La verità sul muco: funzione, colore e rimedi


Tutti noi secerniamo muco. Quando si parla di muco generalmente si pensa al disagio causato da un raffreddore o da una infezione a carico dei seni paranasali, ma esso in realtà svolge un ruolo molto importante per la nostra salute.

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Il muco è incredibilmente importante per il nostro organismo“, spiega Michael M. Johns III, MD, direttore dell’Emory Voice Center e ricercatore di otorinolaringoiatria presso la Emory University, “il muco è paragonabile all’olio presente in un motore. Senza di esso, il motore si inceppa“.

Qual’è la quantità di muco che viene secreta normalmente? Quanto è troppo? Quando il muco cambia colore cosa significa? E’ possibile eliminarlo o almeno ridurlo? Se sì, come? Nel corso dell’articolo forniremo le risposte a tutte queste domande.

Qual’è la funzione del muco?

Il tessuto deputato alla secrezione del muco riveste bocca, naso, seni paranasali, gola, polmoni e apparato gastrointestinale. Il muco agisce come uno strato protettivo su queste superfici, evitando che il tessuto sottostante si secchi. “E’ necessario che queste regioni del corpo permangano umettate. In caso contrario, potrebbero seccarsi e lacerarsi. Sarebbe come indossare un’armatura bucata“, afferma Neil L. Kao, MD, ricercatore medico presso la University of South Carolina School of Medicine.

Il muco agisce anche come una sorta di carta moschicida, intrappolando le sostanze indesiderate, come batteri e polvere, prima che esse entrino nel corpo (specie nelle sensibili vie aeree). “E’ importante mantenere questo ambiente sterile privo di sostanze estranee“, afferma Johns e prosegue “il muco è un liquido vischioso e denso. Ed è proprio grazie alla sua viscosità che il corpo è in grado di intrappolare tali sostanze“.

Ma il muco è ben più di un semplice liquido vischioso. Esso, infatti, contiene anche anticorpi che aiutano l’organismo a riconoscere “invasori” (come batteri e virus), enzimi che eliminano gli “invasori” intrappolati, proteine che lo rendono appiccicoso, filante e molto inospitale e una varietà di cellule, tra le altre cose.

Perché secerniamo così tanto muco?

Anche l’organismo di un individuo sano secerne muco, producendone da 1 a 1,5 litri al giorno. La maggior parte di questo muco discende lungo la gola senza che il soggetto se ne accorga.

Tuttavia, esistono frangenti in cui il muco non passa così “inosservato”, di solito non a causa di una maggiore secrezione, bensì a seguito di un cambiamento della consistenza del muco stesso. Inoltre, alcune persone presentano semplicemente un muco più denso e vischioso allo stato naturale rispetto ad altre.

In genere, una sovrasecrezione di muco è causata da un brutto raffreddore, un’allergia o dal contatto con qualcosa di irritante (come una pietanza estremamente piccante).

Per esempio, durante una risposta allergica ad un allergene, come polline o ambrosia, i mastociti presenti nel corpo rilasciano una sostanza chiamata istamina, che causa l’insorgenza di starnuti, prurito e congestione nasale. Il tessuto delle membrane mucose inizia a rilasciare fluido e il naso inizia a gocciolare.

In alcune persone, anche bere latte può favorire la secrezione di una quantità maggiore di muco. Kao afferma che ciò è dovuto ad una rinite gustativa, un reazione riflessa causata dalla semplice azione del mangiare. La rinite gustativa è anche il motivo per cui il naso gocciola mentre si mangia il peperoncino. In alcune persone, le proteine del latte causano il medesimo tipo di risposta. “Sebbene sia possibile percepire una maggiore quantità di catarro, bere un bicchiere di latte non aggraverà sicuramente un raffreddore“, afferma Johns.

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Perché il muco cambia colore?

Soffermandosi a guardare il contenuto del fazzoletto dopo essersi soffiati il naso, è possibile notare che il muco non è sempre perfettamente di colore chiaro. Può essere giallo, verde o presentare una tonalità rossatra o brunastra. Ma tutte queste colorazioni che significato hanno?

Esiste la convinzione che la presenza di muco giallo o verde possa essere un chiaro segno di infezione, ma nonostante questo errato luogo comune, il colore giallo o verde non è dovuto alla presenza di batteri.

In caso di raffreddore, il sistema immunitario invia i globuli bianchi (chiamati neutrofili) nell’area interessata. Queste cellule contengono un enzima di colore verdastro ed essendo numerosi possono conferire al muco il medesimo colore.

E’ altresì possibile che il muco sia di colore chiaro ed essere affetti da una infezione auricolare e dei seni paranasali“, afferma Kao. “In presenza di una infezione, è probabile sperimentare altri sintomi, come congestione, febbre e senso di pressione a carico del viso e dei seni paranasali“, afferma Johns.

Le variazioni cromatiche del muco sono correlate anche alla concentrazione del muco stesso. “Un muco denso e vischioso è spesso verdastro“, afferma Kao.

Il muco può anche contenere sfumature rossastre o brunastre, specie in caso di secchezza o irritazione nasale dovute ad un eccessivo sfregamento. Nella maggior parte dei casi il sangue fuoriesce dalla regione interna delle narici, dove si trova la maggior parte dei vasi sanguigni nasali. Una esigua quantità di sangue nel muco non è motivo di preoccupazione, ma qualora fosse presente in grandi quantità è bene consultare il medico.

Come posso contrastare il muco in eccesso?

E’ desiderio comune degli individui affetti da sinusite cronica (costretti a soffiarsi il naso continuamente) trovare un modo per alleviare il problema. Gli antistaminici e i decongestionanti da banco possono rappresentare un rimedio. I decongestionanti causano il restringimento dei vasi sanguigni presenti nella mucosa nasale, riducendo l’afflusso di sangue a quella zona in modo da alleviare la congestione e ridurre la secrezione di muco.

L’impiego dei decongestionanti è utile anche in caso di difficoltà a respirare a causa di un raffreddore, ma non sono particolarmente indicati in presenza di muco denso in generale. “Questo perché i decongestionanti causano secchezza e rendeono il muco denso, favorendo quindi un effetto opposto a quello desiderato”, spiega Johns. Quindi utilizzare decongestionanti potrebbe comportare l’insorgenza di un circolo vizioso definibile come muco-secernente. I decongestionanti presentano anche effetti collaterali, ta cui capogiri, nervosismo e pressione alta.

Gli antistaminici bloccano o limitano l’azione delle istamine, le sostanze attivate dalle reazioni allergiche che causano il rigonfiamento nasale e il rilascio di una quantità maggiore di muco più fluido (naso gocciolante). Il principale effetto collaterale degli antistaminici di vecchia generazione è la sonnolenza. Essi possono anche causare secchezza delle fauci, capogiri e mal di testa.

E’ possibile fluidificare il muco mediante guaifenesina, un tipo di medicinale denominato espettorante. La presenza di muco più fluido ne favorisce la fuoriuscita dal corpo. Possibili effetti collaterali della guaifenesina sono capogiri, mal di testa, nausea e vomito.

Lota Neti: l’opzione naturale

Nel caso in cui si preferisca adottare un approccio più naturale per rimuovere il muco, l’irrigazione nasale rappresenta una valida alternativa. Il Lota Neti, un piccolo dispositivo a forma di teiera, è una forma di irrigazione nasale. Altre forme includono la siringa a bulbo o bottigliette spray.

Il principio di base dei vari metodi di irrigazione nasale è il medesimo: si introduce una soluzione salina in una narice per fluidificare tutto il muco accumulatosi nella cavità nasale che, una volta fluidificato, fuoriuscirà dall’altra narice.

Secondo il CDC (Centers for Disease Control and Prevention), in caso di irrigazione, lavaggio o risciacquo dei seni paranasali, per preparare la soluzione di irrigazione è consigliabile utilizzare acqua distillata, sterile o precedentemente bollita. E’ inoltre importante risciacquare il dispositivo di irrigazione dopo ogni utilizzo e lasciarlo asciugare all’aria.

L’irrigazione nasale è un buon rimedio, ma come per tutte le cose serve moderazione. Risciacquare i seni paranasali favorisce l’eliminazione di batteri “cattivi” e altre creature che possono causare infezioni. Tuttavia, uno studio ha dimostrato che effetturare irrigazioni nasali con una eccessiva frequenza, potrebbe aumentare il rischio di infezione poiché il lavaggio elimina anche alcune delle sostanze protettive che contribuiscono a prevenire l’insorgenza di malattie. Quindi, è consigliabile utilizzare il Lota Neti o un altro dispositivo di irrigazione nasale in caso di bisogno, ma è bene interromperne temporaneamente l’utilizzo quando ci si sente meglio.

Referenze

  • Meeting Annuale Scientifico dell’American College di Allergia, Asma e Immunologia tenutosi a Miami dal 5 al 10 novembre 2009
  • NHS: “5 verità sul raffreddore”
  • WebMD: “La verità sul muco”

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