Sangue nelle feci (ematochezia): cause e diagnosi


Scoprire la presenza di sangue nelle feci, sia a seguito di un movimento intestinale che di un esame ordinato dal medico curante, può essere fonte di preoccupazione per il paziente. Sebbene l’ematochezia (il termine medico utilizzato per definire l’emissione di feci commiste a sangue) possa segnalare un problema serio, non sempre è così. Nel corso dell’articolo illustreremo le possibili cause e come è bene procedere una volta riscontrato il problema.

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Cause

La presenza di sangue nelle feci indica un sanguinamento a carico di una zona del tratto digestivo. Talvolta, la quantità di sangue emessa è talmente esigua da poter essere rilevata solo mediante un test volto alla ricerca di sangue occulto nelle feci. Altre volte il sangue può essere visibile sulla carta igienica o nel water a seguito di un movimento intestinale, come sangue rosso vivo. Il sanguinamento che insorge a carico del tratto digestivo superiore può conferire al materiale fecale un aspetto nero e catramoso (il termine medico di riferimento in questo caso è melena).

Le possibili cause di emissione di feci commiste a sangue includono:

Malattia diverticolare. I diverticoli sono piccole estroflessioni sacciformi della parete del colon. Di solito non causano problemi, ma talvolta possono sanguinare o divenire infetti.

Ragade anale. Si tratta di un piccolo taglio o lacerazione a carico del tessuto che riveste l’ano simile alle manifestazioni cutanee che si verificano in caso di labbra screpolate o a seguito di un taglio causato da un foglio di carta. Le ragadi anali spesso sono dovute all’emissione di feci dure e di grosse dimensioni e possono essere dolorose.

Colite. Si tratta dell’infiammazione del colon, generalizzata o limitata a sue parti. Le cause più comuni di colite includono infezioni o malattie infiammatorie intestinali.

Angiodisplasia. Si tratta di una malformazione vascolare di piccole dimensioni a carico dei piccoli vasi dell’intestino che causa sanguinamento.

Ulcere peptiche. Si tratta di una lesione localizzata nel rivestimento dello stomaco o del duodeno, l’estremità superiore del piccolo intestino. Molte ulcere peptiche sono causate da una infezione dovuta ad un batterio noto come Helicobacter pylori (H. pylori). Anche l’assunzione a lungo termine o di dosi elevate di farmaci antinfiammatori (come aspirina, ibuprofene e naprossene) può causare l’insorgenza di ulcere.

Polipi o cancro. I polipi sono escrescenze tumorali benigne che possono crescere, sanguinare e divenire cancerose. Il cancro colorettale è la terza forma tumorale più comune negli Stati Uniti e spesso causa sanguinamento non osservabile ad occhio nudo.

Problemi esofagei. Le varici esofagee o lacerazioni a carico dell’esofago possono portare ad una grave perdita di sangue.

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Diagnosi

In presenza di sangue nelle feci, la valutazione medica è essenziale. Qualsiasi dettaglio che il paziente sarà in grado di offrire, potrà essere utile al medico per localizzare la sede del sanguinamento. Per esempio, in caso di feci nere e catramose, è probabile la presenza di un’ulcera o di un altro problema a carico del tratto digestivo superiore. La presenza di feci screziate di sangue rosso vivo o di color marrone rossiccio solitamente indica un problema a carico del tratto digestivo inferiore, come emorroidi o diverticolite.

Dopo un esame della storia medica del paziente e a seguito di un esame fisico, il medico può ordinare esami al fine di determinare la causa del sanguinamento. Tali test possono includere:

Lavaggio naso-gastrico. Si tratta di un test che può rivelare al medico se il sanguinamento è localizzato nel tratto digestivo superiore o inferiore. La procedura prevede la rimozione del contenuto dello stomaco mediante l’inserimento di un sondino nello stomaco attraverso il naso. Se nello stomaco non sono presenti tracce di sangue, il sanguinamento potrebbe essersi arrestato oppure, con maggiore probabilità, essere riconducibile al tratto digestivo inferiore.

Esofagogastroduodenoscopia (EGD). Si tratta di una procedura che prevede l’inserimento di un endoscopio (strumento dotato di un apparato ottico e di una fonte luminosa) attraverso la bocca e l’esofago sino a giungere nello stomaco e nel duodeno. Il medico può utilizzare questa procedura per ricercare la fonte del sanguinamento. Può essere impiegata anche l’endoscopia per prelevare piccoli campioni di tessuto per un successivo esame al microscopio (biopsia).

Colonscopia. E’ una procedura simile ad una EGD ad eccezione del fatto che lo strumento viene inserito attraverso il retto per visualizzare il colon. Allo stesso modo di una EGD, la colonscopia può essere utilizzata per il prelievo di campioni di tessuto da sottoporre a biopsia.

Enteroscopia. Si tratta di una procedura simile all’EGD e alla colonscopia che viene utilizzata per esaminare il piccolo intestino (intestino tenue). In alcuni casi, essa prevede l’ingestione di una capsula dotata di una piccola telecamera interna che trasmette immagini al monitor video mentre transita attraverso il tratto digestivo.

Radiografia con il bario. Si tratta di una procedura che impiega un mezzo di contrasto, denominato bario, per rendere il tratto digestivo visualizzabile su una radiografia. Il bario può essere ingerito o inserito nel retto.

Scanning con radionuclidi. E’ una procedura che prevede l’iniezione di piccole quantità di materiale radioattivo in una vena. In seguito, utilizzando una telecamera speciale è possibile vedere immagini del flusso sanguigno nel tratto digestivo al fine di rilevare la sede del sanguinamento.

Angiografia. Si tratta di una procedura che prevede l’iniezione in una vena di un colorante speciale che rende i vasi sanguigni visibili mediante radiografia o tomografia computerizzata (TC). La procedura rileva il sanguinamento poiché il colorante fuoriuscendo dai vasi sanguigni raggiunge la sede del sanguinamento.

Laparotomia. La laparotomia è una procedura chirurgica in cui il medico apre ed esamina l’addome. Può essere necessaria qualora gli altri test non abbiano portato all’identificazione della causa del problema.

Il medico può anche ordinare esami di laboratorio per verificare l’eventuale presenza di problemi di coagulazione, anemia e infezione da H. pylori.

Sintomi associati

Il paziente che presenta sangue nelle feci può non essere consapevole del sanguinamento e non sperimentare sintomi. Tuttavia, è altresì possibile che egli possa presentare dolore addominale, vomito, debolezza, difficoltà di respirazione, diarrea, palpitazioni, svenimento e perdita di peso a seconda della causa, della sede, della durata e della gravità del sanguinamento.

Trattamenti

Il medico può utilizzare una delle diverse tecniche disponibili per arrestare una emorragia acuta. Spesso l’endoscopia viene impiegata per iniettare sostanze chimiche nella sede del sanguinamento, per trattare quest’ultima mediante l’applicazione di corrente elettrica (cauterizzazione) o laser, oppure per applicare un laccio elastico (legatura) o un clip vascolare per chiudere il vaso sanguinante. Se l’endoscopia non dovesse riuscire ad arrestare l’emorragia, il medico può utilizzare l’angiografia per iniettare una medicina nei vasi sanguigni allo scopo di controllare il sanguinamento.

Oltre all’arresto emorragico immediato, se necessario, il trattamento prevede la risoluzione della causa del sanguinamento per evitare che il problema si ripresenti. Il trattamento varia a seconda della causa e può includere farmaci (come antibiotici per trattare l’infezione da H. pylori o farmaci antinfiammatori per trattare la colite) oppure un intervento chirurgico per rimuovere polipi o parti del colon danneggiate da cancro, diverticolite o malattia infiammatoria intestinale.

In molti casi, tuttavia, il trattamento prevede semplici misure che il paziente può mettere in atto a casa. Queste includono un regime alimentare ricco di fibre per alleviare la costipazione (che può causare e aggravare emorroidi e ragadi anali) e bagni in acqua tiepida o calda per alleviare le ragadi.

Il medico prescriverà o raccomanderà il trattamento in base alla diagnosi.

Referenze

  • MedlinePlus: “Gastrointestinal fistula”, “Bloody or tarry stools”
  • NDDIC: “Bleeding in the Digestive Tract”
  • Nebraska Colon Cancer Screening Program: “Rectal Bleeding: What You Should Know”
  • Ohio State University Medical Center: Peptic Ulcers”
  • NYU Langone Medical Center: “Angiodysplasia of the Colon”

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