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Allergie e Intolleranze

Allergia alla caseina: sintomi, rimedi e prevenzione

Se dopo aver bevuto un bicchiere di latte o aver mangiato una fetta di pizza, notate l’insorgenza di gonfiore alle labbra, orticaria o di altri sintomi significativi, la causa potrebbe essere una allergia alla caseina (una sostanza proteica contenuta nel latte).

Altre proteine del latte associate alle allergie alimentari sono le proteine del siero di latte (whey). Alcune persone sono allergiche sia alla caseina che alle proteine del siero di latte.

La maggior parte degli individui allergici al latte sperimenta sintomi che compaiono nei primi anni di vita e tendono poi a scomparire con l’età. Tuttavia, in alcune persone i sintomi e, di conseguenza, l’allergia permangono anche in età adulta. E’ comunque inusuale sviluppare un’allergia alle proteine del latte in età adulta.

L’intolleranza al lattosio può manifestarsi in età adulta con sintomi quali gonfiore, dolore, gas, diarrea o reflusso gastroesofageo. L’intolleranza al lattosio non è un’allergia, bensì un’intolleranza in cui il soggetto non è in grado di digerire il lattosio contenuto nel latte. Ma questa incapacità non comporta reazioni potenzialmente pericolose per la vita del soggetto intollerante.

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Allergia ai lieviti: cause, sintomi e consigli alimentari

L’allergia ai lieviti si verifica quando vi è una crescita eccessiva di lieviti nel corpo che causa l’insorgenza di vari sintomi, tra cui stanchezza, capogiri, diarrea, gonfiore e indigestione. Essa può essere prevenuta evitando il consumo di alimenti che contengono lieviti e può essere trattata con appropriati farmaci antifungini.

La Candida albicans è il tipo più comune di fungo o lievito presente nel corpo umano. Essa è normalmente presente su molte superfici del corpo (tra cui pelle e tratto gastrointestinale) e coesiste con altri microrganismi, come batteri e altri tipi di funghi. Se presenti in piccole quantità, le cellule dei lieviti non rappresentano un problema per l’ospite (in questo caso specifico l’essere umano), poiché la presenza di altri batteri “buoni” (come il Lactobacillus acidophilus) bilancia l’acidità dell’ambiente microbico prevendo l’insorgenza di una infezione. Tuttavia, esistono alcune condizioni che causano uno squilibrio a carico dell’ambiente chimico e biologico del corpo, consentendo una crescita eccessiva di lieviti a discapito dei batteri “buoni”. Questo squilibrio porta all’insorgenza di allergia ai lieviti o ad un aumento della sensibilità alla presenza di elevate quantità di lieviti.

Altre forme di lieviti sono presenti anche in molti prodotti alimentari, come pane, latticini, birra, arachidi e integratori alimentari. I lieviti vengono utilizzati per la fermentazione e preparazione di molti cibi comuni. Purtroppo, alcuni individui sono molto sensibili a questi microrganismi e sviluppano reazioni allergiche a tali alimenti. Si stima che un americano su tre sperimenti sintomi da allergia ai lieviti dopo essere stato esposto alle proteine presenti nei lieviti. Tali reazioni insorgono quando il corpo produce anticorpi e istamine per neutralizzare le proteine estranee provenienti dai lieviti, dando quindi luogo alla reazione allergica.

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Allergia alla soia: sintomi e prevenzione

Sebbene l’allergia alla soia interessi più frequentemente neonati e bambini, essa può comunque comparire a qualsiasi età ed essere causata da alimenti che in precedenza venivano consumati senza problemi. In molti casi, tale allergia può scomparire quando il bambino raggiunge i 5 anni di età.

I fagioli di soia sono legumi. Altri alimenti appartenenti alla famiglia delle leguminose sono: arachidi, fagioli, fagiolini, piselli, lenticchie, ceci e liquirizia. Alcune persone allergiche alla soia possono presentare una reazione anche dopo aver mangiato altri legumi. In caso di allergia alla soia, si consiglia di consultare il medico per avere maggiori informazioni circa quali altri tipi di legumi potrebbe essere necessario evitare.

Sintomi

Di solito, le reazioni allergiche agli alimenti insorgono entro pochi minuti/alcune ore dopo aver mangiato il cibo causa del problema. La gravità dei sintomi può variare in modo significativo da persona a persona. I soggetti affetti da una lieve forma allergica possono sperimentare prurito e una lieve orticaria, mentre gli individui gravemente allergici possono manifestare sintomi gravi e potenzialmente letali, come problemi respiratori o gonfiore alla gola. I sintomi di allergia alimentare possono includere uno o più dei seguenti elementi:

  • prurito
  • orticaria (caratterizzata da macchioline rosse pruriginose)
  • eczema
  • formicolio, pizzicore o gonfiore di labbra, lingua o gola
  • senso di oppressione toracica, fiato corto o difficoltà respiratorie
  • dispnea
  • nausea, vomito o diarrea
  • anafilassi: reazione allergica sistemica improvvisa, grave e potenzialmente letale che può interessare plurime regioni corporee

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Irrigazione nasale: pro e contro

Chi soffre di sinusite cronica o di allergie conosce perfettamente quella fastidiosa e perenne sensazione di “naso chiuso”. Per alleviare questo problema, molte persone fanno affidamento sull’irrigazione nasale, una tecnica che contribuisce a liberare le vie nasali mediante l’impiego di una soluzione salina.

Ritengo che l’irrigazione nasale sia la prima linea di difesa quando ci si ritrova a dover affrontare problemi complessi a carico dei seni paranasali e/o problemi di allergia“, afferma Evangeline Lausier, MD, ricercatrice clinica di medicina e direttrice dei servizi clinici presso il Dipartimento di medicina integrativa della Duke University. “L’irrigazione nasale è molto utile, specie in caso di congestione nasale o di infezione ai seni paranasali“.

Per l’irrigazione nasale possono essere utilizzati diversi tipi di prodotti. I prodotti base sono una siringa a bulbo, bottigliette spray o lota neti (noto anche come neti pot). Mediante l’ausilio di questi dispositivi, l’individuo versa o spruzza manualmente nelle narici una miscela di sale e acqua. Il fluido scorre lungo la cavità nasale riversandosi nell’altra narice. I sistemi di irrigazione nasale più tecnologici propellono la soluzione nel naso, consentendo all’individuo di controllare spruzzo e pressione.

Indipendentemente dal dispositivo utilizzato, la tecnica di base è la medesima. Pertanto, la scelta del sistema è principalmente una questione di preferenze personali. “Ritengo che l’aspetto più importante sia quello di trovare una tecnica che il paziente sia in grado di e disposto ad eseguire“, afferma Melissa Pynnonen, MD, professore associato di otorinolaringoiatria presso la University of Michigan.

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Allergie autunnali: cause, sintomi, diagnosi e rimedi

Sebbene l’autunno sia caratterizzato dal termine della fioritura dei fiori e da aria più fresca, molte persone che soffrono di allergie non riescono a beneficiare di un periodo di tregua nemmeno durante questi mesi dell’anno. Gli allergeni potrebbero essere leggermente differenti, ma il loro effetto può essere altrettanto fastidioso quanto quello del polline dei fiori presente nell’aria in primavera e in estate.

Quali sono le cause delle allergie autunnali?

Le piante maschio rilasciano nell’aria piccole cellule chiamate polline per favorire la riproduzione. In alcune persone, l’entrata di questi pollini o altri allergeni nel naso causa una risposta anomala del sistema immunitario, che identifica erroneamente queste sostanze come corpi estranei nocivi e rilascia anticorpi (sostanze che normalmente identificano e attaccano batteri, virus e altri organismi che causano malattie). Gli anticorpi, quindi, attaccano gli allergeni. Ciò comporta il rilascio di sostanze chimiche nel sangue denominate istamine. Le istamine, a loro volta, causano l’insorgenza di naso gocciolante, prurito oculare e altri sintomi allergici.

Durante la stagione autunnale, l’ambrosia è l’allergene principale. Sebbene l’impollinazione di questa pianta abbia inizio solitamente in agosto, essa può perdurare anche durante l’autunno. Circa i tre quarti delle persone allergiche alle piante primaverili produttrici di polline, sono allergiche anche all’ambrosia. Il polline dell’ambrosia può percorrere lunghe distanze (centinaia di chilometri) in presenza di vento, quindi anche se il soggetto allergico non vive direttamente nel luogo in cui cresce tale pianta, può comunque subirne gli effetti se allergico ad essa.

Un’altra causa è la muffa, poiché le sue spore possono diffondersi facilmente nell’aria. La muffa prospera in ambienti umidi, sia interni che esterni. I mucchi di foglie umide presenti ai bordi delle strade e nei giardini durante i mesi autunnali sono terreno fertile per la muffa, così come gli scantinati umidi e il bagno tra le pareti domestiche.

Gli acari della polvere (insetti microscopici simili a ragni) sono un altro allergene domestico comune. Essi sono più frequenti durante gli umidi mesi estivi, ma possono diffondersi nell’aria non appena, con il sopraggiungere dei primi freddi, si aziona l’impianto di riscaldamento ad aria calda. Essendo quindi presenti nell’aria, gli acari non faticheranno a farsi strada nel naso causando starnuti, respiro affannoso e naso gocciolante.

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