Indigestione in gravidanza: cause, sintomi e rimedi


L’indigestione, nota anche come dispesia, corrisponde al dolore o al disagio sperimentati nella parte superiore dell’addome.

Link sponsorizzati

In caso di indigestione, è possibile l’insorgenza di una serie di sintomi, tra cui:

  • bruciore di stomaco, una sensazione di bruciore causata dal transito dell’acido dallo stomaco all’esofago
  • rigurgito (risalita del cibo dallo stomaco)
  • gonfiore addominale
  • nausea (sensazione di malessere)
  • vomito

Sono molte le persone colpite di tanto in tanto da indigestione, ma le donne sperimentano spesso tale condizione durante la gravidanza. Ben 8 donne su 10 sperimentano l’indigestione ad un certo punto della gestazione. Questa condizione tende a diventare più comune quando il bambino si sviluppa.

L’indigestione in gravidanza è dovuta principalmente ai cambiamenti che si verificano nel corpo della donna, come l’aumento dei livelli ormonali e l’incremento della pressione a carico dell’addome.

Questi cambiamenti spesso possono provocare l’insorgenza di reflusso acido, la causa più comune di indigestione. Il reflusso acido insorge quando l’acido presente nello stomaco reflua (risale) dallo stomaco nell’esofago, irritandone il rivestimento (mucosa).

Apportare cambiamenti allo stile di vita può contribuire a migliorare i sintomi dell’indigestione, come consumare pasti più piccoli o ridurre il consumo di alcuni alimenti. Esistono anche farmaci, come gli antiacidi, che possono essere assunti durante la gravidanza per trattare l’indigestione.

Alcune donne possono sperimentare un aggravamento dell’indigestione nel corso dell’intero periodo di gestazione. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, i sintomi scompaiono dopo il parto. L’indigestione in gravidanza raramente causa complicazioni.

Cause

I sintomi correlati all’indigestione insorgono nel momento in cui l’acido dello stomaco entra in contatto con il rivestimento (mucosa) sensibile e protettivo dell’apparato digerente.

L’acido dello stomaco lacera la mucosa. Ciò causa irritazione e comporta l’insorgenza dei sintomi dell’indigestione.

Durante la gravidanza, le cause principali di indigestione possono essere:

  • cambiamenti ormonali a cui il corpo è soggetto in questa fase
  • la crescita dell’utero (grembo) esercita pressione sullo stomaco
  • rilassamento dello sfintere esofageo inferiore (anello muscolare), che agisce come una sorta di “cancello” fra stomaco ed esofago, consentendo all’acido dello stomaco di risalire.

Fattori di rischio

Le probabilità di sperimentare indigestione durante la gravidanza sono maggiori nei seguenti casi:

  • qualora si siano verificati episodi di indigestione prima della gravidanza
  • in caso di precedenti gravidanze
  • nel corso delle ultime fasi della gravidanza

Sintomi

I sintomi correlati all’indigestione durante la gravidanza sono i medesimi sperimentati da qualsiasi altro individuo.

Il sintomo principale è il dolore o una sensazione di fastidio al torace o allo stomaco. Questo di solito accade subito dopo aver mangiato o bevuto, ma talvolta è possibile che i sintomi non insorgano nell’immediato ma dopo un lasso di tempo.

L’indigestione può insorgere in qualsiasi momento durante la gravidanza, sebbene i sintomi possano essere più frequenti e gravi nel corso del terzo trimestre (dalla 27esima settimana sino alla nascita del bambino).

Oltre al dolore, l’indigestione può causare:

  • sensazione di pienezza o pesantezza
  • eruttazione
  • rigurgito (risalita del cibo dallo stomaco)
  • nausea
  • vomito

Diagnosi

E’ consigliabile consultare il medico qualora l’indigestione sperimentata durante la gravidanza sia grave o ricorrente.

Generalmente, il medico è in grado di diagnosticare l’indigestione dai sintomi riferiti e dalle domande poste alla paziente. Per esempio, il medico può porre i seguenti quesiti:

  • in che modo i sintomi che sperimenta influenzano le sue attività quotidiane?
  • quali sono le sue abitudini alimentari?
  • ha già provato eventuali trattamenti?
  • ha sperimentato indigestione o altre condizioni a carico dello stomaco prima della gravidanza?

Il medico può anche esaminare il torace e lo stomaco, esercitando una lieve pressione in diversi punti delle zone menzionate per verificare l’eventuale presenza di dolore.

indigestione in gravidanza

Trattamento

In alcuni casi, apportare cambiamenti al regime alimentare e allo stile di vita può essere sufficiente per controllare l’indigestione, specie se i sintomi sperimentati sono lievi.

In caso di indigestione grave o qualora i cambiamenti sopra citati risultassero inefficaci, il medico può suggerire l’assunzione di un farmaco per alleviare i sintomi. Diversi farmaci atti a trattare l’indigestione possono essere utilizzati durante la gravidanza in sicurezza. Tuttavia, è opportuno consultare sempre il medico o il farmacista prima di assumere qualsiasi tipo di farmaco che non sia stato precedentemente raccomandato dal medico stesso.

I tipi di farmaci che possono essere prescritti in caso di indigestione durante la gravidanza sono descritti qui di seguito.

Antiacidi

Gli antiacidi sono un tipo di farmaco che può arrecare sollievo immediato in caso di indigestione. Essi neutralizzano l’acido nello stomaco (riducendone l’acidità), prevenendo l’irritazione a carico del rivestimento protettivo (mucosa) presente nell’apparato digerente.

Alginati

Alcuni antiacidi sono combinati con un altro tipo di farmaco noto come alginato. Quest’ultimo contribuisce ad alleviare l’indigestione causata dal reflusso acido. Il reflusso acido insorge quando l’acido dello stomaco reflua (risale) nell’esofago e irrita il rivestimento protettivo (mucosa).

Gli alginati formano una barriera schiumosa che galleggia sulla superficie del contenuto dello stomaco. Questo favorisce la permanenza dell’acido nello stomaco evitandone la risalita nell’esofago. Nella maggior parte dei casi, gli antiacidi e gli alginati possono controllare efficacemente i sintomi dell’indigestione durante la gravidanza.

Scelta e dosaggio

Sono disponibili vari antiacidi da banco acquistabili in farmacia senza prescrizione medica. In questo caso, è bene chiedere consiglio al farmacista.

E’ possibile che si riveli necessaria l’assunzione di antiacidi e alginati solo nel momento in cui la paziente inizia a sperimentare i sintomi. In altri casi, il medico può raccomandare l’assunzione di questi farmaci prima dell’insorgenza dei sintomi, come ad esempio:

  • prima di un pasto
  • prima di dormire

L’uso degli antiacidi e degli alginati in gravidanza è sicuro, purché non se ne assuma una dose maggiore rispetto a quella raccomandata. E’ importante seguire le istruzione riportate sul foglietto illustrativo che accompagna il farmaco per assicurarsi di assumerlo correttamente.

Gli effetti collaterali derivanti dall’uso degli antiacidi sono rari, ma possono includere:

Se si sperimentano effetti collaterali, consultare il medico circa la possibilità di cambiare farmaco.

Integratori di ferro

Qualora il medico dovesse prescrivere un farmaco antiacido e si stanno già assumendo integratori di ferro, è consigliabile non assumerli contemporaneamente. Gli antiacidi possono compromettere un adeguato assorbimento del ferro da parte dell’organismo. Quindi, è consigliabile assumere l’antiacido almeno 2 ore prima o dopo l’integratore di ferro.

Farmaci acidosoppressori

Qualora gli antiacidi e gli alginati non dovessero migliorare i sintomi sperimentati, il medico può prescrivere un farmaco differente in grado di sopprimere l’acido presente nello stomaco.

Esistono due farmaci acidosoppressori che possono essere assunti durante la gravidanza:

  • ranitidina
  • omeprazolo

Come nel caso degli antiacidi e degli alginati, è importante seguire le istruzioni relative al dosaggio presenti nel foglietto illustrativo allegato al farmaco o sulla confezione stessa di quest’ultimo.

Ranitidina

La ranitidina viene solitamente prescritta sotto forma di compresse da assumere 2 volte al giorno. Seguire le istruzioni relative al dosaggio, poiché il farmaco potrebbe non essere efficace se assunto solo quando si sperimentano i sintomi. La ranitidina raramente causa effetti collaterali.

Omeprazolo

L’omeprazolo viene di solito prescritto sotto forma di compresse da assumere 1 volta al giorno. Dopo 5 giorni, i sintomi in genere migliorano. In caso contrario, potrebbe essere necessario aumentare il dosaggio. In alcuni casi, l’omeprazolo può causare effetti collaterali, tra cui:

  • diarrea
  • vomito

Qualora i farmaci prescritti non dovessero risultare efficaci, il medico può indirizzare la paziente ad un gastroenterologo (un medico specializzato nel trattamento delle condizioni che interessano l’apparato digerente).

E’ altresì possibile che il medico decida di consigliare alla paziente un trattamento specialistico, qualora sospetti la presenza di una condizione sottostante come causa dell’indigestione, come la sindrome dell’intestino irritabile (una condizione a lungo termine che colpisce l’apparato digerente).

Trattamento domestico

In caso di indigestione durante la gravidanza, potrebbe non essere necessario il ricorso ai farmaci per controllare i sintomi.

Il medico può infatti suggerire alcuni dei seguenti semplici cambiamenti da apportare al regime alimentare e allo stile di vita. In molti casi, questi cambiamenti sono sufficienti per alleviare i sintomi correlati all’indigestione.

No al fumo

Fumare durante la gravidanza può causare indigestione e compromettere gravemente lo stato di salute della gestante e del nascituro. Fumare durante la gravidanza aumenta il rischio di:

  • nascita prematura del bambino (prima della 37esima settimana di gravidanza)
  • basso peso del bambino alla nascita
  • morte in culla (sindrome della morte improvvisa del lattante)

Quando si fuma, le sostanze chimiche inalate possono contribuire all’insorgenza dell’indigestione. Tali sostanze possono causare il rilassamento dello sfintere esofageo inferiore (anello muscolare) che separa l’esofago dallo stomaco. Ciò consente all’acido dello stomaco di risalire nell’esofago con maggiore facilità (reflusso acido).

E’ bene ricordare che smettere di fumare rappresenta la scelta migliore in assoluto per la salute della futura mamma e del nascituro.

Evitare il consumo di alcolici

Bere alcolici può contribuire all’insorgenza dei sintomi dell’indigestione. Nelle donne in gravidanza, il consumo di alcolici può inoltre mettere a rischio il nascituro di sviluppare gravi difetti di nascita.

Il Ministero della Sanità raccomanda a tutte le donne in gestazione di evitare completamente il consumo di alcolici.

Mangiare in modo sano

L’indigestione ha più probabilità di insorgere quando si consumano quantità eccessive di cibo. Ne consegue che consumare regolarmente grandi quantità di cibo può aggravare i sintomi. Durante la gravidanza, vi è la tentazione di mangiare molto più del solito, ma questo potrebbe non giovare né alla futura mamma né al bambino.

Nel corso della gestazione, non è necessario seguire una dieta speciale, ma è importante consumare una varietà di alimenti diversi ogni giorno al fine di assumere un adeguato ed equilibrato apporto dei nutrienti necessari sia alla futura mamma che al nascituro.

Per un maggiore approfondimento circa la tematica alimentazione sana durante la gravidanza, vi consigliamo di leggere questo articolo.

Variare le abitudini alimentari

In alcuni casi, è possibile controllare l’indigestione apportando cambiamenti alle abituali abitudini alimentari. Ad esempio:

  • può essere di aiuto consumare piccoli pasti frequenti piuttosto che 3 pasti abbondanti al giorno
  • evitare di cenare entro 3 ore prima di andare a dormire
  • sedersi in posizione eretta durante i pasti. Questo riduce la pressione a carico dello stomaco.

Bere un bicchiere di latte può contribuire ad alleviare il bruciore di stomaco (la sensazione di bruciore derivante dalla risalita dell’acido dallo stomaco all’esofago). Può essere utile tenere un bicchiere di latte accanto al letto qualora ci si svegli durante la notte a causa del bruciore di stomaco.

Evitare i fattori scatenanti

E’ possibile che l’indigestione venga aggravata da alcuni fattori scatenanti, tra cui:

  • bere succhi di frutta
  • mangiare cioccolato
  • chinarsi

E’ consigliabile annotare qualsiasi alimento, bevanda o attività che sembra aggravare l’indigestione e, se possibile, evitarli. Questo può significare:

  • consumare meno cibi ricchi, speziati e grassi
  • ridurre il consumo di bevande che contengono caffeina, come tè, caffè e cola

Medicinali

Consultare il medico qualora si stiano assumendo farmaci atti a trattare un’altra condizione, come antidepressivi o farmaci antinfiammatori non-steroidei (FANS) e qualora si ritenga che possano contribuire all’insorgenza dell’indigestione.

Il medico può essere in grado di prescrivere un farmaco alternativo. E’ sconsigliabile interrompere l’assunzione di un farmaco prescritto senza il parere del medico.

Rialzare la testa

Al momento di dormire, è possibile utilizzare un paio di cuscini per rialzare testa e spalle oppure è possibile rialzare la testata del letto di pochi centimetri inserendo qualcosa sotto il materasso o sotto i piedi del letto.

Questa lieve inclinazione dovrebbe contribuire a prevenire la risalita dell’acido dello stomaco nell’esofago durante il sonno.

Referenze

  • NHS: “Indigestion (dyspepsia) in pregnancy”

Condividi con: