Flatulenza: cause, sintomi, diagnosi e trattamento - Oldeconomy

Flatulenza: cause, sintomi, diagnosi e trattamento




La flatulenza è una condizione caratterizzata da un'eccessiva sintesi di gas a livello gastrointestinale. Ciò può comportare una sgradevole sensazione di gonfiore addominale, nonché una maggiore eruttazione o un'abnorme emissione di gas dal retto.

La flatulenza non è una condizione pericolosa per la vita dell'individuo, ma può causare imbarazzo sociale. Tale imbarazzo è spesso il motivo per cui chi ne soffre ricerca l'aiuto del medico.

La storia presenta numerosi aneddoti inerenti la flatulenza, incluso Ippocrate che professava: "L'emissione di gas è necessaria per il benessere dell'individuo". L'imperatore romano Claudio decretò: "a tutti i cittadini romani è permesso emettere gas quando necessario". Nella metà del 1800 la flatulenza divenne protagonista grazie all'intrattenitore francese Joseph Pugol ("Le Petomane"). Egli era in grado di controllare l'emissione di gas riproducendo canzoni nel corso di spettacoli di successo presso il Moulin Rouge. Più recentemente, la flatulenza è stata immortalata da Mel Brooks nel film "Blazing Saddles" con i suoi cowboys mangia-fagioli.

Aneddoti storici a parte, la preoccupazione di un individuo in caso di flatulenza non è da considerarsi come oggetto di scherno. Si tratta di una preoccupazione di carattere medico per la quale è bene consultare una figura professionale.

  • I componenti primari del gas intestinale (noto come flato) sono cinque gas inodori: azoto, idrogeno, anidride carbonica, metano e ossigeno.
  • Il caratteristico odore maleodorante viene attribuito a gas come scatolo, indolo e a composti contenenti zolfo.
  • Il carattere infiammabile del flato è causato dall'idrogeno e dal metano. Le proporzioni di questi gas dipendono in larga misura dai batteri che vivono nel colon umano, che digeriscono o fermentano il cibo che non è stato assorbito dal tratto gastrointestinale prima di raggiungere il colon.
  • Si stima che ogni giorno circa 30-150 grammi di questo cibo non digerito raggiunge il colon sotto forma di carboidrati. Ma tale quantità può variare a seconda del tipo di alimentazione e del buon funzionamento o meno del tratto gastrointestinale.

 

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Flatulenza: le cause

L'eccesso di gas nel tratto digestivo (esofago, stomaco, intestino tenue e colon/intestino crasso) può derivare da due fonti: 1) aumentata assunzione di gas derivante, per esempio, dall'ingestione di aria; 2) maggiore produzione di gas derivante dalla scissione di determinati alimenti non digeriti da parte di batteri innocui presenti normalmente nel colon.

Ingestione di aria (aerofagia): può verificarsi a causa di una impropria deglutizione mentre si mangia o di una inconsapevole ingestione di aria.

  • Le attività che possono causare ingestione di aria includono: bere rapidamente, masticare chewing gum, impiego di prodotti a base di tabacco, succhiare caramelle dure, bere bevande gassate, iperventilazione e protesi dentarie allentate.
  • La maggior parte delle persone erutta per espellere l'aria in eccesso ingerita. Il gas rimanente si sposta nell'intestino tenue. L'aria, successivamente, arriva all'intestino crasso dove viene rilasciata attraverso il retto.
  • L'analisi del gas può contribuire a determinare se esso è causato da aerofagia (principalmente azoto, ma anche ossigeno e anidride carbonica) o dalla produzione del tratto gastrointestinale (principalmente monossido di carbonio, idrogeno e metano).

Scissione degli alimenti non digeriti: se il corpo non digerisce e assorbe alcuni carboidrati (per esempio, zuccheri, amidi e fibre presenti in molti alimenti) nell'intestino tenue a causa della carenza o assenza di determinati enzimi ivi presenti, il cibo non digerito passa dall'intestino tenue all'intestino crasso, dove normali batteri innocui scompongono il cibo, producendo idrogeno, anidride carbonica e, in circa un terzo degli individui, metano. Alla fine questi gas fuoriescono attraverso il retto.

  • Gli alimenti che producono gas in una persona possono non avere il medesimo effetto per un'altra. Alcuni batteri comuni presenti nell'intestino crasso possono distruggere l'idrogeno prodotto dagli altri batteri. L'equilibrio dei due tipi di batteri può spiegare perché alcune persone presentano una quantità maggiore di gas rispetto ad altre.
  • La maggior parte dei cibi contenenti carboidrati può causare gas. Al contrario, grassi e proteine causano poco gas. I seguenti alimenti comuni e i loro componenti naturali possono creare gas:
    • Fagioli: i fagioli contengono elevate quantità di zuccheri complessi noti come raffinosio. Piccole quantità sono presenti anche nel cavolo, nei cavolini di Bruxelles, nei broccoli, negli asparagi, in altri vegetali e nei cereali integrali.
    • Amidi: la maggior parte degli amidi (patate, mais, pasta e frumento) producono gas quando vengono scissi nell'intestino crasso. Il riso è l'unico amido che non causa gas.
    • Cipolle: lo zucchero conosciuto come fruttosio si trova allo stato naturale nelle cipolle, nei carciofi, nelle pere e nel grano. Viene anche utilizzato come dolcificante in alcune bevande analcoliche e nelle bibite a base di frutta.
    • Birra scura e vino rosso
    • Sorbitolo: questo zucchero si trova allo stato naturale nella frutta, tra cui mele, pere, pesche e prugne. Viene anche utilizzato come dolcificante artificiale nelle gomme da masticare e nelle caramelle senza zucchero e in altri prodotti dietetici.
    • Fibre: molti alimenti contengono fibre solubili e insolubili. Le fibre solubili si disciolgono facilmente nell'acqua trasformandosi in una sostanza gelatinosa negli intestini. Le fibre solubili sono presenti nella crusca, nei fagioli, nei piselli e nella maggior parte della frutta e non vengono scisse finché non raggiungono l'intestino crasso, dove la digestione causa gas. Le fibre insolubili, invece, passano sostanzialmente invariate attraverso gli intestini e producono poco gas. La crusca di frumento e alcune verdure contengono questo tipo di fibre.

Carenza di lattasi: una delle altre fonti maggiori di flatulenza è la carenza di lattasi, che si traduce in una minore capacità di digerire il lattosio, uno zucchero naturale presente nel latte e in altri prodotti caseari, come formaggio e gelato, e in alcuni alimenti lavorati come pane, cereali e condimenti per insalate. Tale flatulenza è spesso associata a diarrea e crampi, ma può essere caratterizzata solo da gas. Molte persone normalmente presentano bassi livelli dell'enzima lattasi dopo l'infanzia, necessario per digerire il lattosio. Inoltre, con l'avanzare dell'età, i livelli degli enzimi diminuiscono. Di conseguenza, col tempo le persone possono sperimentare un aumento della quantità di gas dopo aver consumato alimenti contenenti lattosio.

Altri problemi: alcune condizioni possono comportare una scarsa capacità di assorbimento di altri cibi nel tratto gastrointestinale, favorendo una maggiore attività batterica.

  • La sindrome da malassorbimento può essere il risultato della diminuzione della produzione di enzimi da parte del pancreas o di problemi a carico della colecisti o del rivestimento dell'intestino.
  • Se il transito attraverso il colon viene per qualsiasi motivo rallentato, le probabilità che i batteri fermentino il materiale residuo sono maggiori. Se una persona soffre di costipazione o presenta una ridotta funzionalità intestinale, qualsiasi sia il motivo, la flatulenza può presentarsi come conseguenza.
  • Eventuali alterazioni delle abitudini intestinali possono essere la conseguenza di quanto segue:
    • dieta povera di fibre
    • parassiti
    • malattie infiammatorie intestinali
    • ostruzione intestinale (incluso il cancro)
    • diverticolosi o diverticolite
    • disfunzione tiroidea
    • assunzione di narcotici e altre sostanze

Flatulenza: i sintomi

I sintomi della flatulenza sono: maggiore emissione di gas, gonfiore e dolore addominale ed eruttazione. L'imbarazzo può essere causato dalla maggiore emissione di flato o dallo sgradevole odore che esso spesso provoca.

Gas: ogni individuo emette normalmente gas ogni giorno. Una certa quantità di gas è sempre presente nel tratto gastrointestinale, principalmente nello stomaco e nel colon. In media, una persona emette gas circa 10 volte al giorno, e fino a 20-25 volte viene considerato normale. Oltre può essere eccessivo.

Eruttazione: l'eruttazione occasionale durante o dopo i pasti è normale e rilascia gas quando lo stomaco è pieno di cibo. Ma se una persona erutta frequentemente, potrebbe essere indice di una eccessiva ingestione di aria che viene rilasciata prima di entrare nello stomaco. Alcune persone ingeriscono aria per favorire l'eruttazione, ritenendo che questo possa arrecare sollievo al loro disagio. Tale pratica, in realtà, può trasformarsi in una fastidiosa abitudine. L'eruttazione può essere segno di un più grave disturbo a carico del tratto gastrointestinale superiore, come ulcera peptica, reflusso gastroesofageo o gastroparesi.

Gonfiore addominale: molte persone credono che la presenza eccessiva di gas causi gonfiore addominale. Tuttavia, le persone che lamentano la presenza di gonfiore dovuta a gas, spesso presentano quantità normali di gas. Esse, in realtà, possono essere insolitamente consapevoli della presenza di gas nel tratto digestivo. Una dieta a base di alimenti grassi può ritardare lo svuotamento dello stomaco e causare gonfiore e disagio, ma non necessariamente la formazione eccessiva di gas. Alcune condizioni possono causare gonfiore, come la sindrome dell'intestino irritabile, il morbo di Crohn o il cancro del colon. Le persone con tessuto cicatriziale (aderenze) dovuto a operazioni addominali o ad ernie interne, possono sperimentare una sensazione di gonfiore a causa della maggiore sensibilità al gas.

Dolore addominale e disagio: alcune persone sentono dolore quando il gas è presente nell'intestino. Quando il dolore si presenta sul lato sinistro del colon, può essere confuso con una malattia cardiaca. Quando il dolore è sul lato destro del colon, può essere simile a quello sperimentato in caso di calcoli biliari o appendicite.

Flatulenza: quando rivolgersi al medico

E' consigliabile rivolgersi al medico qualora si presentino sintomi che vanno ben oltre un semplice eccesso di flatulenza, come:

  • forti crampi addominali
  • cambiamento delle abitudini intestinali
  • diarrea
  • costipazione
  • presenza di sangue nelle feci
  • febbre
  • nausea
  • vomito
  • dolore e gonfiore addominale, specie nella parte inferiore destra dell'addome

Flatulenza: la diagnosi

Il medico può decidere di esaminare ciò che il paziente mangia abitualmente e i sintomi conseguenti. E' possibile tenere un diario alimentare (dove annotare ciò che si mangia e si beve) per un determinato periodo di tempo e annotare l'emissione di gas giornaliera. Un attento riesame della dieta e della quantità di gas emesso può contribuire a correlare alimenti specifici ai sintomi e a determinare la gravità del problema.

I test preliminari, se necessari, includeranno la misurazione della quantità di idrogeno presente nel respiro del paziente dopo aver consumato alimenti sospetti. Poiché i batteri sono in gran parte responsabili della produzione di idrogeno, un verificato incremento dell'idrogeno esalato nel corso del test respiratorio, suggerirà la presenza di un'intolleranza alimentare, in cui i batteri fermentano il cibo non digerito producendo una quantità eccessiva di gas. Quando il paziente consuma un alimento considerato fonte del problema, il test respiratorio mostrerà un eventuale aumento del livello di idrogeno in meno di due ore.

Un altro possibile test è l'analisi del flato, atta ad esaminare il contenuto del gas. Tale procedura dovrebbe contribuire a differenziare il gas prodotto ingerendo aria dal gas prodotto nel tratto gastrointestinale.

Se questi test non dovessero dar luogo alla formulazione di una diagnosi, potrebbe essere necessario effettuare ulteriori test al fine di escludere patologie più gravi, come diabete, cancro, malassorbimento, cirrosi epatica, scarsa funzionalità tiroidea e infezione.

Qualora un paziente presenti dolore addominale o addome gonfio, il medico potrà decidere di effettuare una radiografia per verificare l'eventuale presenza di ostruzione o perforazione intestinale. La radiografia può essere effettuata anche dopo aver somministrato al paziente un apposito colorante atto a mostrare il tratto gastrointestinale, che potrà essere seguita da una visione interna del colon mediante colonscopia, qualora vengano rilevati problemi.

Nel caso in cui si sospetti che la causa del problema sia una eventuale carenza di lattasi, il medico potrà suggerire al paziente di evitare il consumo di prodotti lattiero-caseari per un periodo di tempo. Un esame del sangue o un test respiratorio potranno essere impiegati per diagnosticare una eventuale intolleranza al lattosio.

Flatulenza: cosa fare a casa

La flatulenza è spesso correlata al tipo di alimentazione e talvolta alle abitudini che causano l'ingestione di aria. E' consigliabile iniziare con l'eliminare dalla dieta gli alimenti identificati come fonte del problema. Per molte persone, questa procedura richiede più tentativi:

  • Questa operazione può richiedere un'attenta osservazione al fine di identificare quali cibi causino l'incremento di gas. Quindi, è consigliabile tenere un diario alimentare e annotare l'emissione eccessiva di gas. Può essere eliminato qualsiasi alimento che favorisce la produzione di gas (uno alla volta), fino a quando la persona non sperimenta sollievo. Il sorbitolo e il fruttosio sono cibi "colpevoli" comuni, quindi è possibile provare ad eliminarli per primi.
  • Se questo metodo non dovesse funzionare, un approccio più restrittivo consiste nell'iniziare con un numero molto limitato di alimenti sicuri e aggiungere un cibo nuovo per volta ogni 48 ore, al fine di identificare quale alimento o quali gruppi di alimenti causano il problema. Nel momento in cui viene scoperto l'alimento, la persona interessata può evitare di mangiarlo.
  • Se si sospetta che l'intolleranza al lattosio sia la causa del problema, è consigliabile evitare di consumare latticini per 10-14 giorni al fine di valutare l'effetto conseguente sulla flatulenza sperimentata dal paziente (è bene tenere un diario alimentare). L'enzima lattasi, che favorisce la digestione del lattosio, è disponibile in forma liquida e sotto forma di compresse senza prescrizione medica (Lactaid, Lactrase, Dairy Ease). E' consigliabile aggiungere qualche goccia di lattasi liquido al latte prima di berlo oppure masticare le compresse di lattasi poco prima di mangiare, al fine di favorire la digestione degli alimenti che contengono lattosio. Inoltre, sono disponibili nei supermercati latte e prodotti a ridotto contenuto di lattosio.
  • Se l'odore sgradevole costituisce motivo di preoccupazione, è possibile optare per indumenti intimi provvisti di apposito filtro.
  • Se l'eruttazione costituisce un problema, è consigliabile evitare i comportamenti che possono causare l'ingestione di aria, come le gomme da masticare o mangiare caramelle dure. E' bene mangiare lentamente e assicurarsi che eventuali protesi dentarie siano ben fissate.
  • In generale, è consigliabile evitare di mangiare quantità eccessive di cibo poiché questo contribuisce alla flatulenza nonché all'obesità. E' bene inoltre limitare il consumo di alimenti ricchi di grassi al fine di ridurre gonfiore e disagio. Lo stomaco si svuoterà con maggiore rapidità, permettendo ai gas di muoversi verso l'intestino tenue.

Flatulenza: trattamento medico

L'obiettivo del trattamento della flatulenza è di ridurre il gas e l'odore sgradevole. L'intervento medico include il trattamento con antibiotici nel caso in cui si sospetti la proliferazione batterica nel tratto gastrointestinale o qualora via sia l'evidenza di una infezione parassitaria.

  • Alcuni studi promettenti hanno esaminato la possibilità di introdurre ceppi di batteri inoffensivi al fine di eliminare i batteri fonte del problema. Tuttavia, al momento non esistono trattamenti disponibili che siano stati comprovati.
  • La regolazione della funzionalità intestinale è essenziale. La costipazione dovrebbe essere trattata consumando una maggiore quantità di fibre alimentari o tramite l'impiego di determinati lassativi (è consigliabile chiedere sempre il parere del medico).
  • Nei casi in cui l'ansia provochi l'ingestione di aria, il medico potrà suggerire al paziente di rivolgersi ad una figura professionale atta a trattare questo tipo di problematiche al fine di cambiare le abitudini comportamentali causa del problema.

 

Referenze

  • eMedicineHealth: "Flatulence (Gas)"
  • MedscapeReference: "Lactose Intolerance"




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