Attenzione ai prodotti che favoriscono le scottature solari


Curiamo la nostra pelle nel miglior modo possibile, facendo attenzione a utilizzare una adeguata protezione solare, praticando una routine di pulizia quotidiana e applicando una crema idratante ogni giorno.

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Eppure esiste un aspetto altrettanto importante che spesso viene trascurato, ovvero controllare l’armadietto dei medicinali alla ricerca di quei prodotti che possono aumentare il rischio di sensibilità al sole.

I farmaci su prescrizione, gli antidolorifici da banco, i rimedi erboristici (come l’Erba di San Giovanni), i profumi, i prodotti esfolianti per la cura della pelle e anche alcune creme solari possono incrementare la sensibilità al sole. Anche alcuni alimenti possono comportare il medesimo effetto. Per esempio, il contatto con una scorza di lime può produrre una scottatura intensa, quindi meglio evitare di consumare a bordo piscina margaritas e vodka tonic.

Dolore a parte, una brutta scottatura o una eccessiva esposizione al sole aumentano il rischio di cancro della pelle. Lo stesso accade in caso di sensibilità al sole, una condizione che riguarda, nella maggior parte dei casi, le persone con carnagione chiara.

Una esposizione eccessiva alla luce del sole può anche invecchiare la pelle prematuramente, causando la comparsa di rughe e macchie scure, le cosiddette macchie senili.

Sensibilità al sole: cos’è?

La sensibilità al sole, denominata anche fotosensibilità, è una reazione la cui insorgenza è causata dall’esposizione ai raggi ultravioletti del sole. Una tipologia è la cosiddetta reazione fototossica, che si verifica quando la radiazione UV reagisce con un farmaco formando composti che danneggiano la pelle. I sintomi correlati a tale reazione sono simili a quelli che caratterizzano le scottature solari e compaiono entro pochi minuti o fino a diverse ore dopo l’esposizione, esclusivamente sulla pelle esposta al sole.

Meno comuni sono le reazioni fotoallergiche, che solitamente insorgono quando la luce UV modifica una sostanza applicata sulla pelle, causando una risposta immunitaria. Protuberanze, orticaria, vescicole o pustole rosse possono comparire anche 20 secondi dopo l’esposizione al sole, ma la loro comparsa è più frequente da 1 a 3 giorni dopo. L’irritazione cutanea insorge nelle zone esposte ma può estendersi ad altre parti.

La reazione dipende dall’individuo, dalla sostanza, dalla quantità assunta e dal lasso di tempo relativo all’esposizione ai raggi UV. Le persone con pelle chiara, considerate più sensibili al sole, sono maggiormente soggette alle reazioni fototossiche. Si ritiene che la melanina presente nelle pelli più scure, offra un certo grado di protezione. Anche gli individui con sistema immunitario compromesso, come i soggetti affetti da HIV, possono essere più inclini alla sensibilità al sole.

Gli effetti possono svanire rapidamente se sono stati causati da agenti fisici o chimici, rimuovendo lo strato esterno della pelle, mediante l’impiego di prodotti come scrub all’avena o peeling chimici. Ma gli effetti possono aggravarsi nel tempo se causati da un’allergia“, afferma Barbara R. Reed, MD, docente di dermatologia presso l’Università del Colorado Hospital di Denver.

E’ improbabile che esfoliare delicatamente la pelle possa rendere un individuo così sensibile al sole da non poter tollerare gli sport all’aperto, ma Accutane e altri farmaci possono sicuramente comportare questo effetto“, afferma Rachel Herschenfeld, MD, dermatologa di Wellesley (Stati Uniti).

I farmaci che causano reazioni fototossiche possono aumentare la sensibilità al sole se assunti o applicati a dosi più elevate“, afferma Herschenfeld. Il farmaco doxiciclina, per esempio, può essere somministrato a dosi basse di circa 40 milligrammi al giorno per trattare l’acne, oppure a dosi elevate di 100-200 milligrammi al giorno. “Gli individui che assumono la dose più bassa di notte sperimenteranno il picco dei livelli ematici del farmaco di notte, quando non sono a rischio di esposizione al sole. Questo riduce il rischio di fotosensibilità“, prosegue Herschenfeld.

prodotti e scottature solari

Come è possibile sapere se si è sensibili al sole? I segni includono lo scottarsi con maggiore facilità rispetto al passato o notare l’insorgenza di eruzioni cutanee, protuberanze, prurito o cambiamenti nella pigmentazione dopo essersi esposti alla luce solare.

Se uscite all’aperto solo per un breve lasso di tempo e in seguito percepite sulla pelle una sensazione di bruciore o pizzicore, è il caso di porsi qualche dubbio“, afferma Roger Ceilley, MD, docente di dermatologia presso l’Università dell’Iowa.

In presenza di sintomi che destano preoccupazione, è consigliabile recarsi dal medico per controllare le etichette dei medicinali. Il medico può diagnosticare la sensibilità al sole in base all’aspetto della pelle e all’esposizione a sostanze che causano fotosensibilità. Occasionalmente il medico può eseguire un patch test per confermare la reazione fotoallergica.

I prodotti a cui fare attenzione

Per scoprire se si sta assumendo un farmaco che incrementa la sensibilità al sole, è consigliabile leggere il foglietto informativo presente nella confezione del farmaco“, consiglia Dennis Bryan di Chicago, consulente media per l’Associazione Americana Farmacisti. E’ consigliabile, inoltre, chiedere al medico o al farmacista se i medicinali che si stanno assumendo potrebbero causare sensibilità al sole.

Ecco una lista di farmaci, alimenti, profumi e prodotti per la cura della pelle comuni correlati a vari gradi di sensibilità al sole.

Trattamenti per l’acne: creme e astringenti con perossido di benzoile. Farmaci su prescrizione inclusi Accutane, doxiciclina (un antibiotico) e Soriatane.

Antistaminici: Benadryl e altri prodotti con difenidramina.

Antibiotici: tetracicline, tra cui Sumycin, Tetracyn e Vibramycin (doxiciclina). Sulfamidici inclusi Bactrim e Septra. Chinoloni, inclusi Cipro e Levaquin.

Antimicotici: griseofulvina, tra cui Grifulvin V, Fulvicin P/G e Gris-PEG.

Antinfiammatori: antidolorofici antinfiammatori non steroidei su prescrizione e da banco, tra cui Celebrex, naprossene (Aleve) e ibuprofene (Motrin, Advil).

Farmaci chemioterapici: imatinib e dasatinib.

Trattamenti cosmetici: microdermoabrasione, peeling chimici, trattamenti laser, scrub esfolianti per il viso.

Diabete: sulfoniluree compresi Diabinese (clorpropamide) e gliburide (Micronase, DiaBeta, Glynase).

Diuretici: idroclorotiazide, utilizzato per trattare l’ipertensione. Lasix (furosemide). I farmaci combinati con idroclorotiazide comprendono Dyazide, Hyzaar, Maxide e Zestoretic.

Alimenti: sedano, agrumi (come la scorza di lime), aneto, finocchio, prezzemolo, pastinaca e dolcificanti artificiali.

Farmaci per il cuore: amiodarone (Cordarone), nifedipina (Procardia), chinidina (Quinaglute e Quinidex) e diltiazem (Cardize, Dilacor e Tiazac).

Rimedi a base di erbe: dong quai, erba di San Giovanni

Profumi: lavanda, cedro, olio di bergamotto, legno di sandalo, rosa bengala, muschio, 6-metilcumarina.

Farmaci psichiatrici: antidepressivi triciclici come Norpramin e Tofranil; il farmaco antipsicotico clorpromazina (Thorazine).

Prodotti per la cura della pelle: controllare la presenza di ingredienti quali alfa-idrossiacidi (AHA), beta-idrossiacidi (BHA), acido salicilico, acidi glicolici, Retin-A e idrocortisone.

Protezione solare: benzofenoni, dibenzoilmetano, ossibenzone, cicloesanolo, salicilati, cinnamato e PABA (para-aminobenzoico).

Sensibilità al sole: come proteggere la pelle

In caso di sensibilità al sole, il modo migliore per proteggere la pelle è quello di evitare l’esposizione, affermano i dermatologi. Ciò significa astenersi dall’abbronzatura artificiale e dal sdraiarsi in spiaggia, anche con protezione solare.

Qualora non fosse possibile evitare l’esposizione al sole, è consigliabile utilizzare una protezione solare con un SPF pari almeno a 15. In caso di carnagione chiara o di elevata sensibilità al sole, è bene optare per un fattore di protezione solare più alto pari a 30 o superiore. Per una copertura adeguata, è consigliabile applicare almeno 30 grammi circa di prodotto 20 o 30 minuti prima di uscire all’aperto e riapplicare il prodotto ogni 2 ore o dopo aver nuotato o sudato abbondantemente. E’ bene ricordare che alcuni raggi ultravioletti dannosi sono in grado di penetrare il vetro di fineste e finestrini, ciò significa che esiste la possibilità di scottarsi mentre si è alla guida o all’interno della propria abitazione, se esposti direttamente alla luce solare.

Non sapete quale protezione solare acquistare? L’American Academy of Dermatology raccomanda di scegliere una protezione solare ad ampio spettro contro i raggi UVA e UVB. “La classificazione SPF misura l’efficacia del prodotto contro i raggi UVB, che danneggiano lo strato esterno della pelle e causano scottature. I raggi UVA penetrano lo strato intermedio della pelle e presentano maggiori probabilità di causare reazioni correlate alla sensibilità al sole farmaco-indotte“, afferma Herschenfeld.

Controllate la lista degli ingredienti affinché possano garantire una buona protezione contro i raggi UV. L’American Academy of Dermatology raccomanda di optare per ingredienti come ecamsule (Mxoryl SX), biossido di titano, ossido di zinco e avobenzone.

Oltre alle creme solari, per evitare i danni del sole i dermatologi suggeriscono quanto segue: evitare l’esposizione alla luce solare dalle 10.00 alle 16.00, quando i raggi ultravioletti sono più forti, indossare un cappello a tesa larga e occhiali da sole, indossare camicie a maniche lunghe e pantaloni e restare all’ombra.

In caso di insorgenza di una reazione, il trattamento di solito consiste nell’applicare impacchi freddi e corticosteroidi sulla pelle. Il medico può consigliare di evitare l’esposizione al sole o ad una sostanza irritante (causa della reazione), variare il farmaco assunto oppure, nei casi più gravi, prescrivere corticosteroidi.

Fonti

  • American Cancer Society: “Cancer Facts & amp, Figures 2008”
  • American Academy of Dermatology: “The Sun & amp, Your Skin”
  • FDA: “Chemical Photosensitivity: Another Reason to be Careful in the Sun”, “UV Radiation”, “Beta Hydroxy Acids in Cosmetics”
  • eMedicine: “Drug-Induced Photosensitivity”
  • Vassileva S., Archives of Internal Medicine, 12 ottobre 1998, volume 158, pagine 1993-2000
  • MedicineNet.com: “Sun-Sensitive Drugs”

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