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Cattivo sapore in bocca: cause e sintomi

La presenza di un cattivo sapore in bocca può indicare un’alterazione del gusto. Le cause di questo disagio possono variare da una alterazione del gusto ad una perdita totale del senso del gusto. Tuttavia, quest’ultima è un’eventualità piuttosto rara. Il cattivo sapore in bocca è un sintomo comune di malattia da reflusso gastroesofageo, infezione delle ghiandole salivari, sinusite, scarsa igiene dentale oppure può essere dovuto all’assunzione di alcuni farmaci. I problemi che interessano il senso del gusto sono causati da tutto ciò che interrompe il trasferimento delle sensazioni gustative al cervello o da condizioni che influenzano il modo in cui il cervello interpreta tali sensazioni.

Il reflusso gastrico è una causa comune di cattivo sapore in bocca. L’acido gastrico che viene rigurgitato in bocca produce un sapore anomalo, descritto come acido o metallico. Anche una infezione di una delle ghiandole salivari maggiori è una causa comune di cattivo sapore in bocca. Una ulteriore possibilità può essere una infezione virale che può danneggiare le cellule sensoriali della lingua e causare alterazioni del gusto. Anche altri disturbi della bocca o della lingua, incluse le ulcere del cavo orale, sono possibili cause.

Il cattivo sapore in bocca può insorgere a seguito di una radioterapia e dell’assunzione di farmaci, come antibiotici e inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE-inibitori). La risoluzione dei problemi che interessano il senso del gusto può richiedere mesi o anni. Alcune alterazioni possono essere permanenti, specie nel caso in cui la bocca sia il target di una radioterapia diretta.

La presenza di alito cattivo può essere un segno di una condizione grave. Qualora il cattivo sapore dovesse essere persistente o rappresentare motivo di preoccupazione, si consiglia di rivolgersi prontamente al medico. Se si dovessero sperimentare difficoltà respiratorie o febbre alta, si raccomanda di recarsi presso l’ospedale più vicino.

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Problemi delle ghiandole salivari: infezioni, gonfiore e trattamento

Le ghiandole salivari producono un litro circa di saliva ogni giorno. La saliva svolge un ruolo importante nella lubrificazione della bocca, favorisce la deglutizione, contrasta la proliferazione di agenti microbici nel cavo orale e contribuisce alla digestione del cibo.

Le tre principali coppie di ghiandole salivari sono: ghiandole parotidi (localizzate nella parte interna delle guance), ghiandole sottomandibolari (localizzate nel pavimento della bocca) e ghiandole sottolinguali (localizzate sotto la lingua).

Esistono anche altre centinaia di ghiandole salivari minori nella bocca e nella gola, che contribuiscono ai processi digestivi promossi dalle ghiandole salivari maggiori. La saliva drena nella bocca attraverso dotti escretori, detti dotti salivari.

In presenza di un problema a carico delle ghiandole salivari o dei suddetti dotti, è possibile l’insorgenza di sintomi quali gonfiore delle ghiandole salivari, secchezza delle fauci, dolore, febbre e drenaggio di gusto sgradevole in bocca.

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Labbra blu: le possibili cause

Il colorito blu delle labbra si verifica quando la cute labiale assume una colorazione bluastra. In linea generale, esso è dovuto ad una carenza di ossigeno nel sangue o a temperature estremamente basse. Quando la cute diventa bluastra, il sintomo associato a tale manifestazione viene denominato cianosi.

Più comunemente, le labbra blu sono causate da una carenza di ossigeno nel sangue. Questo può accadere quando ci si trova ad altitudini elevate o in caso di soffocamento. Tale sintomo può anche essere dovuto a condizioni croniche sottostanti, come malattie polmonari o difetti cardiaci cronici. La mancanza di ossigeno nel sangue, indipendentemente dalla causa, porta alla colorazione bluastra della cute specie a carico di mani, piedi e labbra.

Le labbra blu sono un sintomo che può indicare la presenza di una grave condizione medica, che necessita di essere valutata prontamente dal medico.

Le labbra blu sono un grave sintomo la cui insorgenza può essere causata da una condizione sottostante estremamente grave. Qualora dovesse essere accompagnato da altri sintomi di grave entità (come difficoltà respiratoria, dolore toracico, stanchezza, svenimento, cambiamento dello stato di coscienza o letargia), si consiglia di chiamare il 118 o di recarsi presso il pronto soccorso più vicino.

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Bocca amara: quali sono le cause del sapore amaro in bocca?

La presenza di un sapore amaro in bocca, non causata da una sostanza amara, è dovuta principalmente ad una alterazione o anomalia delle facoltà gustative. Quando tale sensazione è persistente e caratterizzata da un sapore amaro, metallico o comunque cattivo, viene denominata disgeusia.

Una carenza o una alterazione delle facoltà gustative spesso insorgono nel momento in cui qualcosa interferisce con il normale processo gustativo. Il senso del gusto e i sapori che percepiamo sono il risultato di una combinazione che vede coinvolti il senso dell’olfatto e i neuroni sensoriali presenti nelle papille gustative, che comunicano al cervello quali sostanze gustiamo. Le papille gustative sono in grado di identificare i gusti dolce, salato, aspro e amaro. Alcune persone sono più sensibili ai gusti amari perché possono percepire un composto amaro denominato feniltiocarbamide, che altri individui non sono in grado di percepire del tutto o solo moderatamente. Alla nascita, l’essere umano è dotato di 10.000 papille gustative circa, sebbene la quantità indicata si riduca con l’età. Ecco perché le persone anziane di solito possono tollerare gusti più intensi e forti rispetto ai bambini.

Le cause più comuni di bocca amara includono vomito e reflusso acido, sebbene queste condizioni in genere non causino l’insorgenza di un sapore amaro permanente. Anche la gravidanza o l’assunzione di alcuni farmaci (come gli antibiotici) possono comportare l’insorgenza di un sapore amaro temporaneo. Le facoltà gustative possono essere compromesse o alterate in modo permanente anche a seguito di lesioni a carico di bocca, naso o testa oppure dopo anni di tabagismo.

Poiché la presenza di un sapore amaro in bocca può essere segno di una infezione o di un’altra condizione, è consigliabile consultare il medico il prima possibile riferendo i sintomi sperimentati. Qualora il sapore amaro dovesse persistere, ripresentarsi o essere comunque motivo di preoccupazione, si consiglia di informare il medico. Nel caso in cui insorgano anche difficoltà di respirazione o deglutizione, è opportuno chiamare il 118 o recarsi al pronto soccorso più vicino.

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Dolore alla mascella (mandibola): cause e sintomi

Il dolore alla mascella è caratterizzato dalla percezione di dolore o disagio a carico della regione mascellare. Quest’ultima include la mascella inferiore (mandibola, spesso indicata come osso mandibolare), l’articolazione temporo-mandibolare (ATM) e i tessuti molli circostanti. L’articolazione temporo-mandibolare è preposta alla giunzione fra mascella inferiore (mandibola) e osso temporale del cranio e congiunge la mascella inferiore a quella superiore. E’ una delle articolazioni maggiormente utilizzate.

A seconda della causa sottostante, il dolore alla mascella può insorgere improvvisamente o in modo graduale. L’individuo può sperimentare un dolore sordo o un dolore talmente intenso da rendere difficoltosa l’apertura della bocca per mangiare. Il dolore sperimentato può essere causato da diverse attività, come mangiare, deglutire o semplicemente toccare la regione mascellare (come in caso di nevralgia del trigemino).

Una delle cause più comuni è lo stress a carico dell’articolazione temporo-mandibolare, che può comportare l’insorgenza di disordini a carico di quest’ultima. Tale articolazione è posizionata bilateralmente (ovvero, ad ambedue i lati della testa) di fronte all’orecchio ed è circondata da muscoli, tendini, legamenti e altri tessuti molli. I disordini dell’articolazione temporo-mandibolare (TMD) possono essere causati da usura, lesioni o malattie a carico dell’articolazione e dei tessuti molli circostanti.

Il dolore alla mascella può anche essere un segno di altre malattie, disturbi e condizioni. Tale tipologia di dolore può essere causata da condizioni di entità relativamente lieve (come il digrignamento dei denti) o da condizioni più gravi, tra cui artrite reumatoide, infezioni e nevralgia. Il dolore alla mascella viene considerato anche uno dei campanelli di allarme in caso di attacco cardiaco.

In caso di dolore alla mascella combinato a dolore toracico o a dolore che si irradia al braccio e alla spalla, sudorazione o fiato corto, è possibile l’insorgenza di un attacco di cuore. Si tratta di una emergenza medica che richiede cure immediate (chiamare il 118).

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