e alle spalle. Alcune sono gravi (come infarto o trauma maggiore), mentre altre non sono così pericolose (come semplici strappi muscolari o contusioni).

Cause

La causa più comune di dolore al collo e alle spalle è una lesione a carico dei tessuti molli, inclusi muscoli, tendini e legamenti presenti in queste strutture. Ciò può verificarsi a seguito di un colpo di frusta o altre lesioni a carico di queste zone. L’artrite degenerativa della colonna vertebrale nel collo (rachide cervicale) può comprimere i nervi che, a loro volta, possono causare sia dolore al collo che alle spalle. La malattia degenerativa del disco nel collo (spondilosi cervicale) può causare dolore localizzato al collo oppure dolore che si irradia dall’ernia discale, causando la compressione dei nervi (radicolopatia cervicale). Anche condizioni anomale che coinvolgono midollo spinale, cuore, polmoni e alcuni organi addominali possono causare l’insorgenza di dolore a collo e spalle. Ecco alcuni esempi:

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Capogiro: cause, trattamento e prevenzione

Capogiro è un termine che viene spesso impiegato per descrivere due sensazioni differenti. E’ importante sapere con esattezza cosa si intende quando viene pronunciata la frase “mi gira la testa”, poiché ciò può essere di aiuto sia al paziente che al medico per restringere l’elenco dei possibili problemi.

  • stordimento si riferisce ad una sensazione di imminente svenimento o mancamento. Sebbene in questo frangente specifico sia possibile sperimentare un senso di vertigine, il soggetto di norma non percepisce lo spazio circostante come in movimento. Lo stordimento spesso scompare o migliora quando ci si sdraia. Qualora dovesse aggravarsi, esso può comportare l’insorgenza di una sensazione di svenimento o di un episodio di svenimento vero e proprio (sincope). Talvolta è possibile sperimentare nausea o vomito in presenza di stordimento.
  • vertigine si riferisce ad una sensazione di spazio circostante o corpo in movimento in assenza di un reale movimento. L’individuo che sperimenta la vertigine può riferire una sensazione di movimento rotatorio, vorticoso circostante oppure la percezione di una imminente caduta o di difficoltà di equilibrio. In caso di vertigine grave, è possibile sperimentare nausea e vomito intensi. E’ possibile, inoltre, avere difficoltà nel mantenere una stazione eretta, nel deambulare normalmente ed è altresì possibile perdere l’equilibrio e cadere.

Sebbene il capogiro possa insorgere in persone di qualsiasi età, esso è più comune tra gli anziani. Il timore di sperimentare capogiri, può indurre gli anziani a limitare la pratica di attività fisiche e sociali. Il capogiro può anche essere causa di cadute e altre lesioni.

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Inappetenza (scarso appetito): cause e sintomi

L’inappetenza è un sintomo comune che caratterizza terza età, cancro (specie il cancro al colon, alle ovaie o al pancreas), malattie croniche oppure gli effetti collaterali di alcuni farmaci. Il primo trimestre della gravidanza è comunemente associato allo scarso appetito che può essere accompagnato da nausea e vomito. Il termine medico utilizzato per definire la mancanza di appetito è anoressia. L’inappetenza può essere definibile come una diminuzione del desiderio di mangiare. Essa può insorgere in presenza di condizioni che interessano l’apparato digerente o in concomitanza con condizioni più generalizzate, come infezioni, disidratazione o malattie croniche.

I farmaci (come antibiotici, chemioterapici e narcotici) sono cause comuni di scarso appetito. Le malattie croniche (tra cui insufficienza cardiaca, malattia polmonare ostruttiva cronica, epatite e insufficienza renale) possono causare l’insorgenza di inappetenza. I cambiamenti a carico della normale percezione di olfatto o gusto possono comportare scarso appetito. A seconda della causa, l’inappetenza può essere altalenante o costante.

L’inappetenza raramente comporta l’insorgenza di una condizione estremamente grave. Tuttavia, lo scarso appetito può essere associato a disidratazione che, se non trattata, può causare squilibrio elettrolitico, shock o coma. E’ consigliabile affidarsi immediatamente alle cure mediche (chiamare il 118) in presenza di sintomi di grave disidratazione, come stato confusionale o perdita di coscienza anche solo per un breve istante, pelle fredda o minzione ridotta.

Qualora l’inappetenza sperimentata sia persistente o motivo di preoccupazione, è consigliabile rivolgersi subito al medico.

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Problemi del sonno nella donna: cause e rimedi

Secondo la National Sleep Foundation, le donne riferiscono con maggiore frequenza problemi correlati al sonno, come non dormire a sufficienza o sonnolenza diurna.

Una delle possibili cause? Gli ormoni. I cambiamenti ormonali possono disturbare il sonno. Ciò si traduce in privazione del sonno che, a sua volta, può influenzare i livelli ormonali dando vita ad un ciclo vizioso di insonnia. Quindi, quando i livelli ormonali sono elevati o molto bassi, come avviene durante il ciclo mestruale, durante e dopo la gravidanza e in particolare con il sopraggiungere della menopausa, la donna può essere più vulnerabile ai problemi correlati al sonno.

Menopausa e carenza di sonno

In concomitanza con il sopraggiungere della menopausa, i cambiamenti ormonali che si verificano possono influenzare il sonno della donna più che in qualsiasi altra fase della sua vita.

L’impatto derivante dal calo ormonale, in particolare di estrogeni, è elevato e la qualità del sonno della donna ne risente“, afferma Tristi Muir, MD, direttrice del Pelvic Health and Continence Center e professoressa associata di ostetricia e ginecologia presso la University of Texas Medical Branch a Galveston (Stati Uniti). “Il calo dei livelli di estrogeni, a dire il vero, ha inizio molto prima della fase menopausale vera e propria. Le vampate di calore e l’irritabilità possono insorgere nel corso dei 10 anni antecedenti il sopraggiungere della menopausa“, prosegue Muir.

I ricercatori hanno scoperto che le donne che presentano vampate di calore durante la perimenopausa (ovvero gli anni che precedono la menopausa, quando i livelli ormonali sono in calo), presentano anche maggiori probabilità di avere un sonno disturbato. Secondo Muir, i 2/3 circa delle donne in perimenopausa presenta vampate di calore e molte di loro soffrono di problemi del sonno ad esse associate.

Gli studi condotti sul sonno hanno dimostrato che le donne sono più inclini ad avere un sonno disturbato nella prima metà della notte a causa di una vampata di calore“, afferma Sharon Wong, MD, FACOG, presidentessa del dipartimento perinatale dell’Adventist Medical Center di Portland (Stati Uniti). “Durante il sonno REM, ovvero nella seconda metà della notte, le donne sembrano essere più in grado di far fronte ai loro disturbi del sonno“.

Una volta accertata la fase menopausale, che i medici solitamente definiscono come almeno 1 anno senza il ciclo mestruale, il sonno probabilmente tenderà a stabilizzarsi così come anche le vampate di calore. Ma le donne in perimenopausa possono dover far fronte ai disturbi del sonno per anni.

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Gonfiore alle dita: sintomi e cause

Il gonfiore a carico di uno o più dita è un segno di accumulo di liquidi o di infiammazione dei tessuti o delle articolazione del dito interessato. Il gonfiore può essere la conseguenza di gravi infezioni, infiammazioni, traumi e altri processi anomali.

In generale, il gonfiore alle dita può essere causato da una ritenzione idrica generalizzata, come accade durante la sindrome premestruale o la gravidanza. Se il gonfiore interessa un solo dito, le possibili cause includono traumi, infezioni o patologie infiammatorie, come l’artrite.

Poiché un dito gonfio può essere segno di una grave infezione o infiammazione, è consigliabile consultare il medico e riferire i sintomi sperimentati. In presenza di gonfiore alle dita accompagnato da dolore, arrossamento o calore, è necessario ricercare cure mediche immediate.

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Debolezza alle gambe: sintomi e cause

Una eventuale debolezza alle gambe può insorgere come parte di una sensazione generalizzata di debolezza che coinvolge tutto il corpo oppure può svilupparsi a carico di una o entrambe le gambe. Lo stato reale di debolezza si verifica nel momento in cui i muscoli perdono la loro forza. Tuttavia, è consuetudine provare una sensazione di debolezza muscolare quando si è stanchi o malati. In questi casi, non si verifica una vera e propria perdita della funzione muscolare. L’insorgenza improvvisa di debolezza muscolare può essere un segno di ictus, condizione estremamente grave in cui una parte del cervello viene privata di ossigeno.

Questo articolo si focalizza sulle condizioni che causano una reale perdita di forza muscolare a carico delle gambe. Tra le cause più comuni di debolezza alle gambe vi è la sciatica, ovvero problemi a carico del midollo spinale che comportano la compressione dei nervi che fuoriescono dal midollo spinale attraverso le aperture presenti tra le vertebre della spina dorsale. La sciatica può essere causata da varie condizioni. Oltre alla debolezza a carico di una parte del braccio o della gamba, è possibile l’insorgenza di altri sintomi come formicolio, bruciore o dolore.

Le malattie neuromuscolari, come la miastenia gravis (disturbo neuromuscolare autoimmune che causa debolezza muscolare) e la sclerosi multipla (malattia che colpisce il cervello e il midollo spinale causando debolezza, difficoltà di coordinazione e di equilibrio e altri problemi), sono altre cause di debolezza muscolare che possono insorgere a carico delle gambe. Anche le tossine, come la tossina botulinica e alcuni farmaci, possono causare debolezza muscolare.

Come accennato precedentemente, l’insorgenza improvvisa di debolezza a carico delle gambe può essere un segno di ictus. Si consiglia di recarsi immediatamente al pronto soccorso o di chiamare il 118 qualora la debolezza alle gambe insorga improvvisamente, specie se percepita su un lato del corpo o se accompagnata da sintomi gravi, quali visione offuscata, visione doppia, perdita della vista o cambiamenti a carico di essa, intorpidimento, paralisi o incapacità di muovere una parte del corpo, forte mal di testa, febbre alta (superiore a 38.3°), perdita di controllo della vescica o dell’intestino, svenimento o cambiamento dello stato di coscienza o letargia.

Se la debolezza alle gambe dovesse persistere o costituire motivo di preoccupazione, è consigliabile rivolgersi immediatamente al medico.

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