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Allergie e Intolleranze

Allergie e asma: dove andare in vacanza

Per chi soffre di allergie o di asma spesso la scelta del luogo di villeggiatura rappresenta un problema. Qui di seguito vi proponiamo un semplice vademecum su come scegliere il luogo più adatto per le vostre vacanze, sullo sport da praticare, sulla documentazione da portare con sé, sulla lista dei farmaci prescritti o da assumere in casi particolari e alcuni consigli per chi viaggia in Italia o all’estero.

Cosa fare in caso di viaggi in Italia?

Anzitutto, è bene ricercare nome e indirizzo di un medico in loco che possa intervenire in caso di problemi (aggravamento della condizione o crisi acute). E’ inoltre consigliabile informarsi anche circa l’indirizzo e il numero di telefono della struttura ospedaliera più vicina.

I documenti da portare con sé in occasione del viaggio includono: tessera sanitaria e dell’eventuale esenzione, storia clinica personale (rilasciata dal medico curante) e un elenco dei farmaci o degli alimenti ai quali si è intolleranti o allergici.

E’ consigliabile portare con sé anche un piano terapeutico, ove sia specificato come procedere in caso di emergenza o di aggravamento dei sintomi e cosa fare ogni giorno.

E’ buona norma stilare una lista delle medicine necessarie (chiedere eventualmente al medico ricette di riserva) e un elenco dei farmaci prescritti corredato di informazioni circa la corretta modalità di assunzione degli stessi.

Nel caso il soggetto soffra di gravi patologie respiratorie, si consiglia di portare in viaggio un nebulizzatore (solo se raccomandato dal medico) o un PEF (misuratore del picco di flusso espiratorio). In caso di ipertensione, l’impiego di un distanziatore (se raccomandato dal medico) e del dispositivo della pressione può tornare utile.

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Rinite allergica e raffreddore da fieno: come alleviare i sintomi

Il 20% circa della popolazione italiana soffre di rinite allergica, conosciuta anche come raffreddore da fieno o raffreddore allergico.

Qui di seguito vi proporremo alcuni consigli su come evitare le cause e ridurre i sintomi di questa patologia.

I principali fattori scatenanti sono i pollini di piante ed erba. La quantità di polline è maggiore quando le giornate sono assolate e il cielo è sereno.

Non falciate il prato

Se l’erba vi fa starnutire, lasciate che sia qualcun’altro a falciare il vostro prato. Può sembrare una cosa ovvia, ma molte persone non ci pensano. Se l’erba vi provoca una reazione allergica, stare a stretto contatto con essa non farà altro che favorire la comparsa dei sintomi.

Create una barriera

Applicate della vaselina all’interno delle narici. Essa fungerà da filtro anti-polline.

Attenzione agli orari 

Non sedetevi all’aperto tra le 4 e le 7 del pomeriggio o di prima mattina. In questi orari la quantità di polline è maggiore. Se uscite o se dovete stendere la biancheria all’aperto, fatelo dopo le 10.30 di mattina o prima delle 3 di pomeriggio.

Chiudete le finestre

Non dormite con le finestre aperte e non guidate con i finestrini abbassati. Questo favorirebbe l’entrata dei pollini.

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Allergie di stagione: le piante da cui guardarsi

La reazione allergica insorge a causa dell’ipersensibilità dell’organismo ad una sostanza. Nel momento in cui il sistema immunitario entra in contatto con tale sostanza reagisce in modo anomalo.

Ne consegue che, negli individui affetti da allergia, il sistema immunitario risponde anormalmente anche a sostanze solitamente non nocive (come per esempio pollini, polvere e alcuni cibi). La sostanza causa dell’insorgenza delle allergie è nota come allergene.

Gli esperti affermano che l’inquinamento atmosferico causa l’indebolimento del sistema immunitario e delle mucose, incrementando l’esposizione di queste ultime agli allergeni.

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Intolleranza al lattosio: cause, sintomi, diagnosi e rimedi

L’intolleranza al lattosio è l’incapacità di digerire il lattosio, ovvero lo zucchero che si trova principalmente nel latte e nei latticini. E’ causata dal deficit di produzione da parte delle cellule intestinali del duodeno dell’enzima lattasi, deputato alla scissione del lattosio in glucosio e galattosio, che sotto questa forma possono essere assorbiti.

Sebbene l’intolleranza al lattosio non sia pericolosa, i sintomi possono essere alquanto fastidiosi.

Quali sono i sintomi dell’intolleranza al lattosio?

I sintomi dell’intolleranza al lattosio includono:

  • Nausea
  • Diarrea
  • Crampi addominali
  • Gonfiore
  • Eccessiva formazione di gas nell’intestino

I sintomi solitamente si manifestano dai 30 minuti alle due ore dopo l’ingestione di latticini. La gravità dei sintomi è variabile. Essa dipende dalla quantità di lattosio che il singolo individuo è in grado di tollerare. Alcune persone, infatti, sono sensibili anche al minimo quantitativo di lattosio, mentre altre possono tranquillamente mangiare quantità maggiori di alimenti contenenti lattosio prima che i sintomi arrivino a manifestarsi.  

Quali sono gli alimenti che contengono lattosio?

Gli alimenti che più comunemente hanno un elevato contenuto di lattosio sono i latticini, come il latte e il gelato. Il lattosio viene anche aggiunto in alcuni cibi, come pane, cereali, condimenti, dolci e snacks. Anche gli alimenti contenenti siero del latte, derivati del latte, latte essiccato o in polvere e latte scremato in polvere contengono lattosio. Il lattosio è presente in quantità minore in circa il 20% dei farmaci con prescrizione medica obbligatoria, come la pillola anticoncezionale (contraccettivi orali) e in circa il 6% dei farmaci da banco, come alcune compresse contro l’acidità di stomaco e il gas intestinale.

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