Argento colloidale: cosa ne pensa la medicina?


L’argento colloidale consiste di minuscole particelle di argento sospese in una soluzione liquida. Le prove scientifiche non supportano l’impiego dell’argento colloidale per trattare qualsiasi tipo di malattia e l’assunzione di tale sostanza può causare gravi ed irreversibili effetti collaterali.

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I prodotti a base di argento colloidale vengono spesso commercializzati come integratori alimentari e pubblicizzati con slogan correlati a benefici per la salute non comprovati. Questo articolo fornisce una panoramica generale sull’argento colloidale.

Punti chiave

  • L’argento colloidale non è sicuro o efficace per il trattamento di qualsiasi malattia o condizione.
  • L’argento colloidale può causare gravi effetti collaterali. Il più comune è l’argiria, ovvero una colorazione blu-grigiastra della pelle, che solitamente non è curabile o reversibile.
  • La FDA e la Federal Trade Commission hanno preso provvedimenti nei confronti di un certo numero di aziende (incluse alcune aziende che vendono prodotti via internet) per aver promosso prodotti a base di argento colloidale come farmaci.
  • E’ consigliabile informare sempre il medico circa eventuali pratiche sanitarie complementari che si è deciso di seguire. E’ consigliabile fornire al medico un quadro completo di ciò che si è deciso di fare per gestire la propria salute. Questo sarà di aiuto nell’assicurare al paziente una cura coordinata e sicura.

Informazioni di base

L’argento è un elemento metallico. Gli individui sono esposti all’argento, solitamente in piccole quantità, attraverso l’aria, l’acqua e il cibo, e in talune attività, come la produzione di gioielli, la saldatura o la fotografia.

Nel 1999, la FDA ha proibito la vendita di farmaci da banco contenenti argento colloidale o sali di argento poiché non ne è stata dimostrata la sicurezza e l’efficacia. Tuttavia, i prodotti a base di argento colloidale vengono ancora venduti come integratori alimentari o rimedi omeopatici. I consumatori dovrebbero essere consapevoli che, a differenza di alcuni rimedi omeopatici che vengono diluiti a tal punto che nessuna delle sostanze originali è presente, alcuni prodotti a base di argento colloidale commercializzati come omeopatici possono non essere estremamente diluiti.

Alcuni farmaci su prescrizione contenenti argento sono ancora in uso, ad esempio la sulfadiazina d’argento viene utilizzata per trattare le ustioni. Tuttavia, i pochi farmaci su prescrizione contenenti argento sono tutti ad uso topico.

argento colloidale

Prove scientifiche

Le revisioni condotte sulla letteratura scientifica in merito all’argento colloidale hanno concluso che:

  • L’argento non ha alcuna funzione nota nel corpo.
  • L’argento non è un minerale nutrizionalmente essenziale o una panacea e non dovrebbe essere promosso in quanto tale.
  • Le affermazioni sostenenti l’eventuale presenza di una “carenza” di argento e che tale carenza possa comportare l’insorgere di malattie sono infondate.
  • Le affermazioni circa l’efficacia dell’argento colloidale per trattare numerose malattie non sono supportate scientificamente.
  • L’argento colloidale può comportare gravi effetti collaterali.

Effetti collaterali e rischi

L’argento si accumula nei tessuti del corpo. Tale accumulo può comportare un effetto collaterale noto con il nome di argiria, ovvero una colorazione grigiastra o bluastra della cute, della congiuntiva (la membrana trasparente che ricopre la parte bianca dell’occhio), delle unghie e delle gengive. Nel 2009, la FDA ha emesso un avvertimento per i consumatori in merito al rischio di argiria associato all’assunzione di integratori alimentari contenenti argento, incluso l’argento colloidale.

L’argiria di solito è permanente e può causare il cambiamento della colorazione di porzioni estese del corpo, specie quelle esposte al sole. I tentativi di porre rimedio a tale variazione di colore non hanno avuto solitamente successo, salvo nei casi in cui solo piccole zone della cute necessitavano di essere trattate. I casi di argiria si sono verificati nei soggetti che avevano assunto liquidi a base di argento colloidale fatti in casa o negli individui che avevano assunto prodotti commerciali a base di argento colloidale.

Sebbene l’argiria sia l’effetto collaterale più comune derivante dall’assunzione di argento colloidale, sono stati segnalati alcuni casi dove l’impiego di argento colloidale può aver causato problemi a reni, fegato o al sistema nervoso. L’argento colloidale può interferire con l’assorbimento da parte del corpo di alcuni farmaci, come alcuni antibiotici, tiroxina (impiegata per trattare i disturbi della tiroide) e penicillamina (impiegata per trattare condizioni quali l’artrite reumatoide e l’avvelenamento da metalli).

Se state pensando di assumere argento colloidale…

  • Non esistono prove scientifiche circa l’efficacia dell’argento colloidale ed esiste il rischio di gravi effetti collaterali.
  • La FDA non considera l’argento colloidale sicuro o efficace per trattare qualsiasi tipo di malattia o condizione e ha emesso un avviso in merito alla sua sicurezza.
  • I prodotti o le pratiche complementari che non sono stati dimostrati come sicuri ed efficaci, come nel caso dell’argento colloidale, non dovrebbero mai essere utilizzati come sostitutivi di una cura medica convenzionale o come motivo per rimandare un consulto medico circa un problema di salute.
  • E’ consigliabile informare sempre il medico circa qualsiasi tipo di pratica complementare che si è deciso di adottare per la salute. E’ consigliabile fornire al medico un quadro completo di tutto ciò che si è deciso di fare per gestire la propria salute. Questo sarà di aiuto nell’assicurare al paziente una cura coordinata e sicura.

Referenze

  • Agency for Toxic Substances and Disease Registry: “ToxFAQs for Silver”, 8 gennaio 2012
  • Brandt D, Park B, Hoang M, et al. “Argyria secondary to ingestion of homemade silver solution”, Journal of the American Academy of Dermatology, 2005, 53 (2 suppl 1): S105-107
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  • Consumer advisory: dietary supplements containing silver may cause permanent discoloration of skin and mucous membranes (argyria). U.S. Food and Drug Administration web site. 18 gennaio 2012
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