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Rimedi Naturali

Rimedi naturali contro la forfora

La forfora è il prodotto della desquamazione dell’epidermide delle parti pelose, in particolare del cuoio capelluto. Per alcuni individui può essere fonte di estremo imbarazzo e disagio. Esistono rimedi naturali in grado di alleviare questo inestetico problema cutaneo? Sembrerebbe proprio di sì.

I rimedi naturali che possono essere di utilità includono:

Olio dell’albero del tè (Tea Tree Oil). Il dermatologo olistico Alan Dattner di New York afferma che l’applicazione di una piccola quantità di questo olio, dall’odore piuttosto intenso, sulle chiazze particolarmente squamose presenti sul cuoio capelluto può contribuire a ridurre la forfora. Tuttavia, questo olio può provocare allergie. Quindi, se ne consiglia l’impiego solo per brevi periodi di tempo.

Aloe. Michele Green (dermatologa di New York) afferma che il fluido denso presente nelle foglie della pianta dell’aloe vera può alleviare la forfora. Nell’ambito di un piccolo studio, l’aloe ha alleviato il prurito e la cute squamosa nei soggetti che presentavano dermatite seborroica, una condizione cutanea che può creare forfora. È possibile tagliare una foglia di aloe e spremere il fluido direttamente sulla zona interessata oppure utilizzare il gel di aloe vera.

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Olio di menta piperita: benefici, effetti collaterali e interazioni farmacologiche

L’olio di menta piperita viene ricavato dalla pianta di menta piperita (ibrida tra la Mentha acquatica e la Mentha spicata) presente in Europa e nel Nord America.

L’olio di menta piperita viene comunemente utilizzato come aromatizzante negli alimenti e nelle bevande e come fragranza nei saponi e nei cosmetici. Viene anche impiegato per una varietà di condizioni di salute e può essere assunto per via orale (integratori alimentari) o applicato topicamente (crema o pomata).

Alcune evidenze suggeriscono che l’olio di menta piperita può alleviare i sintomi della sindrome dell’intestino irritabile e dell’indigestione. Tuttavia, nonostante le ricerche promettenti, non esistono prove conclusive a supporto dell’impiego di questo olio per altre condizioni di salute.

Se utilizzati propriamente, gli integratori alimentari e i preparati per uso topico contenenti olio di menta piperita sono probabilmente sicuri per la maggior parte degli adulti.

L’olio di menta piperita può causare effetti collaterali (come bruciore di stomaco) e interagire con alcuni farmaci. Prima di utilizzarlo, è consigliabile consultare sempre il medico.

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Tè oolong: benefici e possibili rischi

Il tè oolong viene ricavato dalle foglie della stessa pianta con cui vengono prodotti il tè verde e il tè nero. La differenza risiede nel tempo di fermentazione delle foglie. Le foglie del tè verde non vengono fermentate, mentre le foglie del tè nero vengono fermentate completamente. La varietà oolong si ottiene da una fermentazione parziale delle foglie.

La fermentazione, o l’assenza di essa, conferisce ai vari tipi di tè il loro colore e aroma. Essa, inoltre, altera la composizione chimica del tè. I cambiamenti più significativi interessano un gruppo di sostanze chimiche dette catechine. Queste ultime sono potenti antiossidanti che possono agire direttamente sulle cellule umane.

Perché si assume il tè oolong?

Il tè è una bevanda caffeinata. Uno dei principali benefici correlati all’assunzione di tè oolong è l’aumento della vigilanza, del livello di energia e delle attività intellettuali.

Tali effetti sono direttamente correlati al livello di caffeina. Essi aumentano al crescere del livello di caffeina.

Alcune persone bevono il tè oolong per prevenire o trattare obesità e diabete. Uno studio suggerisce che assumere 6 tazze di tè oolong al giorno per 30 giorni potrebbe essere di aiuto per coloro che soffrono di diabete di tipo 2, riducendo gli zuccheri nel sangue. Altri studi, condotti sia sugli esseri umani che sugli animali, suggeriscono che l’assunzione di tè oolong può favorire la perdita di peso.

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Guaranà: utilizzo, dosi raccomandate e rischi

Il guaranà deriva dai semi di un albero sudamericano. In considerazione del suo elevato contenuto di caffeina, il guaranà è diventato un integratore energetico molto popolare.

A cosa serve?

I ricercatori un tempo ritenevano che il principio attivo del guaranà fosse una sostanza specifica della pianta, ovvero la guaranina. In seguito, scoprirono che in realtà si trattava solo di caffeina. Il guaranà contiene una concentrazione di caffeina tra le più elevate rispetto a quella presente in qualsiasi altra pianta. Esso può contenere sino al 3,6%-5,8% di caffeina a seconda del peso. Il caffè ne contiene solo sino al 2%.

Il caffè e le altre bevande contenenti caffeina sembrano incrementare la prontezza, se consumate nel corso della giornata. La caffeina può migliorare le prestazioni mentali e la prontezza negli individui che soffrono di privazione del sonno, e il guaranà logicamente è caratterizzato dal medesimo effetto.

Gli esperti non hanno studiato ampiamente il guaranà. Finora gli studi non hanno riscontrato che esso possa essere di aiuto nel migliorare le abilità cognitive o l’umore. Alcune persone ne fanno uso per migliorare le prestazioni atletiche o sessuali. Ma non esistono prove a supporto di questa teoria.

Esistono alcune prove a sostegno del fatto che il guaranà, se utilizzato in combinazione ad altri integratori, possa favorire la perdita di peso. Non vi è certezza che il guaranà sia specificatamente responsabile di questo fenomeno. Poiché la caffeina è uno stimolante che può migliorare l’umore e favorire la perdita di peso, il guaranà può presentare anche questi effetti. In qualità di integratore atto a favorire la perdita di peso, la caffeina è più efficace se combinata ai composti polifenoli presenti nel tè verde. La combinazione guaranà-polifenoli può comportare un effetto simile. La sicurezza concernente l’impiego del guaranà per perdere peso è sconosciuta.

Alcuni ritengono che gli effetti del guaranà siano meno intensi e più duraturi rispetto a quelli della caffeina. Tuttavia, gli studi non sono giunti a questa conclusione.

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Echinacea: impieghi, dosi consigliate e rischi

L’echinacea è stata utilizzata a lungo per combattere raffreddori e infezioni. Molti esperti ne raccomandano l’impiego. E’ uno degli integratori più popolari negli Stati Uniti.

A cosa serve?

Molte persone assumono echinacea nella speranza che essa rafforzi il sistema immunitario. Gli studi, tuttavia, hanno ottenuto risultati contrastanti.

Finora, le prove suggeriscono che l’echinacea non previene l’insorgere del raffreddore comune, ma potrebbe essere di aiuto come trattamento dello stesso. Alcuni studi, molti dei quali piccoli, hanno scoperto che l’assunzione di echinacea può ridurre la durata di un raffreddore e la gravità dei sintomi ad esso correlati. Tuttavia, due ampi studi clinici non hanno riscontrato nessun beneficio.

Esistono diverse specie di echinacea, come Echinacea purpureaEchinacea pallida ed Echinacea angustifolia. Alcuni dei risultati contrastanti ottenuti possono essere dovuti all’impiego delle diverse varietà di echinacea da parte dei ricercatori. La prova più evidente a supporto dell’echinacea come trattamento per il raffreddore, deriva dagli studi condotti sull’Echinacea purpurea. Gli studi sull’Echinacea angustifolia e sulla radice di qualsiasi varietà di echinacea, hanno portato risultati meno evidenti. L’echinacea può non essere altrettanto efficace nei bambini e nei giovani adulti come nel caso degli anziani.

Se assunta in concomitanza all’applicazione di una crema antimicotica, l’echinacea orale può contribuire a prevenire l’insorgere di ricorrenti infezioni vaginali da lievito. Sebbene alcuni studi suggeriscano che l’echinacea possa ridurre leggermente i sintomi influenzali, le prove a supporto di questo non sono tuttavia chiare.

L’echinacea sembra non contribuire a prevenire o a trattare l’herpes. L’effetto dell’echinacea in merito ad altre condizioni non è noto.

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