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Alimentazione

Voglia di carboidrati e depressione: esiste un legame?

Dopo una pessima giornata al lavoro o dopo un battibecco con il vostro coniuge siete soliti dirigervi verso la confezione di biscotti che si trova nella dispensa o al panificio sotto casa?

Oppure, mentre siete al lavoro vi ritrovate puntualmente ogni pomeriggio di fronte al distributore di merendine per acquistare dolciumi?

Se avete risposto sì ad entrambi gli scenari, non siete i soli. Molte persone desiderano fortemente i carboidrati, soprattutto biscotti, caramelle o gelato quando si sentono giù di tono, depresse o stanche.

“La voglia di carboidrati fa parte della vita di tutti i giorni”, afferma Judith Wurtman, PhD, ex scienziata presso il Massachusetts Institute of Technology e co-autrice de “The Serotonin Power Diet”. Lei e il marito, il professore Richard J. Wurtman, hanno studiato a lungo i carboidrati e il loro legame con umore e depressione.

I Wurtman nel 1989 hanno pubblicato su “Scientific American” un rinomato articolo inerente i carboidrati e la depressione. Entrambi sono convinti che il desiderio di carboidrati sia legato alla diminuzione del livello di serotonina (il cosiddetto ormone del buonumore). Questo calo è caratterizzato da malumore e scarsa concentrazione.

Altri esperti non sono dello stesso parere. Alcuni si chiedono se umore depresso e voglia di carboidrati non siano invece entrambi correlati a un evento esterno oppure a una semplice abitudine.

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Omega 3: quali sono le fonti alimentari migliori?

Le noci sono una fonte eccellente di acido alfa-linolenico (ALA), uno dei tre acidi grassi omega 3 presente più comunemente nei vegetali. Anche altri tipi di frutta a guscio contengono questo tipo di acido grasso, come le noci pecan e i pistacchi (le mandorle no). Quindi, il consiglio è quello di aggiungere, per esempio, una manciata di noci ai cereali per colazione oppure di consumarle, sempre con moderazione, come spuntino di metà pomeriggio.

Uova fortificate con omega 3

Le uova fortificate con omega 3 sono ampiamente disponibili nei negozi e nei supermercati. Questo tipo di uova tende ad avere il tuorlo leggermente più scuro rispetto alle uova normali. L’acido grasso omega 3 DHA (acido docosaesaenoico) è presente esclusivamente nel tuorlo; l’albume non contiene acidi grassi. Consumando una colazione a base di uova fortificate con omega 3, è possibile quindi iniziare la giornata traendo giovamento dai potenziali benefici degli omega 3, incluso quello di proteggere il cuore e la potenziale possibilità di ridurre il rischio di demenza.

Pesce

I pesci di acqua fredda presentano la concentrazione più elevata  di EPA (acido eicoisapentenoico) e DHA, i due acidi grassi più strettamente correlati alla salute del cuore. L’American Heart Association raccomanda di consumare almeno 2 porzioni alla settimana di salmone, tonno, aringhe, trote lacustri, sardine e pesci simili. Perché? Gli studi dimostrano che gli omega 3 EPA e DHA riducono i trigliceridi, responsabili di una possibile ostruzione a carico delle arterie. Inoltre, gli omega 3 possono contribuire anche a ridurre il rischio di battiti cardiaci irregolari.

Fagioli

Per incrementare l’assunzione di acido grasso omega 3 ALA, è consigliabile consumare fagioli aggiungendo, per esempio, un mix di edamame (fagioli di soia verdi), fagioli pinto o fagioli kidney a zuppe, minestre, chili e insalate. Esiste un numero maggiore di prove a sostegno dei benefici per la salute degli acidi grassi EPA e DHA presenti nel pesce, ma il corpo umano è in grado anche di convertire alcuni acidi grassi ALA di origine vegetale in acidi grassi EPA e DHA.

Latte e latticini fortificati con omega 3

Anche i bambini dovrebbero assumere acidi grassi omega 3, sebbene non esistano linee guida circa l’esatto quantitativo. Le fonti alimentari sono preferibili agli integratori. Il latte e lo yogurt fortificati con omega 3 costituiscono una buona scelta in caso di bambini dai gusti “difficili”. Molte formulazioni alimentari per lattanti ora includono l’acido grasso omega 3 DHA, poiché alcune ricerche suggeriscono che esso sia in grado di favorire lo sviluppo cerebrale.

alimenti ricchi di omega 3

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Asma e alimentazione: esiste un legame?

Non esiste una dieta specifica per l’asma. Al momento non si conoscono alimenti in grado di ridurre l’infiammazione delle vie aeree in caso di asma. Le bevande che contengono caffeina possono favorire una lieve broncodilatazione per 1-2 ore, ma l’impiego di un inalatore è di certo molto più efficace quando si tratta di alleviare temporaneamente i sintomi dell’asma.

Tuttavia, una buona alimentazione ricopre un ruolo importante per quanto concerne un piano generale atto a trattare l’asma. Così come praticare regolarmente attività fisica, anche una alimentazione sana è un bene per ogni individuo. Questo vale anche per coloro che soffrono di asma. Ricordiamo, infatti, che l’obesità è associata a casi gravi di asma.

Inoltre, molti medici sospettano che alimenti specifici potrebbero avere un impatto diretto sull’asma. Sono tuttavia necessarie ulteriori ricerche prima di comprendere l’esatta connessione fra asma e alimentazione.

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Anemia da carenza di acido folico: cause, sintomi e trattamento

L’anemia da carenza di acido folico si verifica quando l’organismo non assume una quantità sufficiente di acido folico. L’acido folico è una delle vitamine del gruppo B e aiuta l’organismo a produrre nuove cellule, compresi nuovi globuli rossi. Il corpo necessita dei globuli rossi per trasportare l’ossigeno. Nel momento in cui il numero dei globuli rossi è insufficiente, si soffre di anemia. Tale condizione comporta debolezza e stanchezza. Quindi, è di fondamentale importanza assumere quotidianamente una quantità sufficiente di acido folico.

La maggior parte delle persone assume acido folico tramite il consumo di alimenti che lo contengono. Tuttavia, alcuni individui seguono un regime alimentare carente di questa vitamina oppure hanno problemi di malassorbimento della stessa pur consumando cibi che la contengono. E’ consigliabile consultare il medico per sapere se è il caso di assumere ogni giorno un integratore di acido folico.

Le donne in gravidanza che non assumono una quantità sufficiente di acido folico, presentano maggiori probabilità di dare alla luce bambini con difetti di nascita molto gravi.

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