Squilibrio elettrolitico: cause, sintomi e trattamento - Oldeconomy

Squilibrio elettrolitico: cause, sintomi e trattamento




Gli elettroliti sono sostanze importanti che permettono alle cellule del corpo di funzionare e al corpo stesso di espletare le proprie attività. Gli elettroliti (come sodio, potassio e altri) sono cruciali nel consentire alle cellule di generare energia, nel mantenere la stabilità del loro rivestimento e nel favorirne il funzionamento in generale. Essi generano elettricità, contraggono i muscoli, muovono l'acqua e i fluidi presenti nel corpo e sono parte attiva in una miriade di altre attività. 

La concentrazione di elettroliti presente nell'organismo è controllata da una varietà di ormoni, la maggior parte dei quali viene prodotta nei reni e nelle ghiandole surrenali. I sensori presenti nelle cellule renali specializzate sono deputati al monitoraggio della quantità di sodio, potassio e acqua nel sangue. Sono ormoni come renina (secreta nei reni), enzima convertitore dell'angiotensina (da polmoni, cervello e cuore), aldosterone (dalle ghiandole surrenali) e ormone antidiuretico (dall'ipofisi), che preservano l'equilibrio elettrolitico entro limiti normali.

Il mantenimento dell'equilibrio delle concentrazioni di elettroliti include anche la stimolazione del meccanismo della sete quando il corpo è soggetto a disidratazione.

 

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Sodio (Na)

Il sodio si trova per lo più all'esterno della cellula, nel plasma (la parte non-cellula) del flusso sanguigno. Ricopre un ruolo significativo per quanto concerne la regolazione dell'acqua nel corpo, poiché l'acqua tende a spostarsi nelle zone ove è presente il sodio. Nel caso in cui il corpo presenti una quantità eccessiva di sodio, forse dovuta all'assunzione di quantità elevate di sale mediante alimentazione (il sale è sodio più cloride), essa viene escreta per via renale e allo stesso modo anche l'acqua.

Il sodio è un elettrolita importante che favorisce i segnali elettrici presenti nel corpo, consentendo ai muscoli di mettersi in moto e al cervello di funzionare. 

Condizioni correlate allo squilibrio di sodio

L'ipernatriemia (iper = troppo + natr = sodio + emia = nel sangue) è di solito associata a disidratazione ed è caratterizzata dalla scarsa presenza di acqua anziché da quantità eccessive di sodio. Questa perdita di acqua può verificarsi a seguito di condizioni accompagnate da vomito o diarrea, sudorazione eccessiva dovuta ad attività fisica o febbre oppure dall'assunzione di fluidi contenenti concentrazioni elevate di sale.

L'iponatriemia (ipo = troppo poco) è causata da una intossicazione da acqua (ovvero assumere un quantitativo di acqua tale da diluire il sodio presente nel sangue e da compromettere il meccanismo di compensazione dei reni) o da una sindrome da inappropriata secrezione dell'ormone antidiuretico (SIADH). Tale sindrome può essere associata a malattie come polmonite, patologie cerebrali, cancro, problemi tiroidei e alcuni farmaci.

Squilibrio di sodio: i sintomi

La presenza di quantità eccessive o carenti di sodio può indurre le cellule a non funzionare correttamente. Letargia, confusione, debolezza, gonfiore, convulsioni e coma sono alcuni sintomi che possono insorgere in caso di iper- o iponatriemia. 

Il trattamento di tali condizioni dipende dalla causa sottostante, ma è importante per il medico comprendere la motivazione alla base del livello anomalo di sodio e correggere lo squilibrio in modo relativamente graduale. Una rapida correzione infatti può causare un flusso anomalo di acqua all'interno o all'esterno delle cellule. Questo è particolarmente importante per prevenire l'insorgenza di danni a carico delle cellule cerebrali (mielinolisi pontina centrale).

Potassio (K)

Il potassio è concentrato per la maggior parte all'interno delle cellule del corpo. Il gradiente, o la differenza di concentrazione dall'interno della cellula rispetto al plasma, è essenziale nella generazione degli impulsi elettrici presenti nel corpo, che consentono ai muscoli e al cervello di funzionare.

Condizioni correlate allo squilibrio di potassio

L'iperkaliemia (iper = troppo + kal = potassio + emia = nel sangue) è una situazione potenzialmente fatale poiché causa una conduzione elettrica anomala nel cuore e problemi a carico del ritmo cardiaco potenzialmente fatali. Livelli elevati di potassio sono per lo più associati a insufficienza renale, condizione in cui i livelli di potassio si accumulano e non possono essere escreti mediante minzione. Possono essere assunti farmaci per abbassare i livelli di potassio finché i reni saranno in grado di espellere la quantità in eccesso nelle urine. Tuttavia, potrebbe rivelarsi necessario il ricorso a dialisi di emergenza per rimuovere il potassio, qualora la funzione renale sia insufficiente.

L'ipokaliemia (ipo = troppo poco) si verifica nel momento in cui il corpo perde quantità eccessive di potassio a seguito di vomito, diarrea, sudorazione e assunzione di farmaci come diuretici o lassativi. Viene spesso riscontrata in caso di chetoacidosi diabetica, condizione caratterizzata dalla perdita eccessiva di potassio tramite le urine. Poiché le sostanze presenti nel corpo sono correlate per quanto riguarda il loro metabolismo, bassi livelli di magnesio possono essere associati a ipokaliemia, altrimenti detta ipopotassiemia.

Calcio (Ca)

La calcitonina promuove la crescita ossea e riduce i livelli di calcio nel sangue, mentre l'ormone paratiroideo agisce in modo opposto. Il calcio è legato alle proteine presenti nel sangue, quindi il livello di calcio è correlato sia alla nutrizione del paziente che all'assunzione di calcio mediante alimentazione. Il metabolismo del calcio nel corpo è strettamente legato ai livelli di magnesio. Spesso, lo stato di magnesio nel corpo necessita di essere ottimizzato prima di procedere al trattamento dei livelli di calcio.

Condizioni correlate allo squilibrio di calcio

L'ipercalcemia (iper = troppo + calc = calcio + emia = nel sangue) è caratterizzata da sintomi quali calcoli renali, dolori addominali e depressione. Inoltre, una quantità eccessiva di calcio può essere associata a disturbi del ritmo cardiaco. Le cause di ipercalcemia includono tumori paratiroidei, altri tumori incluso il tumore al seno, quantità eccessive di vitamina A o D, morbo di Paget e insufficienza renale.

L'ipocalcemia (ipo = troppo poco) è di solito associata a disturbi del comportamento alimentare o alla carenza di ormone paratiroideo. I sintomi includono debolezza, spasmi muscolari e disturbi del ritmo cardiaco.

Magnesio (Mg)

Il magnesio è un elettrolita coinvolto in una varietà di attività metaboliche del corpo, tra cui rilassamento dei muscoli lisci che circondano i condotti bronchiali nei polmoni, contrazione del muscolo scheletrico e stimolazione dei neuroni cerebrali. Il magnesio agisce come un cofattore nell'ambito di molte attività enzimatiche del corpo.

I livelli di magnesio nel corpo sono strettamente connessi a sodio, potassio e metabolismo del calcio, e sono regolati dai reni. Il magnesio entra nel corpo mediante l'alimentazione e la quantità che viene assorbita dipende dalla concentrazione di magnesio presente nell'organismo. Quantità carenti di magnesio stimolano l'assorbimento da parte dell'intestino, mentre quantità eccessive ne riducono l'assorbimento.

Condizione correlate allo squilibrio di magnesio

L'ipomagnesiemia (scarse quantità di magnesio nel sangue) può insorgere a causa di molte ragioni, tra cui carenze alimentari, incapacità dell'intestino di assorbire la sostanza o incremento dell'escrezione. Le cause più comuni di bassi livelli di magnesio includono alcolismo e la malnutrizione ad esso associata, diarrea cronica e assunzione di farmaci come diuretici (impiegati per controllare l'ipertensione).

I sintomi coinvolgono il cuore con anomalie legate al ritmo, i muscoli con debolezza e crampi e il sistema nervoso, causando potenzialmente confusione, allucinazioni e convulsioni.

L'ipermagnesiemia si riferisce alla presenza di quantità eccessive di magnesio nel flusso sanguigno e si verifica più spesso nei pazienti affetti da problemi correlati alla funzionalità renale, nei quali l'escrezione di magnesio è limitata. In questi pazienti, l'assunzione eccessiva di magnesio mediante alimentazione o impiego di farmaci contenenti magnesio, come latte di magnesia o Maalox, può causare livelli elevati di magnesio. Poiché l'assorbimento e l'escrezione di magnesio sono connessi agli altri elettroliti, altre malattie possono essere associate a livelli elevati di magnesio, incluse chetoacidosi diabetica, insufficienza surrenalica e iperparatiroidismo. L'ipermagnesiemia è spesso associata a ipocalcemia (bassi livelli di calcio) e iperkaliemia (elevati livelli di potassio).

I sintomi possono includere disturbi del ritmo cardiaco, debolezza muscolare, nausea e vomito e difficoltà respiratorie.

Bicarbonato (HCO3)

Questo elettrolita è un componente importante della equazione atta a preservare l'equilibrio dello stato acido base del corpo.

Acqua + anidride carbonica = bicarbonato + idrogeno

I polmoni regolano la quantità di anidride carbonica e i reni regolano il bicarbonato (HCO3). Questo elettrolita contribuisce a tamponare gli acidi che si accumulano nell'organismo come normali sottoprodotti del metabolismo. Per esempio, quando i muscoli lavorano, producono acido lattico come sottoprodotto della formazione di energia. Il bicarbonato deve essere disponibile per legare l'idrogeno rilasciato dall'acido per formare anidride carbonica e acqua. Quando l'organismo non funziona correttamente, può anche essere prodotta una quantità eccessiva di acido (per esempio, chetoacidosi diabetica, acidosi tubulare renale) e il bicarbonato (HCO3) è necessario per tentare di compensare la produzione extra di acido.

Misurare la quantità di bicarbonato nel sangue può essere di aiuto al medico nell'appurare il livello di gravità relativo alla compromissione dell'equilibrio dell'acido-base presente nell'organismo.

 

Referenze

  • eMedicineHealth: "Electrolytes: Causes, Symptoms, Treatment"




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