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Sottopeso: problemi di salute, cause e alimentazione consigliata

Oggigiorno la perdita dei chili di troppo è una delle tematiche più in auge. I consumatori vedono costantemente pubblicità e servizi giornalistici sulle “diete del momento” o su prodotti che promettono di favorire la perdita di peso.

Visto che l’attuale “battaglia ai chili di troppo” è diventata una questione di primaria importanza per molte persone, differentemente l’essere sottopeso è un problema che viene spesso sottovalutato e a cui viene riservata un’attenzione marginale. La realtà, invece, è ben diversa: essere sottopeso può causare problemi di salute.

I grassi o il grasso in generale godono di una pessima reputazione, in quanto causa di sovrappeso e obesità. Tuttavia, non tutti i grassi sono “cattivi”. Infatti, la scissione e l’immagazzinamento di energia (o calorie) sotto forma di grasso rappresentano uno dei molteplici modi con cui l’organismo utilizza il cibo per funzionare, guarire e crescere.

L’energia immagazzinata nel grasso consente all’essere umano di affrontare un lavoro o un allenamento faticosi. Esso svolge un ruolo chiave anche nello sviluppo del cervello, prevenendo l’insorgenza di infiammazione (gonfiore) e coaguli di sangue. Il grasso supporta anche la salute di capelli e pelle.

E’ importante comprendere che la chiave per mantenere un corpo sano è un giusto equilibrio, sia in caso di sovrappeso che di sottopeso.

Come faccio a sapere se sono sottopeso?

Utilizzare uno strumento per calcolare il proprio indice di massa corporea (BMI) può contribuire a determinare se si è sottopeso. L’opzione migliore, comunque, è quella di rivolgersi ad una figura medica professionale che determinerà o meno la presenza di sottopeso basandosi sull’altezza, sul peso, sul regime alimentare e sul livello di attività del paziente.

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Gli alimenti che fanno bene al cuore

Le erbe aromatiche fresche (come per esempio rosmarino, salvia, origano e timo che contengono antiossidanti) rendono molti altri alimenti salutari per il cuore nel momento in cui sostituiscono sale, grassi e colesterolo. Queste fonti naturali di sapore, insieme con noci, frutti di bosco e anche caffè, rappresentano un approccio globale ad una alimentazione atta a preservare la salute del cuore. Nel corso dell’articolo illustreremo altri modi deliziosi per contrastare malattie cardiache, ictus, ipertensione, colesterolo alto e diabete.

Fagioli neri

I fagioli neri sono ricchi di nutrienti salutari per il cuore, tra cui folati, antiossidanti, magnesio (per abbassare la pressione arteriosa) e fibre (che contribuiscono a controllare sia i livelli di colesterolo che di zuccheri nel sangue).

I fagioli neri in scatola costituiscono una rapida alternativa, perché facili da aggiungere a zuppe e insalate. Prima di procedere alla preparazione di qualsiasi pietanza, è bene ricordare di passarli sotto acqua corrente per eliminare le quantità in eccesso di sodio.

Vino rosso e resveratrolo

Una quantità moderata di vino rosso può rappresentare una buona scelta per la salute del cuore. Il resveratrolo e le catechine, due antiossidanti presenti nel vino rosso, possono contribuire a proteggere le pareti delle arterie. Il vino rosso può anche migliorare i livelli di colesterolo HDL (il colesterolo “buono”).

La parola d’ordine rimane comunque “moderazione”. Si consiglia di consultare sempre prima il medico. L’alcol, infatti, può causare problemi alle persone che assumono aspirina e altri farmaci. Consumare una quantità eccessiva di esso, inoltre, fa male al cuore.

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Trigliceridi alti: come abbassarli

Colesterolo “buono”, colesterolo “cattivo”, grassi saturi e grassi insaturi; a volte sembra necessario dover ricorrere ad un programma per tenere traccia di tutti i fattori che giocano un ruolo importante nell’ambito delle malattie cardiache.

In un certo senso, la funzione dei trigliceridi nel corpo umano è la più semplice da comprendere. In poche parole, i trigliceridi sono grassi presenti nel sangue e vengono utilizzati per fornire energia all’organismo. Quando un individuo presenta livelli in eccesso di trigliceridi, questi ultimi vengono immagazzinati in zone diverse qualora dovessero essere necessari in seguito. Un livello elevato di trigliceridi può aumentare il rischio di malattie cardiache.

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Colecisti (cistifellea) e calcoli biliari: quale dieta seguire?

La colecisti (detta anche cistifellea o vescicola biliare) è un organo piriforme di piccole dimensioni preposto all’immagazzinamento della bile prodotta dal fegato, che viene utilizzata durante i processi digestivi.

La maggior parte delle persone non si preoccupa particolarmente della salute della colecisti. Ma, come accennato poc’anzi, questo piccolo organo svolge una funzione importante, immagazzinando la bile (il fluido che aiuta l’organismo a digerire i grassi). A differenza di cuore, fegato e reni, la colecisti non è necessaria per mantenere il corpo sano e funzionante. Anche quando non funziona correttamente o qualora si sviluppino calcoli biliari, la maggior parte degli individui non è consapevole della presenza di un problema.

Tuttavia, in una piccola percentuale di persone, i calcoli biliari possono causare una varietà di sintomi, come dolore addominale, gonfiore addominale, nausea e vomito. Quando i sintomi correlati ai calcoli biliari sono frequenti, ricorrenti e fonte di estremo disagio, il trattamento tipico consiste in un intervento chirurgico atto ad asportare la colecisti.

La maggior parte degli individui che presenta calcoli biliari non sviluppa mai sintomi per tutta la vita“, afferma John Martin, MD, professore associato di medicina e chirurgia e direttore di endoscopia presso la Northwestern University Feinberg School of Medicine. “Una volta che l’individuo inizia a sviluppare i sintomi, si rivelerà poi necessaria l’asportazione chirurgica della colecisti“.

Sebbene il regime alimentare non causi direttamente problemi a carico della colecisti (e non li cura qualora siano insorti), prestare attenzione a ciò che si mangia e mantenere un peso salutare può contribuire a prevenire la formazione dei calcoli biliari e ad evitare, di conseguenza, parte del disagio che essi comportano.

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Caldo e alimentazione: cibi sì e cibi no

Durante le calde e afose giornate d’estate quando la temperatura esterna sale vertiginosamente, una delle prime priorità è quella di mantenersi idratati. E’ importante, infatti, aiutare l’organismo a preservare il delicato equilibrio che contribuisce a regolare la temperatura corporea. Fortunatamente, è possibile contrastare il caldo torrido con una alimentazione adeguata e mirata. Quindi, cosa è consigliabile mangiare durante i periodi di caldo estenuante quando l’umidità la fa da padrone? E quali alimenti andrebbero evitati?

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Ernia iatale: cosa mangiare e gli alimenti da evitare

Molte persone affette da ernia iatale, una condizione in cui una porzione dello stomaco passa dall’addome al torace attraverso un’apertura del diaframma, non presentano sintomi. Ma per coloro che, invece, sperimentano l’insorgenza di sintomi, il tipo di alimentazione può fare la differenza. La dieta gioca un ruolo importante per quanto riguarda il controllo dei sintomi correllati all’ernia iatale, ovvero bruciore di stomaco e indigestione acida.

In presenza di ernia iatale, gli acidi dello stomaco risalgono con maggiore facilità verso l’esofago (il condotto che trasporta il cibo dalla gola allo stomaco), provocando una sensazione di bruciore in gola e al torace. Alcuni alimenti possono aggravare questi sintomi. Fortunatamente, i sintomi di bruciore di stomaco associati all’ernia iatale possono essere controllati di solito mediante la dieta e apportando modifiche allo stile di vita.

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