Sonnambulismo: cause, sintomi e trattamento


Il sonnambulismo è caratterizzato da un comportamento complesso (ovvero camminare) che si verifica durante il sonno. Talvolta esso può essere accompagnato da sonniloquio (parlare nel sonno). Gli occhi del sonnambulo sono comunemente aperti, ma caratterizzati da un aspetto vitreo. Il sonnambulismo si verifica più comunemente durante l’infanzia e l’adolescenza. Circa il 15% dei bambini tra i 4 e i 12 anni sperimenta sonnambulismo. Generalmente scompare nella tarda adolescenza. Tuttavia, circa il 10% dei sonnambuli inizia tale comportamento durante l’adolescenza. E’ stata osservata una tendenza genetica.

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Il sonno è contraddistinto da 5 fasi. Le fasi 1, 2, 3 e 4 sono caratterizzate da movimenti oculari non rapidi (NREM). La fase REM (rapid eye movement – movimenti oculari rapidi) è il ciclo del sonno associato all’attività onirica (i sogni) e al flusso di importanti ormoni essenziali per una corretta crescita e per il metabolismo. Ogni ciclo di sonno (fasi 1, 2, 3, 4 e fase REM) dura circa 90-100 minuti e si ripete nel corso dell’intera notte. Un individuo medio sperimenta quindi 4-5 cicli completi di sonno per notte. Il sonnambulismo si verifica tipicamente durante il primo o il secondo ciclo di sonno nel corso delle fasi 3 e 4. In considerazione del breve lasso di tempo coinvolto, il sonnambulismo tende a non verificarsi durante i sonnellini. Al risveglio, il sonnambulo non ha memoria dei suoi comportamenti.

Le cause del sonnambulismo

Fattori genetici

Il sonnambulismo si verifica più frequentemente nei gemelli identici ed è 10 volte più probabile che si verifichi nel caso in cui un parente di primo grado ne abbia sofferto in passato.

Fattori ambientali

Privazione del sonno, orari del sonno caotici, febbre, stress, carenza di magnesio e intossicazione da alcol possono causare sonnambulismo.

I farmaci, come per esempio sedativi/ipnotici (farmaci che favoriscono il sonno), neurolettici (farmaci impiegati per trattare la psicosi), tranquillanti minori (farmaci che producono un effetto calmante), stimolanti (farmaci che incrementano l’attività) e antistaminici (farmaci per trattare sintomi di allergia) possono causare sonnambulismo.

Fattori fisiologici

La durata e la profondità del sonno ad onde lente, che sono maggiori nei bambini piccoli, possono essere un fattore di incremento della frequenza di sonnambulismo nei bambini.

Condizioni, come la gravidanza e il ciclo mestruale, sono note per aumentare la frequenza di sonnambulismo.

Condizioni mediche associate

  • aritmie (anomalie del ritmo cardiaco)
  • febbre
  • reflusso gastroesofageo (il rigurgito di cibo o liquidi dallo stomaco nell’esofago)
  • asma notturna
  • crisi notturne (convulsioni)
  • apnea ostruttiva del sonno (condizione in cui la respirazione si arresta temporaneamente durante il sonno)
  • disturbi psichiatrici, per esempio disturbo da stress post-traumatico, attacchi di panico o stati dissociativi (per esempio, disturbo da personalità multipla)

I sintomi del sonnambulismo

  • Gli episodi variano dal camminare tranquillamente per la stanza al correre in modo agitato o tentare di “fuggire”. I pazienti possono apparire goffi e storditi nei loro comportamenti.
  • In genere, mentre il sonnambulo si aggira tranquillamente per casa, gli occhi sono aperti caratterizzati da un aspetto vitreo e lo sguardo appare fisso. Tuttavia, il sonnambulo non cammina con le braccia tese di fronte a sé stesso come viene erroneamente raffigurato nei film.
  • Se al sonnambulo vengono poste domande, egli risponde generalmente in modo lento formulando pensieri semplici contenenti una fraseologia insensata oppure può non rispondere, risultando quindi assente. Se il sonnambulo torna a letto senza svegliarsi, di solito non ricorda nulla dell’evento.
  • I bambini più grandi, che possono svegliarsi con maggiore facilità alla fine di un episodio, spesso sono imbarazzati da tale comportamento. Invece di camminare, alcuni bambini eseguono comportamenti ripetuti (per esempio, sistemare il pigiama). E’ possibile che si verifichino anche episodi di enuresi.
  • Il sonnambulismo non è associato a problemi precedenti correlati al sonno, al dormire soli o con altri in una stanza, ad acluofobia (paura del buio) o ad accessi d’ira.
  • Alcuni studi suggeriscono che i bambini sonnambuli possono aver avuto sonni più inquieti all’età di 4-5 anni e risvegli più inquieti e frequenti nel corso del primo anno di vita.
  • sonnambulismo

Quando rivolgersi al medico

Nei bambini e negli adulti, il sonnambulismo è solitamente un segno di carenza di sonno, problemi emotivi intensi, stress o febbre. La risoluzione di tali condizioni comporta la scomparsa del fenomeno.

Nella maggior parte dei casi, non è necessario alcun trattamento poiché il sonnambulismo raramente è indice di problemi medici o psichiatrici gravi di fondo.

Nella maggior parte dei bambini, il sonnambulismo scompare durante la pubertà. Tuttavia, esso può occasionalmente persistere o avere inizio in età adulta.

E’ consigliabile consultare uno specialista del sonno se la persona presenta episodi frequenti di sonnambulismo, se corre il rischio di ferire sé stessa o se mostra comportamenti violenti.

Diagnosi

Di solito, non è necessario effettuare esami e test. Tuttavia, può rivelarsi necessaria una valutazione medica al fine di escludere cause mediche.

Inoltre, potrebbe essere necessaria una valutazione psicologica al fine di determinare se stress o ansia eccessivi sono la causa del sonnambulismo.

Possono essere svolti test atti a studiare il sonno nei pazienti in cui la diagnosi risulti comunque non chiara.

Diagnosi differenziale

Il sonnambulismo, i terrori notturni e i risvegli confusionali sono tutti disturbi comuni del sonno non-REM che tendono a sovrapporsi in alcuni dei loro sintomi. Circa il 15%-20% dei bambini fino alla metà dell’adolescenza sperimentano alcuni o tutti di questi comportamenti.

  • Sonnambulismo: vedi sopra
  • Terrori notturni: come nel caso del sonnambulismo, i terrori notturni tendono a verificarsi durante la prima metà del sonno notturno, spesso entro i 30-90 minuti successivi il prendere sonno. Inoltre, come per il sonnambulismo, i terrori notturni si verificano durante le fasi 3 e 4 del sonno. Tuttavia, a differenza del sonnambulismo, un individuo che soffre di terrori notturni presenta un risveglio improvviso e spesso agitato che può apparire ai parenti come un comportamento violento e spaventoso. Spesso i terrori notturni hanno inizio durante i primi anni di vita del bambino con un picco di incidenza fra i 5 e i 7 anni di età. Durante questo periodo, risulta evidente l’insorgenza di un aumento dell’attività del sistema nervoso autonomo. La frequenza cardiaca e respiratoria accelerate, le pupille dilatate e la sudorazione sono caratteristiche. Le cause scatenanti dei terrori notturni possono includere privazione del sonno, stress o farmaci (stimolanti, sedativi, antistaminici, ecc.). A differenza del sonnambulismo, gli episodi relativi ai terrori notturni possono ripetersi per diverse settimane di seguito, scemare del tutto e riproporsi in seguito.
  • Risvegli confusionali: simili ai terrori notturni, i risvegli confusionali sono caratterizzati da un improvviso e violento risveglio dal sonno con comportamenti descritti come agitati. L’individuo parla in modo generalmente coerente (a differenza del sonnambulo). Un punto di distinzione fra terrori notturni e risvegli confusionali è la mancanza di fenomeni del sistema nervoso autonomo nel caso dei risvegli confusionali. Questi ultimi tendono a verificarsi durante la prima metà del sonno notturno (nel corso delle fasi 3 e 4). Essi sono tipicamente di breve durata, durano solo 5-30 minuti. Gli individui che soffrono di risvegli confusionali non ricordano nulla dell’evento.
  • Crisi notturne: esistono diversi punti importanti differenziali che contribuiscono a delineare i suddetti tre comportamenti relativi al sonno dall’attività epilettica che si verifica durante la notte. Le convulsioni sono per loro natura molto brevi; spesso durano solo pochi minuti. Inoltre, gli eventi epilettici sono caratterizzati da una serie di comportamenti ripetuti, stereotipati e frequenti che spesso insorgono in gruppo. E’ importante sottolineare che le convulsioni si verificano più comunemente nella seconda metà del sonno notturno. I pazienti spesso presentano problemi post-crisi, tra cui mal di testa, estremo stordimento, difficoltà nel risvegliarsi e incontinenza urinaria e fecale. Per formulare una diagnosi corretta, il neurologo può eseguire uno studio video-EEG che può essere di aiuto nel chiarire il problema.

Cosa fare a casa

Le seguenti misure possono essere intraprese da un individuo che soffre del disturbo da sonnambulismo:

  • Dormire un numero adeguato di ore.
  • Meditare o eseguire esercizi di rilassamento.
  • Evitare qualsiasi tipo di stimolo (uditivo o visivo) prima di andare a dormire.
  • Fare in modo che la camera da letto sia un ambiente sicuro privo di oggetti pericolosi o taglienti.
  • Se possibile, dormire in una camera da letto a piano terra. Per evitare una caduta, è sconsigliabile l’uso di letti a castello.
  • Bloccare porte e finestre.
  • Rimuovere eventuali ostacoli presenti nella stanza. Inciampare su giocattoli od oggetti è potenzialmente pericoloso.
  • Coprire i vetri delle finestre con tende pesanti.
  • Posizionare un allarme o una campanella sulla porta della camera da letto e, se necessario, su ogni finestra.

Trattamento medico

Se il sonnambulismo è causato da condizioni mediche sottostanti, per esempio reflusso gastroesofageo, apnea ostruttiva del sonno, movimenti periodici delle gambe (sindrome delle gambe senza riposo) o convulsioni, è necessario trattare la condizione medica in questione.

L’assunzione di farmaci per trattare il disturbo da sonnambulismo può rivelarsi necessaria nei seguenti casi:

  • qualora l’eventualità di lesioni sia reale
  • la continuità dei comportamenti causa significativi turbamenti in famiglia o sonnolenza diurna eccessiva
  • altre misure si sono rivelate inadeguate

Altre terapie

Le tecniche di rilassamento, le immagini mentali e i risvegli anticipatori sono preferiti in caso di trattamento a lungo termine di soggetti affetti da disturbo da sonnambulismo.

  • il rilassamento e le immagini mentali dovrebbero essere intrapresi solo con l’aiuto di un terapeuta comportamentale o di un ipnoterapista esperti.
  • i risvegli anticipatori consistono nel svegliare il soggetto circa 15-20 minuti prima dell’orario in cui è solito verificarsi l’evento e tenerlo sveglio per il lasso di tempo pari alla usuale durata dell’evento.

Qualora i sintomi dovessero persistere o qualora il soggetto leda sé stesso o altri individui, è consigliabile rivolgersi ad uno specialista di disturbi del sonno.

Come misure di prevenzione, è consigliabile che il soggetto limiti l’esposizione a fonti di stress, eviti l’assunzione di alcolici nonché la deprivazione del sonno.

Le prospettive relative alla risoluzione del disturbo sono eccellenti.

  • il sonnambulismo non è un disturbo grave, sebbene i bambini possano subire lesioni a causa di oggetti o cadute durante gli episodi di sonnambulismo.
  • il sonnambulismo non è associato a complicazioni a lungo termine, a parte lo spavento e la paura dei parenti nel breve periodo.
  • un sonno disturbato prolungato può essere associato a problemi a scuola e comportamentali.

Referenze

  • eMedicineHealth: “Sleepwalking”

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