Malattie associate al caldo: cause, sintomi e trattamento


L’esposizione prolungata o intensa a temperature elevate può causare l’insorgenza di malattie correlate al caldo, come esaurimento da calore, crampi da calore e colpo di calore. Mentre il corpo si adopera per raffreddarsi in caso di caldo estremo o prolungato, il sangue scorre velocemente raggiungendo la superficie della pelle. Ne consegue, un minore afflusso di sangue al cervello, ai muscoli e ad altri organi. Questo può interferire sia con la forza fisica che con la capacità mentale dell’individuo, comportando, in alcuni casi, gravi pericoli.

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La maggior parte delle malattie associate al caldo può essere evitata riducendo l’eccessiva esposizione a temperature elevate e adottando altre misure preventive. Gli individui che lavorano in ambienti caldi o umidi (come impianti di produzione, panetterie o cantieri durante i mesi estivi) sono più a rischio. Tuttavia, anche lunghi e caldi pomeriggi trascorsi in spiaggia possono causare problemi, qualora i segnali di avvertimento vengano ignorati.

Grazie ad un trattamento tempestivo, la maggior parte degli individui può riprendersi completamente dalle patologie da calore. Tuttavia, il colpo di calore può essere fatale se non adeguatamente gestito.

Cause

Le patologie da calore possono colpire chiunque. Tuttavia, gli alcolisti cronici, gli anziani, i giovani, gli individui il cui sistema immunitario può essere compromesso e i soggetti che assumono alcuni tipi di farmaci (come antistaminici e farmaci antipsicotici, per esempio) sono più a rischio. Anche la presenza di un tasso elevato di umidità incrementa il rischio di insorgenza di malattie associate al caldo, poiché interferisce con l’evaporazione del sudore, ovvero il modo con cui l’organismo provvede a raffreddarsi.

L’esaurimento da calore, i crampi da calore e il colpo di calore hanno modo di insorgere quando il corpo non riesce a raffreddarsi adeguatamente. Ma ognuna delle condizioni citate differisce leggermente dalle altre.

L’esaurimento da calore, altrimenti detto collasso da calore, si verifica quando il corpo perde quantità elevate di acqua e sali mediante sudorazione eccessiva, specie in caso di lavoro fisico o esercizio fisico intensi. La perdita di fluidi essenziali può disturbare la circolazione e interferire con le funzioni cerebrali. Gli individui affetti da problemi cardiaci o che seguono un regime alimentare iposodico, possono essere particolarmente soggetti al collasso da calore.

Come nel caso dell’esaurimento da calore, i crampi da calore possono insorgere quando il corpo perde una quantità eccessiva di liquidi e sali. Tale carenza, accompagnata dalla perdita di altri nutrienti essenziali come potassio e magnesio, si verifica in genere in caso di sforzo fisico intenso.

Il colpo di calore, la più grave delle patologie da calore, insorge quando il corpo soffre a causa di una lunga e intensa esposizione al caldo e perde la sua capacità di raffreddarsi. In caso di caldo estremo e prolungato, la parte del cervello che normalmente regola la temperatura corporea smette di funzionare correttamente. Ciò riduce la capacità dell’organismo di sudare e, quindi, di raffreddarsi. Gli individui affetti da alcune condizioni mediche (come sclerodermia o fibrosi cistica), che riducono la capacità del corpo di sudare, possono essere più a rischio di sviluppare il colpo di calore.

Sintomi

I sintomi correlati ai crampi da calore includono:

  • crampi intensi, talvolta debilitanti, che di solito insorgono improvvisamente a carico di mani, polpacci e piedi
  • muscoli tesi e duri al tatto

I sintomi correlati all’esaurimento da calore o collasso da calore includono:

  • stanchezza
  • nausea
  • mal di testa
  • sete eccessiva
  • dolori muscolari e crampi
  • debolezza
  • confusione o ansia
  • sudorazione copiosa, spesso accompagnata da pelle fredda e umida
  • battito cardiaco rallentato o indebolito
  • capogiri
  • svenimento
  • agitazione

Il collasso da calore richiede un’attenzione immediata, ma di solito non è pericoloso per la vita.

malattie associate al caldo

I sintomi correlati al colpo di calore includono:

  • nausea e vomito
  • mal di testa
  • vertigini o capogiri
  • stanchezza
  • pelle secca, arrossata, calda
  • frequenza cardiaca rapida
  • diminuzione della sudorazione
  • fiato corto
  • diminuzione della minzione
  • presenza di sangue nelle urine o nelle feci
  • aumento della temperatura corporea (dai 40°C ai 41.11°C)
  • stato confusionale, delirio o perdita di coscienza
  • convulsioni

Il colpo di calore può insorgere improvvisamente, senza la comparsa di sintomi correlati al collasso da calore. Nel caso in cui un individuo sperimenti sintomi correlati al collasso da calore o al colpo di calore, è di fondamentale importanza recarsi immediatamente al pronto soccorso. Qualsiasi ritardo potrebbe essere fatale. E’ consigliabile recarsi al pronto soccorso nel caso in cui un individuo esposto al caldo presenti i seguenti sintomi:

  • confusione, ansia o perdita di coscienza
  • battito cardiaco molto rapido o drammaticamente rallentato
  • rapido aumento della temperatura corporea che raggiunge 40°C-41.11°C
  • sudorazione abbondante accompagnata da pelle fredda e umida (che potrebbe indicare la presenza di collasso da calore) o una marcata diminuzione della sudorazione accompagnata da pelle secca, calda e arrossata (che può indicare la presenza di un colpo di calore)
  • convulsioni
  • qualsiasi altro sintomo correlato al caldo che non sia possibile alleviare spostando la persona interessata all’ombra o in una zona provvista di aria condizionata e somministrandole liquidi e sali.

Trattamento

I crampi da calore possono essere solitamente alleviati evitando l’esposizione al caldo, stando a riposo, assumendo bevande moderatamente salate e consumando alimenti moderatamente salati. Un leggero massaggio o una pressione decisa ai muscoli affetti dai crampi, possono alleviare gli spasmi. Nei casi più gravi, il soggetto potrebbe necessitare della somministrazione di fluidi e sali per via endovenosa. Nel caso in cui i crampi da calore non scompaiano, è consigliabile consultare il medico.

In caso di collasso da calore e colpo di calore, la prima cosa da fare è chiedere aiuto. E’ fondamentale recarsi o chiamare il prima possibile il pronto soccorso. Poi, se possibile, è consigliabile idratare la persona interessata mediante somministrazione di liquidi. Attenzione: la somministrazione non deve essere forzata se il soggetto è in stato confusionale o svenuto.

Il trattamento primario in caso di collasso da calore consiste nel ripristino dei fluidi e dei sali persi. La persona interessata dovrebbe essere spostata in un ambiente fresco, fatta stendere o posizionata in modo che i piedi siano leggermente rialzati. Il soggetto colpito dovrebbe sorseggiare una bevanda fresca e leggermente salata, come per esempio una bevanda sportiva salata, un succo di pomodoro salato, brodo fresco (non freddo) o semplice acqua con l’aggiunta di sale (1 cucchiaino raso di sale per ogni litro circa di acqua).

Il colpo di calore di solito si sviluppa rapidamente e può causare danni cerebrali permanenti o decesso, se non viene trattato tempestivamente. Chiunque sia colpito da un colpo di calore necessita di attenzione medica immediata.

  • una volta chiamato il 118, spostare la persona interessata all’ombra, avvolgerla con un lenzuolo o indumenti bagnati o rimuovere i vestiti del soggetto e applicare sul suo corpo spugnature di acqua fresca fino all’arrivo dei soccorsi.
  • applicare un impacco di ghiaccio su inguine, collo o nella zona ascellare oppure ventilare il soggetto mediante il movimento di oggetti (per esempio, un ventaglio), l’impiego di un ventilatore elettrico o di un asciugacapelli impostato sull’emissione di aria fredda (non usare un phon che emette solo aria calda).
  • se possibile, utilizzare un termometro per monitorare la temperatura corporea del soggetto e interrompere i trattamenti di raffreddamento quando la temperatura si normalizza.
  • una volta in ospedale, al soggetto colpito da colpo di calore possono essere somministrati farmaci per via endovenosa atti a controllare le convulsioni o altre complicazioni. Possono essergli somministrati, sempre per via endovenosa, altri fluidi e sarà tenuto a riposo e monitorato per 24 ore o per alcuni giorni.

Fonti

  • The Red Cross
  • American Academy of Family Physicians

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