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Sonnolenza: ecco perché caffeina e zuccheri non sono di aiuto

Quando la quantità di ore di sonno per notte è inferiore a quella di cui necessita l’organismo per poter operare a pieno regime, la tentazione di rimediare con caffeina e zucchero è sempre forte. Ma queste soluzioni rapide, a lungo andare, possono peggiorare la situazione.

Zuccheri: una spinta temporanea e un crollo rapido

Secondo uno studio condotto in Inghilterra presso la Loughborough University, gli zuccheri forniscono una spinta temporanea, ma nel momento in cui questo vacuo picco di energia svanisce il rischio è di diventare ancora più assonnati di prima e di avere tempi di reazione più lenti.

Il Dottor Ralph Downey III, direttore del Centro dei Disturbi del Sonno presso la Loma Linda University in California, afferma che gli zuccheri non costituiscono il modo migliore per stimolare il cervello. A dire il vero, forniscono una spinta inferiore rispetto alla caffeina.

Per una carica di energia che perduri tutto il corso della giornata, è consigliabile consumare un piccolo spuntino. E’ bene puntare su una combinazione di proteine e carboidrati (una mela con burro di arachidi, per esempio). L’importante è non esagerare con le porzioni di cibo: un eccessivo senso di pienezza può provocare o acuire una stanchezza preesistente.

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Jet Lag: come contrastare sintomi ed effetti

Per i viaggiatori abituali e per i turisti internazionali, i sintomi del Jet Lag sono molto familiari. La cattiva qualità del sonno, la stanchezza diurna, la difficoltà di concentrazione e anche problemi allo stomaco sono sintomi ed effetti piuttosto comuni.

Anche se non è possibile evitare completamente il fenomeno Jet Lag mentre si viaggia attraverso diversi fusi orari, è comunque possibile ridurne gli effetti seguendo alcune semplici strategie. Prima di tutto, è bene comprendere che cos’è il Jet Lag e cosa lo causa. In secondo luogo, vi proporremo 11 modi per contrastare sintomi ed effetti del Jet Lag che vi permetteranno di godervi appieno il vostro viaggio.

Che cos’è il Jet Lag?

Il Jet Lag può verificarsi quando si viaggia nel giro di breve tempo tra due o più fusi orari. Più il numero dei fusi orari attraversati è elevato, maggiori sono le probabilità di sentirsi assonnati e pigri. I sintomi, inoltre, tenderanno a perdurare per più tempo e la loro intensità sarà maggiore.

In linea generale, il Jet Lag è un disturbo del sonno temporaneo, ma non così temporaneo per molti viaggiatori. Se volate da San Francisco a Roma per un viaggio di 10 giorni, per esempio, potrebbero essere necessari dai 6 ai 9 giorni per un recupero completo. Ecco perché all’organismo serve sino ad un giorno di tempo per ogni fuso orario attraversato per potersi adattare al fuso orario del luogo di destinazione. Se viaggiate da est verso ovest, da Roma verso San Francisco, il Jet Lag può durare dai 4 ai 5 giorni, circa la metà del numero di fusi orari attraversati. I sintomi e gli effetti del Jet Lag sono generalmente peggiori quando si viaggia da ovest verso est.

Negli anziani, i sintomi e gli effetti del Jet Lag possono essere più intensi e il recupero potrebbe richiedere più tempo.

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Privazione del sonno: quali sono gli effetti sulla mente?

Vi capita spesso di dimenticare cose che siete sicuri di sapere? Vi risulta difficile concentrarvi su compiti complessi? Dormite meno di sei ore per notte?

Se la risposta è sì, probabilmente non dormite a sufficienza. Proprio così, la carenza di sonno può impedire di pensare in modo chiaro e condizionare le emozioni. Gli studi dimostrano che una eccessiva privazione del sonno rischia di compromettere le prestazioni lavorative, di danneggiare le relazioni interpersonali e causare problemi umorali, come rabbia e depressione.

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Dormire bene: come scegliere il materasso giusto

Quando si tratta di dormire bene, non vi è dubbio che la scelta del materasso giusto ricopra un ruolo di primaria importanza. Tuttavia, i modelli a disposizione sono talmente tanti che destreggiarsi può diventare una vera impresa.

Anzitutto, è bene precisare che un materasso costoso non è necessariamente migliore di un modello più economico. Gli esperti affermano che la struttura del materasso dovrebbe essere sufficientemente rigida da offrire un corretto sostegno a schiena, collo e gambe, garantendo al contempo il massimo comfort. Si tratta di un equilibrio particolarmente delicato.

Ma quali sono i criteri da tenere in considerazione al momento della scelta?

Materassi: consigli per gli acquisti

Roger Herr, portavoce dell’American Physical Therapy Association, raccomanda la scelta di un materasso che favorisca il rilassamento, ma che offra al contempo un corretto sostegno alla naturale curva ad “S” della schiena.

Gli esperti sono concordi nell’affermare che per scegliere il materasso adatto alle nostre esigenze è bene testare personalmente più materassi, dedicando ad ogni modello di nostro interesse dai 15 ai 20 minuti. Quindi, non siate timidi: una volta individuato un modello, sdraiatevi su di esso provando varie posizioni. Potete sdraiarvi con la schiena rivolta verso il materasso, a pancia in giù oppure posizionandovi sul fianco.

Clete A. Kushida, direttore del Centro di Ricerca del Sonno di Stanford (California) e portavoce dell’American Association of Sleep Medicine, suggerisce questo test: “Sdraiatevi su un fianco. Se sentite spalle e fianchi affossarsi o se la colonna vertebrale non è allineata in modo corretto, il materasso in questione è troppo morbido. Se, invece, sentite dolore e una mancanza di comodità, il materasso è molto probabilmente troppo rigido”.

Herr raccomanda di dedicarsi all’acquisto del materasso nella seconda parte della giornata. Questo perché di mattina solitamente si è più freschi ed è più facile sorvolare o ignorare dettagli di una certa rilevanza che non passano inosservati quando si è più stanchi. Inoltre, assicuratevi di acquistare il materasso presso un punto vendita che possa garantirvi un adeguato periodo di garanzia. In questo modo, avrete il tempo necessario per testare il vostro acquisto.

Ancora una volta, ricordate che “costoso” non è necessariamente sinonimo di “migliore”. Prima di tutto, assicuratevi che il materasso sia ben fabbricato.

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Che cosa sono i disturbi alimentari legati al sonno?

I disturbi del comportamento alimentare legati al sonno sono caratterizzati da abitudini alimentari anormali durante la notte.

Il disturbo alimentare notturno legato al sonno (NS-RED), sebbene non sia così comune come il sonnambulismo, può verificarsi durante episodi di sonnambulismo. Le persone affette da questo disturbo mangiano mentre dormono. Spesso si dirigono verso la cucina e si preparano da mangiare, senza poi ricordare di averlo fatto. Nel caso in cui gli episodi di NS-RED siano frequenti, il soggetto interessato può sperimentare un aumento di peso e un incremento del rischio di sviluppare diabete di tipo 2.

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Perché si parla nel sonno? Cause e rimedi

Vi è stato detto che di notte mentre dormite sussurate parole talvolta prive di senso senza rendervene conto? Avete sempre desiderato che il vostro coniuge durante il sonno svelasse un segreto che teneva custodito gelosamente da molto tempo? Fate una domanda al vostro partner mentre sta dormendo, ma non stupitevi se il massimo della risposta che sarete in grado di ottenere è un’unica sillaba. Ricordate, comunque, che chi parla nel sonno solitamente non ricorda nulla di quello che ha detto durante questa sorta di monologo notturno.

Parlare nel sonno può essere talvolta un evento buffo, ma può essere anche segno di qualche disturbo.

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