Cefalea dopo i pasti: quali sono le cause? - Oldeconomy

Cefalea dopo i pasti: quali sono le cause?




Sperimentare cefalea dopo aver consumato determinati alimenti può essere un sintomo di una condizione medica. Spesso questa tipologia di mal di testa è accompagnata da altri sintomi e può essere prevenuta evitando cibi specifici. Tuttavia, in alcuni casi il consulto medico è necessario per la formulazione di una diagnosi e di un piano di trattamento adeguati.

La cefalea può interessare individui di età diverse ed essere correlata a vari disturbi. Può anche essere dovuta ad un pessimo stile di vita, che porta a privazione del sonno, stress e uso di sostanze chimiche.

Alcuni alimenti possono provocare un dolore sordo o una sensazione pulsante alla testa, come i cibi salati o dolci, ma talvolta la causa non è il cibo in sé, bensì una condizione medica sottostante. Nel caso in cui si sperimenti spesso cefalea a seguito di un pasto, è opportuno consultare il medico al fine di identificare la causa specifica del problema e risolverla.

 

cefalea_post_pasto.jpg

Mal di testa dopo aver mangiato: le cause

Qui di seguito elencheremo alcune delle possibili cause che possono provocare cefalea dopo i pasti:

Ipertensione

L'ipertensione (o pressione alta) è un disturbo comune che può manifestarsi con mal di testa a seguito del consumo di cibi salati. Una assunzione di quantità elevate di sale da parte di un soggetto iperteso tende a causare l'insorgenza di cefalea. I reni, che normalmente controllano la concentrazione di sale che entra nel flusso sanguigno, non possono essere in grado di gestire l'eccessivo carico salino, che attira acqua nel flusso sanguigno. Questo causa un aumento del volume del sangue che, a sua volta, provoca un aumento della pressione sanguigna, portando all'insorgenza di cefalea dopo i pasti.

Si consiglia di evitare il consumo di alimenti ricchi di sale e di consultare il medico affinché l'ipertensione possa essere trattata in modo appropriato.

Diabete

Si tratta di una condizione caratterizzata da livelli elevati di zuccheri nel sangue che può provocare cefalea dopo aver consumato cibi dolci. Il consumo di alimenti zuccherini causa un aumento improvviso dei livelli di zuccheri nel sangue che, a sua volta, provoca il rilascio di un ormone noto come insulina. L'insulina aumenta l'assorbimento degli zuccheri a livello cellulare, traducendosi in ipoglicemia o abbassamento dei livelli di zuccheri nel sangue. Quando vengono rilasciate quantità elevate di insulina, in risposta all'assunzione di zuccheri, si verifica ciò che in lingua anglosassone viene definito "sugar crash" (crollo degli zuccheri) e il cervello non riceve zuccheri a sufficienza. Tale reazione segnala all'organismo di inviare più sangue al cervello. Questi cambiamenti portano all'espansione (o dilatazione) dei vasi sanguigni presenti nel cervello, con conseguente insorgenza di cefalea. L'aumento dell'afflusso di sangue al cervello può anche causare la contrazione e la dilatazione dei vasi sanguigni, comportando un aumento della pressione sanguigna e causando inoltre una sensazione pulsante alla testa.

Per prevenire questo tipo di cefalea, è consigliabile evitare i cibi zuccherini, specie nel caso in cui il soggetto presenti livelli elevati di zuccheri nel sangue o sia affetto da diabete. E' inoltre di fondamentale importanza consultare il medico per trattare opportunamente il diabete, che è associato a molte possibili complicazioni.

Emicrania

L'emicrania è caratterizzata da una sensazione pulsante che causa dolore lancinante alla testa. Essa può interessare un solo lato della testa ed insorgere dopo aver consumato determinati alimenti.

Esempi di cibi che possono portare all'insorgenza di un attacco di emicrania includono latticello, yogurt, formaggio tipo gorgonzola, panna acida e altri alimenti che contengono tiramina. Anche altri cibi come cioccolato, salumi, fegato di pollo, banane, agrumi, salsa di soia e alimenti che contengono additivi possono portare all'insorgenza di cefalea dopo aver mangiato.

La cefalea emicranica può essere accompagnata da nausea e vomito, capogiri e aumento della sensibilità alla luce. Qualora si noti l'insorgenza di cefalea a seguito del consumo di alimenti specifici, è consigliabile evitarne il consumo.

Malattia da reflusso gastroesofageo

Il consumo di alimenti piccanti e fritti può aumentare la produzione di acido gastrico. Talvolta, l'acido risale nell'esofago attraverso la gola, una condizione nota come reflusso acido. Essa spesso è accompagnata da cefalea dopo aver mangiato, bruciore di stomaco, nausea, dolore o fastidio al petto e tosse.

Per evitare di sperimentare tali sintomi, si consiglia di evitare il consumo di alimenti grassi, piccanti e acidi, così come bevande alcoliche e gassate. E' consigliabile anche smettere di fumare, poiché anche il fumo può provocare reflusso acido.

Allergia alimentare

Talvolta, il sistema immunitario risponde a determinati alimenti, che percepisce come una minaccia per l'organismo, attivando i mastociti a rilasciare istamine nel sangue. Questa risposta allergica dà luogo a molti sintomi, come gonfiore del viso, orticaria, naso gocciolante, dispnea, crampi addominali, capogiri e cefalea. Talvolta l'allergia alimentare può provocare una grave reazione potenzialmente fatale. Per questo motivo, è bene evitare tutti gli alimenti noti per causare un attacco e tenere a portata di mano farmaci specifici qualora dovessero insorgere sintomi gravi. In caso di difficoltà respiratoria o di deglutizione, si consiglia di consultare immediatamente il medico o di recarsi presso il pronto soccorso più vicino.

Intolleranza alimentare

Alcuni individui non sono in grado di tollerare il consumo di prodotti alimentari contenenti lattosio (intolleranza al lattosio) o glutine (intolleranza al glutine). Se consumati, questi cibi portano all'insorgenza di reazioni negative che si manifestano con diarrea, vomito e cefalea.

Evitare il consumo dei prodotti alimentari noti per contenere queste sostanze contribuirà a prevenire i sintomi di intolleranza alimentare, incluso il mal di testa. Tuttavia, per evitare carenze nutrizionali, è bene imparare quali alimenti possono essere utilizzati come sostituti per garantire all'organismo l'apporto dei nutrienti importanti (come proteine, vitamine e minerali) presenti in questi cibi.

Quando rivolgersi al medico

Il mal di testa può essere un sintomo innocuo, qualora l'insorgenza sia occasionale. Tuttavia, nel caso in cui la cefalea sperimentata sia forte o insorga più frequentemente del solito, è consigliabile consultare il medico per escludere eventuali cause mediche. Il consulto medico è essenziale anche nell'eventualità che l'assunzione di farmaci da banco non arrechi alcun sollievo o qualora la cefalea interferisca con le normali attività quotidiane e/o lavorative.

Si consiglia di chiamare il 118 o di recarsi presso il pronto soccorso più vicino nel caso in cui il mal di testa sia improvviso e forte e accompagnato da uno qualsiasi dei seguenti sintomi:

  • Confusione
  • Torcicollo
  • Svenimento
  • Febbre alta (superiore a 39-40°C)
  • Debolezza, paralisi o intorpidimento a carico di un solo lato del corpo
  • Cambiamenti a carico della vista
  • Difficoltà a parlare
  • Difficoltà a deambulare
  • Nausea o vomito non correlati ad una eccessiva assunzione di alcolici

 

Referenze

  • MDHealth: "Headache After Eating"




Link sponsorizzati