Infezione da Ossiuri (ossiuriasi): cause, sintomi e trattamento - Oldeconomy

Infezione da Ossiuri (ossiuriasi): cause, sintomi e trattamento




Le infezioni da ossiuri (Enterobius vermicularis) sono estremamente comuni. Si verificano in tutto il mondo. Sebbene qualsiasi individuo possa sviluppare questa infezione, essa colpisce con maggiore frequenza i bambini in età scolare tra i 5 e i 10 anni ed è più rara nell'adulto. Le infezioni da ossiuri interessano tutti i gruppi socio-economici, ma il contagio tra esseri umani è favorito da condizioni di vita caratterizzate da sovraffollamento e stretto contatto. La diffusione tra i membri della famiglia è comune. Gli animali non ospitano ossiuri. Ne consegue, quindi, che l'essere umano è l'unico ospite naturale di questo parassita.

Si manifesta comunemente con prurito a carico della zona rettale, soprattutto notturno, quando i vermi femmina sono più attivi e migrano per depositare le uova. Sebbene le infezioni da ossiuri possano essere fastidiose, esse raramente causano gravi problemi di salute e di solito non sono pericolose. Nella maggior parte dei casi, una terapia farmacologica è risolutiva.

Cause

Il ciclo vitale molto semplice dell'Enterobius vermicularis assicura una elevata prevalenza umana. Le piccole uova depositate da un verme femmina intorno all'ano diffondono l'infezione. Ogni verme femmina può produrre più di 10.000 uova durante il corso della sua vita. A seguito del grattamento dovuto al prurito sperimentato, le uova del parassita possono trasferirsi nella zona sottostante l'unghia ed essere diffuse a qualsiasi oggetto toccato successivamente. Anche la polvere, i vestiti, la biancheria o i giocattoli, se infestati, possono diffondere le uova. Quando un individuo ingerisce accidentalmente queste uova, diviene anch'esso infetto.

Nel corso delle settimane successive, le uova ingerite si schiudono e maturano in vermi adulti. I nuovi vermi migrano verso la giunzione posta fra l'intestino tenue e l'intestino crasso. A seguito di una ulteriore maturazione, i nuovi vermi femmina gravidi migrano da questa regione verso il retto. Da qui, transiteranno verso la zona anale (comunemente di notte), ove depositeranno le loro uova. I vermi femmina adulti vivono approssimativamente 3 mesi nell'ospite umano. Le uova di questo parassita possono morire entro 1-2 giorni in un ambiente caldo e asciutto. Tuttavia, ambienti freschi e umidi ne consentiranno la sopravvivenza sino a 2 settimane.

 

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Sintomi

Molte persone non manifestano alcun sintomo. In ogni caso, il sintomo più comune è l'insorgenza di prurito anale, più intenso di notte quando il verme femmina deposita le uova sulla persona infetta. Questo può disturbare il sonno notturno. Il forte prurito che l'ospite sperimenta è dovuto ad una risposta infiammatoria al verme adulto e alle sue uova nel tessuto perianale. Qualora l'individuo tenda a grattarsi fortemente, la cute può lacerarsi e consentire lo sviluppo di una infezione batterica secondaria.

Raramente, gli ossiuri possono migrare nella vagina o nel tratto urinario causando irritazione a carico di queste regioni corporee. Anche in questo caso, l'individuo arriverà a sperimentare un prurito intenso quale sintomo principale. Tale sede di infezione, comunque, è meno comune rispetto alla regione perianale e l'infezione in genere scompare spontaneamente. Sono stati riportati casi di migrazione dell'Enterobius vermicularis nel tratto riproduttivo femminile interno. Tuttavia, queste infezioni sono molto rare.

Gli ossiuri non causano dolori addominali, emissione di sangue con le feci, febbre o scarso appetito. Nel caso in cui l'individuo presenti uno qualsiasi di questi segni o sintomi, è possibile la presenza di una condizione più grave ed è consigliabile consultare il medico o recarsi presso il pronto soccorso più vicino.

Quando rivolgersi al medico

Se si sospetta la presenza di ossiuri, è bene fissare un appuntamento con il medico.

Per aiutare il medico nella formulazione della diagnosi, è opportuno prestare attenzione ai seguenti segni:

  • Gli ossiuri sono sufficientemente grandi da essere visibili ad occhio nudo. Questi parassiti sono di colore giallo-biancastro e presentano un corpo sottile e filiforme, più lungo nelle femmine (9 o 12 mm).
  • Gli ossiuri sono per lo più attivi di notte. Il momento migliore per vederli è poche ore prima di andare a dormire. 
  • Gli ossiuri talvolta possono essere visibili anche all'esterno delle feci emesse da un bambino infetto.

Diagnosi

Se un individuo sospetta la presenza di ossiuri, ma non è in grado di vederli, può ricorrere all'impiego di un test detto "scotch test" (Test di Graham). E' consigliabile effettuare questo test di notte, quando si sperimenta il caratteristico prurito intenso, o al mattino appena svegli prima di lavarsi. E' possibile richiedere un apposito kit (composto da un vetrino trasparente e un bastoncino in legno) presso un Centro prelievi. Ecco come procedere:

  • Munirsi di un pezzo di nastro adesivo trasparente. Ripiegare con delicatezza il nastro adesivo intorno all'estremità del bastoncino in legno (la parte adesiva deve essere rivolta verso l'alto). Premere l'estremità del bastoncino con la parte adesiva del nastro sulla cute circostante l'ano per raccogliere le eventuali uova presenti.
  • Terminata la raccolta, staccare con delicatezza il nastro dal bastoncino e adagiarlo sul vetrino facendolo aderire bene alla superficie.
  • Lavare accuratamente le mani per evitare la trasmissione delle uova del parassita.
  • Inviare o portare il campione al laboratorio o alla figura professionale di riferimento affinché possa essere esaminato.
  • Qualora l'esito del test sia negativo, il medico può suggerire al paziente di ripetere il test per altre due volte o dopo 10 giorni dal trattamento per verificare l'efficacia terapeutica.

Per stabilire la diagnosi di una infezione da ossiuri non sono necessari esami del sangue. Il medico, sulla base dei sintomi sperimentati e riferiti dal paziente, può decidere la presenza di ossiuri e procedere al trattamento farmacologico senza effettuare alcun test. Se un membro del nucleo familiare presenta una infezione da ossiuri e gli altri membri sperimentano i medesimi sintomi, non è necessario esaminare tutti i membri della famiglia prima di procedere al trattamento dell'infezione.

Trattamento

Il trattamento più comune in caso di infezione da ossiuri è l'albendazolo (Albenza). Il trattamento consiste in una singola compressa che uccide i vermi. Poiché le uova del parassita possono sopravvivere per un paio di settimane, il paziente dovrà assumere una seconda dose del farmaco dopo due settimane per ridurre il rischio di reinfezione.

E' efficace anche il mebendazolo (Vermox). Anch'esso può essere assunto in una dose singola ripetuta due settimane più tardi. 

Poiché è comune che l'infezione da ossiuri possa interessare contemporaneamente tutti i membri della famiglia, il medico può raccomandare un trattamento simultaneo per tutti i componenti del nucleo familiare. Il medico può anche raccomandare enteroclismi con acqua di rubinetto per favorire la fuoriuscita degli ossiuri e ridurre i sintomi.

Dopo aver assunto il farmaco prescritto, il paziente dovrà inoltre effettuare le seguenti operazioni:

  • Lavare accuratamente le mani dopo aver usato il bagno e prima e dopo aver mangiato.
  • Lavare accuratamente lenzuola, vestiti e giocattoli per distruggere tutte le uova.
  • Lavare tutta la biancheria ogni 3-7 giorni per 3 settimane.
  • Lavare la biancheria intima e i pigiami ogni giorno per 2 settimane.

I farmaci utilizzati in precedenza (pyrantel pamoato e piperazina) oggi sono raramente impiegati in considerazione della minore efficacia e di una maggiore frequenza di effetti collaterali rispetto all'albendazolo o al mebendazolo.

 

Referenze

  • EMedicineHealth: "Pinworms"




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