Proteinuria: cause, sintomi, diagnosi e trattamento


La proteinuria descrive una condizione in cui l’urina contiene una quantità abnorme di proteine. Le proteine sono gli elementi costitutivi di tutte le parti del nostro corpo, inclusi muscoli, ossa, capelli e unghie. Le proteine che circolano nel flusso sanguigno svolgono inoltre una serie di funzioni importanti. Esse, infatti, ci proteggono dalle infezioni, favoriscono la coagulazione e contribuiscono a mantenere la giusta quantità di liquido circolante nel corpo. Ecco perché è così importante mantenere livelli corretti di proteine nel corpo e i reni, se sani, contribuiscono allo scopo.

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I reni sani contengono un milione circa di unità funzionali, dette nefroni. Ogni nefrone è costituito da un filtro specializzato denominato glomerulo e da alcuni tubuli altamente specializzati. Quando il sangue passa attraverso i reni, le scorie presenti nel sangue vengono filtrate con l’acqua. Gli elementi che l’organismo vuole mantenere vengono lasciati nel sangue, come proteine e cellule del sangue. Il prodotto finale di questo processo è l’urina, che normalmente contiene liquido in eccesso e scorie, poiché la maggior parte delle proteine è troppo grande per passare attraverso i filtri renali.

Tutti perdiamo piccole quantità di albumina (una proteina solubile in acqua caratterizzata da una piccola dimensione molecolare) nell’urina. Se i filtri presenti nei reni sono danneggiati, nell’urina possono passare e “sfuggire” maggiori quantità di albumina e di altre proteine più grandi. Questa abnorme quantità di proteine nell’urina è nota come proteinuria.

La ricerca mostra che il livello e la tipologia di proteinuria (sia che le proteine urinarie includano solo albumina o altre proteine) siano un buon indicatore dell’entità del danno renale.

La proteinuria è anche un segno di rischio di sviluppare un deterioramento progressivo della funzionalità renale. E’ noto inoltre che anche piccoli livelli di albuminuria/proteinuria sono associati a un maggiore rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.

Cause

Molte malattie possono causare l’infiammazione dei filtri renali, una condizione nota anche come “nefrite glomerulare”, “nefrite” o “nefropatia”. Altri processi che possono danneggiare i filtri renali e causare proteinuria includono diabete, ipertensione e altre forme di patologia renale.

Diagnosi

Il National Institute for Health and Clinical Excellence (NICE) raccomanda che chiunque sia a rischio di sviluppare patologia renale cronica o presenti ridotta funzionalità renale debba effettuare un esame delle urine per determinare la quantità di proteine in esse presente.

Per diagnosticare la presenza di problemi renali, il medico può eseguire un test iniziale su un campione di urina con un indicatore sottoforma di strip o dipstick. La maggior parte dei test dipstick mostrerà solo se è presente una quantità elevata di proteine. Tuttavia, vi sono alcuni test più sensibili per l’albumina.

Se il medico sospetta la presenza di una patologia renale cronica o di ridotta funzionalità renale, invierà un campione di urina (preferibilmente la prima urina del mattino subito dopo il risveglio) al laboratorio locale affinché venga esaminato. Questo è l’unico modo per identificare piccole quantità di albumina e per misurare la quantità di proteine presente.

Al paziente può essere richiesto di raccogliere nuovamente un campione di urina, specie se il primo non era delle prime urine della mattina. Questo perché vi sono altri fattori che possono causare un lieve aumento della quantità di albumina.

Segni di proteinuria

La presenza di elevate quantità di proteine nell’urina può conferire a quest’ultima un aspetto schiumoso. Inoltre, la perdita di proteine dall’organismo significa che il sangue non è più in grado di assorbire una quantità sufficiente di fluidi e il soggetto può notare gonfiore a mani, piedi, addome o viso. Questi sono segni di una cospicua perdita di proteine.

La maggior parte degli individui che presenta proteinuria non noterà segni o sintomi anomali relativi a questa condizione. Le analisi di laboratorio sono l’unico modo per scoprire la quantità di proteine nell’urina.

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Chi dovrebbe effettuare un esame delle urine su base regolare per verificare la presenza di proteinuria?

Il National Institute for Health and Clinical Excellence (NICE) suggerisce che le seguenti persone dovrebbero effettuare un esame delle urine per verificare la presenza di proteinuria:

  • i soggetti la cui funzionalità renale è inferiore del 60%
  • i soggetti diabetici
  • i soggetti ipertesi
  • i soggetti con patologie cardiovascolari (cardiopatia ischemica, insufficienza cardiaca cronica, malattia vascolare periferica e malattia vascolare cerebrale)
  • i soggetti con malattie complesse che possono coinvolgere i reni (per esempio, lupus eritematoso sistemico, ovvero una malattia in cui il sistema immunitario attacca e lede gli organi e i tessuti)
  • i soggetti con una storia familiare di insufficienza renale o di patologia renale ereditaria
  • i soggetti che hanno notato la presenza di sangue nelle urine

I soggetti che presentano un maggiore rischio di sviluppare malattia renale dovrebbero effettuare questo test almeno una volta all’anno o come parte integrante dei controlli di routine eseguiti dal medico. La frequenza esatta dipende dalla situazione clinica (livello di rischio) del paziente. E’ importante che i soggetti con patologia renale cronica e diabete effettuino questo test come parte integrante delle visite di controllo periodiche.

Proteinuria e diabete

Il diabete è una causa molto comune di danno renale. Questo vale per gli individui affetti da qualsiasi forma di diabete, sia esso di tipo 1 o di tipo 2. Nei diabetici, il primo segno di deterioramento della funzionalità renale è la presenza di piccole quantità di albumina nell’urina, una condizione nota come microalbuminuria. In questa fase, gli esami del sangue per la funzionalità renale possono essere normali e un trattamento specifico prescritto dal medico può invertire temporaneamente il danno.

Quando la malattia renale progredisce, la quantità di albumina presente nell’urina aumenta e la microalbuminuria diventa a pieno titolo proteinuria o macroalbuminuria. Anche quando la proteinuria ha avuto modo di svilupparsi, una buona gestione di diabete e pressione arteriosa può rallentare il tasso di progressione del danno renale.

In caso di proteinuria è necessario un trattamento specifico?

Se la diagnosi di proteinuria viene confermata, il medico effettuerà altri test ed esami per scoprire la causa. Questo può includere la consulenza di un nefrologo, che aiuterà il paziente a sviluppare un piano di cura per i reni. Il trattamento può includere farmaci, cambiamenti dello stile di vita (perdere peso in eccesso, praticare attività fisica, smettere di fumare) e talvolta cambiamenti alimentari.

In presenza di diabete, ipertensione o ambedue le condizioni, il primo obiettivo del trattamento consiste nel controllare il livello di glucosio nel sangue e la pressione arteriosa.

La gestione del diabete e dell’ipertensione in caso di proteinuria

In caso di diabete, è necessario verificare frequentemente il livello di glucosio nel sangue, seguire una dieta sana, assumere i farmaci prescritti e praticare molta attività fisica. Qualora il livello di glucosio nel sangue dovesse essere superiore a quello suggerito, si consiglia di consultare il medico curante.

In presenza di diabete o ipertensione, il medico può prescrivere un farmaco appartenente a una classe di farmaci detti ACE-inibitori (inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina; la nomenclatura della maggior parte di questi farmaci termina in -pril). In alternativa, il medico può prescrivere una classe similare di farmaci detti ARB (bloccanti dei recettori dell’angiotensina, la nomenclatura della maggior parte di questi farmaci termina in -sartan). E’ stato scoperto che questi farmaci proteggono la funzionalità renale anche più di altri farmaci che forniscono il medesimo livello di controllo della pressione sanguigna. Talvolta questi farmaci sono associati ad un cambiamento nella funzionalità renale e il medico chiederà al paziente di effettuare esami del sangue con maggiore frequenza, nel caso in cui il dosaggio sia stato variato.

Referenze

  • Department of Health (dh.gov.uk)
  • British Renal Society (BRS)
  • National Kidney Federation (NKF)
  • NHS Kidney Care

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