Mal di montagna: cause, sintomi, terapia e prevenzione


Il mal di montagna è una patologia la cui entità può variare da lieve cefalea e stanchezza ad un accumulo estremamente pericoloso di liquidi nei polmoni o nel cervello ad altitudini elevate.

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Il mal di montagna acuto è la forma più lieve e comune. Una forma più grave è l’dema polmonare da alta quota (HAPE). Esso insorge quando i liquidi si accumulano nei polmoni. Si tratta di una condizione che può causare significative difficoltà respiratorie. Di solito, si verifica dopo la seconda notte trascorsa ad una altitudine elevata, ma può insorgere anche prima o dopo tale lasso di tempo. L’edema polmonare da alta quota spesso insorge velocemente. Se non trattato, può progredire in collasso respiratorio e infine in decesso.

Un’altra forma grave di mal di montagna è l’edema cerebrale da alta quota (HACE), caratterizzato da un accumulo di liquidi nel cervello. Il rigonfiamento cerebrale, dovuto a tale accumulo, causa una alterazione a carico dello stato mentale dell’individuo. In seguito, possono insorgere perdita di coordinazione, coma e infine decesso, qualora il problema non venga identificato e trattato in modo tempestivo.

Cause

Il mal di montagna si sviluppa quando la velocità di ascensione a quote elevate è superiore alla capacità dell’organismo di adattarsi a tali altitudini.

La patologia si sviluppa in genere a quote superiori ai 2.400 metri circa sopra il livello del mare e nel caso in cui la velocità di ascensione superi i 300 metri al giorno.

Le seguenti azioni possono causare mal di montagna:

  • Ascensione troppo rapida
  • Eccessivo sforzo fisico entro 24 ore dall’ascensione
  • Assunzione di liquidi inadeguata
  • Ipotermia
  • Consumo di alcolici o assunzione di altri sedativi

Un modo per evitare il mal di montagna è quello di consentire all’organismo di adattarsi gradualmente all’altitudine.

  • L’acclimatazione è il processo mediante cui il corpo si adatta alle alte quote
  • Lo scopo dell’acclimatazione è di aumentare la ventilazione (respirazione) per compensare la minore quantità di ossigeno presente nell’aria
  • Per compensare questa ventilazione extra, il sangue necessita di avere un pH basso. In risposta, i reni secernono bicarbonato nelle urine che, a sua volta, abbassa il pH corporeo per adattarsi a questo ulteriore sforzo respiratorio.

mal di montagna

Sintomi

Il mal di montagna acuto può essere associato a una qualsiasi combinazione dei seguenti sintomi:

  • Stanchezza
  • Cefalea
  • insonnia
  • Mancanza di fiato in caso di sforzo fisico
  • Gonfiore a carico delle estremità

Gli individui affetti da mal di montagna acuto spesso attribuiscono i loro sintomi ad altre cause, come ad esempio un letto scomodo, cibo pessimo o lo stato di malessere e confusione a seguito di una sbornia. Tuttavia, è importante riconoscere che tali sintomi possono indicare una malattia da alta quota.

L’edema polmonare da alta quota (HAPE), una forma avanzata di mal di montagna acuto, causa la seguente progressione di sintomi:

  • Fiato corto a riposo
  • Respiro rumoroso simile ad un gorgoglio
  • Tosse umida con espettorato schiumoso
  • Possibile insorgenza di febbre
  • Insufficienza respiratoria

L’insorgenza dell’edema polmonare può essere graduale o improvvisa. In genere, si verifica dopo più di 1 giorno trascorso ad alta quota.

L’edema cerebrale da alta quota (HACE) può avere inizio con l’insorgenza di confusione.

  • L’individuo che sta sviluppando tale condizione inizia ad avere difficoltà nel tenere il passo del gruppo
  • Successivamente, la deambulazione e la coordinazione risultano compromesse
  • Mentre il cervello continua a gonfiarsi, si sviluppano letargia e in seguito coma
  • Se non trattato, può essere letale

Quando rivolgersi al medico

Qualora i sintomi, come cefalea o fiato corto, non dovessero migliorare prontamente a seguito di semplici cambiamenti, rivolgersi ad un medico può essere di aiuto nell’eventualità che la discesa sia inopportuna e un medico sia disponibile.

E’ consigliabile scendere immediatamente nel caso in cui si sviluppino fiato corto a riposo, confusione mentale o letargia oppure perdita di coordinazione muscolare. I sintomi sperimentati dalla maggior parte degli individui affetti da mal di montagna acuto migliorano nel momento in cui viene raggiunta una struttura medica, che di solito si trova ad una quota più bassa.

Terapia

Trattamento Domestico

  • Posticipare una ulteriore ascensione sino al miglioramento dei sintomi
  • Riposare e stare al caldo
  • Assumere acetaminofene in caso di cefalea
  • Non fare uso di sonniferi o di altri depressori del sistema nervoso centrale per trattare l’insonnia, poiché possono inibire la respirazione
  • Nel caso in cui i sintomi persistano, evitare di spostarsi ad altitudini più elevate
  • Se i sintomi si aggravano, scendere di circa 300-600 metri immediatamente
  • Se la discesa non fosse possibile, può essere utilizzata una camera iperbarica portatile (sacca di Gamow) per simulare una altitudine inferiore. Più elevata è l’altitudine in cui viene usata la camera iperbarica, maggiore è la discesa apparente che può essere simulata. Per esempio, una camera iperbarica a 3.000 metri può simulare una discesa di 1.500 metri, ma la stessa se utilizzata a 7.500 metri può simulare una discesa di 2.400 metri.

Trattamento Medico

I trattamenti in caso di mal di montagna acuto, sino alla scomparsa dei sintomi, includono la discesa a quote più basse e la posticipazione di eventuali ascensioni.

  • Qualora la discesa non sia fattibile, può essere utilizzata una sacca di Gamow
  • La somministrazione di ossigeno (2-4 litri al minuto) migliorerà la saturazione di ossigeno del sangue
  • In presenza di cefalea, è possibile assumere aspirina o acetaminofene
  • In caso di nausea, il medico può prescrivere proclorperazina (Compazine), un farmaco antinausea che migliora anche la capacità dell’organismo di aumentare la frequenza respiratoria in risposta agli ambienti poveri di ossigeno
  • Si sconsiglia l’assunzione di sonniferi in caso di insonnia. Essi sono potenzialmente pericolosi poiché possono rallentare la respirazione
  • Per accelerare il processo di acclimatazione, può essere prescritto acetazolamide (Diamox). Si tratta di un diuretico che aumenta l’escrezione renale di bicarbonato. Questo abbassa il pH del sangue, stimolando, di conseguenza, una maggiore respirazione, che si traduce in livelli più elevati di ossigeno nel sangue.
  • Inoltre, l’acetazolamide corregge le pause respiratorie notturne note come respirazione periodica. Esso migliora anche i sintomi correlati all’insonnia.

L’edema polmonare da alta quota (HAPE) risponde meglio alla discesa.

  • Deve essere somministrato ossigeno, se disponibile.
  • E’ stato dimostrato che la nifedipina (Procardia), un farmaco per la pressione alta, può essere benefica in caso di HAPE
  • E’ possibile la somministrazione di antibiotici in presenza di febbre e in caso di possibile insorgenza di polmonite
  • Per i casi più gravi di HAPE, è possibile ricorrere alla ventilazione assistita a pressione positiva continua (CPAP) mediante l’ausilio di una apposita mascherina. Sebbene sia scomoda da indossare, tale mascherina contribuisce ad aumentare la pressione dell’aria inalata.
  • Nell’ipotesi che tale intervento fallisca, può essere inserito un tubo attraverso la bocca e nelle vie aeree. Questa procedura, in combinazione con la ventilazione assistita, è necessaria per trattare una insufficienza respiratoria.

L’unico trattamento definitivo in caso di edema cerebrale da alta quota (HACE) è la discesa.

  • Il desametasone (Decadron, uno steroide) può essere benefico. In genere, qualora tale opzione venga presa in considerazione, è opportuno pianificare in seguito il trasporto a valle del soggetto interessato, a meno che tale operazione non sia possibile. Alcuni individui, a seguito dell’assunzione di desametasone, possono osservare un miglioramento tale da indurli a voler proseguire l’ascensione. Questo non deve essere in nessun caso consentito.
  • La somministrazione di ossigeno può essere utile
  • Una sacca di Gamow può fare guadagnare tempo finché la discesa non è possibile

Qualsiasi individuo affetto da edema polmonare o cerebrale da alta quota necessita di permanere in una condizione il più confortevole possibile. Pertanto:

  • Deve essere minimizzato qualsiasi tipo di sforzo, anche durante la discesa
  • Ciò significa che può essere necessario organizzare il trasporto a valle o la discesa per la persona malata con qualsiasi mezzo disponibile (per esempio, elicottero, motoslitta, ecc.).

Prevenzione

Il mal di montagna può essere prevenuto. L’organismo necessita di tempo per adattarsi alle altitudini elevate. Il condizionamento fisico non incide su questo.

Gli individui che non conoscono la velocità con cui il loro corpo è in grado di adattarsi all’alta quota, dovrebbero attenersi alle seguente misure preventive:

  • In caso di viaggio aereo presso una zona sciistica sopra i 2.500 metri,  è consigliabile inserire una sosta di 1-2 giorni ad una quota intermedia.
  • Evitare sforzi fisici per le prime 24 ore.
  • Assumere molti liquidi ed evitare le bevande alcoliche.
  • Consumare una dieta ricca di carboidrati.
  • Per ciò che concerne le attività di alpinismo o escursionismo, l’ascensione deve avvenire in modo graduale una volta superati i 2.400 metri sopra il livello del mare.
  • La regola degli scalatori/escursionisti d’alta quota è “scala/cammina in alto, dormi in basso”. Ciò significa che nei giorni di sosta, lo scalatore può salire ad una altitudine superiore durante il giorno e ritornare ad una quota più bassa di notte per dormire. Questo contribuisce ad accelerare il processo di acclimatazione.

Il medico può prescrivere acetazolamide per prevenire il mal di montagna acuto. Questo farmaco accelera l’acclimatazione.

Nel caso in cui una ascensione rapida sia inevitabile (per esempio, missioni di soccorso) o qualora un individuo sia incline a sviluppare HAPE (edema polmonare ad alta quota), il medico potrebbe prescrivere anche la nifedipina. Essa viene normalmente impiegata per trattare la pressione alta.

La prevenzione dell’edema cerebrale da alta quota (HACE) è la medesima in caso di mal di montagna acuto.

Referenze

  • MedscapeReference: “Altitude Illness – Cerebral Syndromes”
  • Emedicinehealth: “Mountain Sickness”

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