Che cos’è una dieta a basso residuo?


In presenza di una malattia infiammatoria intestinale (come il morbo di Crohn, la colite ulcerosa o la diverticolite), il medico può suggerire al paziente di seguire una dieta a basso residuo. Questo tipo di dieta prevede il consumo di alimenti più facilmente digeribili. Una dieta a basso residuo può ridurre i sintomi di una malattia infiammatoria intestinale, come diarrea e crampi allo stomaco, ma non cura la malattia.

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Che cos’è una dieta a basso residuo?

Una dieta a basso residuo è una dieta in cui viene limitato il consumo di fibre e altri alimenti che il paziente digerisce con maggiore difficoltà. Le fibre sono costituite da elementi vegetali che non possono essere digeriti completamente dal corpo. Gli alimenti ricchi di fibre includono pane integrale, cereali integrali, frutta secca, semi e frutta a crudo o essiccata.

Il termine “residuo” si riferisce ai cibi non digeriti, comprese le fibre, che costituiscono la materia fecale. L’infiammazione o il danneggiamento delle pareti intestinali, può comportare la compromissione della digestione e dell’assorbimento di sostanze nutritive e acqua (a seconda della zona colpita dalla malattia).

In alcune persone affette dal morbo di Crohn, l’intestino tenue può restringersi notevolmente. Lo scopo di una dieta a basso residuo è limitare il numero e le dimensioni dei movimenti intestinali quotidiani, riducendo in questo modo i sintomi dolorosi che caratterizzano una malattia infiammatoria intestinale, come crampi, diarrea, gonfiore e gas intestinale. Tuttavia, essa non influisce sull’infiammazione o sulla malattia stessa.

Una dieta a basso residuo/povera di fibre può essere raccomandata per un breve periodo di tempo durante le fasi di riacutizzazione della malattia o a seguito di un intervento chirurgico per favorire la fase di recupero. Tuttavia, non è da considerarsi come un piano alimentare generale per tutte le persone affette da malattia infiammatoria intestinale. Il medico o un nutrizionista possono aiutare il paziente a stilare un programma alimentare appropriato. Oltre ai cambiamenti alimentari, tali figure professionali possono anche raccomandare l’assunzione di integratori vitaminici.

Cosa è possibile mangiare?

Seguire una dieta a basso residuo/povera di fibre è in controtendenza con ciò che i nutrizionisti definiscono un modo sano di mangiare, poiché limita fortemente l’apporto di fibre e di altre sostanze nutritive importanti. Una dieta a basso residuo/povera di fibre di solito limita o evita il consumo di alimenti a base di cereali o frutta secca in quanto ricchi di fibre.

Ecco un elenco dei cibi che è possibile mangiare se si sta seguendo una dieta a basso residuo:

Cereali

  • pane bianco raffinato o arricchito e crackers semplici (senza semi)
  • cereali cotti, come farina, crema di frumento e grossa farina di granoturco
  • cereali freddi, come riso soffiato e corn flakes
  • riso bianco, tagliatelle e pasta raffinata

Frutta e verdura

La buccia e i semi di molti frutti e molte verdure sono ricchi di fibre, quindi sbucciarli e privarli dei semi è parte integrante di una dieta a basso residuo. E’ possibile consumare le seguenti verdure:

  • verdure fresche ben cotte o verdure in scatola senza semi, come punte di asparagi, barbabietole, fagiolini, carote, funghi, spinaci, zucca (senza semi).
  • patate cotte senza buccia
  • salsa di pomodoro (senza semi)

La frutta include:

  • banane mature
  • cantalupo (varietà di melone) morbido
  • mielata
  • frutta in scatola o cotta senza semi o senza buccia, come purea di mele o pere in scatola
  • avocado

dieta a basso residuo

Latte e latticini

E’ possibile consumare i latticini, ma con moderazione. Il latte non contiene fibre, ma in alcune persone che soffrono di intolleranza al lattosio può causare sintomi come diarrea e crampi. In alternativa, l’assunzione di integratori di lattasi o il consumo di prodotti privi di lattosio possono rappresentare buone opzioni.

Carni e proteine

E’ possibile consumare la maggior parte delle carni, inclusi manzo, agnello, pollo, pesce (senza lische) e maiale, purché siano magre, tenere e morbide. E’ possibile mangiare anche le uova.

Grassi, salse e condimenti

Possono essere utilizzati tutti i seguenti condimenti:

  • margarina, burro e oli
  • maionese e ketchup
  • panna acida
  • salsa di soia
  • condimenti per insalate e salse cremose
  • miele, melassa e gelatina chiara neutra

Dolci e snack

Pur seguendo una dieta a basso residuo, è possibile soddisfare la voglia di dolce. Ecco i dolci e gli snack permessi, sempre con moderazione:

  • torte e biscotti semplici (non elaborati)
  • gelatina, budini semplici, crema pasticciera e sorbetto
  • gelato e ghiaccioli
  • caramelle dure
  • pretzel (biscotto salato a forma di nodo o bastoncino)
  • wafer alla vaniglia

Bevande

All’interno di una dieta a basso residuo le bevande sicure includono:

  • caffè, tè e bevande gassate decaffeinati (la caffeina può irritare lo stomaco)
  • latte
  • succhi di frutta senza semi o polpa, come il succo di mela, il succo di arancia senza polpa e il succo di mirtilli
  • succo di verdura filtrato

Gli alimenti da evitare

All’interno di una dieta a basso residuo, gli alimenti o le bevande seguenti vengono generalmente evitati:

  • semi, frutta secca o noce di cocco, inclusi quelli che si trovano nel pane, nei cereali, nei dessert e nei dolciumi
  • prodotti integrali, inclusi pane integrale, cereali integrali, crackers integrali, pasta integrale, riso integrale e kasha (un porridge composto solitamente da grano saraceno)
  • frutta a crudo o essiccata, come prugne, frutti di bosco, uva passa, fichi e ananas
  • la maggior parte delle verdure a crudo
  • alcune verdure cotte, inclusi piselli, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavolo, mais (e pane di mais), cipolle, cavolfiore, patate con la buccia e fagioli al forno
  • fagioli, lenticchie o tofu. Carni dure con cartilagine e carni affumicate o salumi affumicati
  • formaggi con semi, frutta secca o frutta
  • burro di arachidi, marmellate, confetture o conserve
  • sottaceti, olive, crauti e rafano
  • popcorn
  • succhi di frutta fresca con polpa o semi, succo di prugna o nettare di pera

Opzioni pasto tipo per una dieta a basso residuo

Esistono molte opzioni pasto tra cui scegliere nell’ambito di una dieta a basso residuo. In effetti, è anche possibile acquistare libri di cucina specializzati in pasti a basso residuo. Per iniziare, proponiamo qui di seguito alcune opzioni:

Prima colazione

  • caffè decaffeinato con panna e zucchero
  • 1 tazza di succo di frutta, come succo di arancia senza polpa, succo di mela o succo di mirtilli
  • crema di frumento
  • uova strapazzate
  • cialde, toast alla francese (French toast) o pancakes
  • pane bianco tostato con margarina e gelatina di uva (senza semi)

Pranzo

  • pollo al forno, riso bianco, carote o fagiolini in scatola
  • insalata con pollo al forno, formaggio, condimento cremoso per insalata, panino bianco
  • patate al forno (senza buccia) con panna acida e burro o margarina
  • hamburger con panino bianco senza semi, ketchup e maionese (e lattuga, se quest’ultima non aggrava i sintomi)

Cena

  • arrosto di manzo tenero, riso bianco, carote o spinaci cotti, panino bianco con margarina o burro
  • pasta con burro o olio di oliva, pane francese, cocktail di frutta
  • pollo al forno, riso bianco o patate al forno senza buccia e fagiolini cotti
  • pesce alla griglia, riso bianco e fagiolini in scatola

Come trarre il massimo beneficio dalla dieta a basso residuo

Il paziente potrebbe scoprire che alcuni degli alimenti elencati nella sezione “alimenti da evitare” non causano alcun fastidio, mentre altri cibi presenti nella lista “cosa è possibile mangiare” possono causare disagio. Il cibo viene tollerato in modo diverso su base individuale. Per determinare gli alimenti adatti, è consigliabile tenere un diario alimentare per alcune settimane. Annotando ciò che si mangia e relativo effetto, è possibile formulare un piano alimentare adatto alle esigenze individuali.

Nel caso in cui si è soliti seguire una dieta sana che prevede il consumo di cereali integrali, frutta secca e frutta e verdura a cruda, passare ad una dieta a basso residuo può essere difficile. Ma se si è amanti di pane bianco e pasta, frutta e verdura in scatola, wafer alla vaniglia e crackers, seguire una dieta a basso residuo può essere facile e naturale. E’ bene comunque ricordare che una dieta a basso residuo non costituisce un modo sano di mangiare se seguita per un lungo periodo di tempo, poiché priva di molti nutrienti importanti. Se si soffre di una condizione che richiede di attenersi a questo tipo di dieta per lungo tempo, è consigliabile rivolgersi ad un dietista esperto in nutrizione per essere sicuri di assumere tutti i nutrienti necessari a preservare un buono stato di salute. Potrebbe essere necessaria l’assunzione di integratori di vitamine e minerali.

Referenze

  • Centro Medico dell’Università di Pittsburgh: “Low Residue/Low Fiber Diet”
  • National Institutes of Health: “Fiber-Restricted Diet”
  • Greenwich Hospital: “What is a Low Fiber/Low Residue Diet”
  • Women and Children’s Hospital of Buffalo: “Low Residue Diet”
  • Colitis Cookbook: “Diet for Ulcerative Colitis and Crohn’s Disease”
  • Crohn’s and Colitis Foundation of America: “Crohn’s Disease and Ulcerative Colitis: Diet and Nutrition”

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