Emicrania: cause, sintomi, diagnosi e trattamento


L’emicrania è un mal di testa caratterizzato da dolore pulsante solitamente più intenso a un lato della testa. L’intensità del dolore spesso è talmente elevata da interferire con il normale svolgimento delle attività quotidiane e può durare da un minimo di 4 ore ad un massimo di 3 giorni, se non trattata. Alcuni alimenti, lo stress e gli ormoni sono tra le cause scatenanti.

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I sintomi

In genere, si presenta un dolore lancinante a un lato della testa, più esattamente nella zona limitrofa a tempie, fronte e occhi. L’emicrania può rendere l’individuo molto sensibile a luce, suoni o sforzi di lieve entità, come ad esempio salire le scale. Molte persone sperimentano nausea, vomito o problemi alla vista. Il dolore può essere invalidante e costringere chi ne soffre a non recarsi sul posto di lavoro o a non riuscire a svolgere altre attività.

Emicrania con aura

Circa il 20% delle persone che soffrono di emicrania presentano un’aura 20 minuti o 1 ora prima dell’insorgere del dolore. In questi casi, è possibile che l’individuo veda luci lampeggianti, linee ondulate, puntini oppure che presenti una visione sfocata o con punti ciechi. Queste vengono chiamate “emicranie classiche”.

I segni a cui fare attenzione

Alcune persone, prima dell’insorgere dell’emicrania, possono sperimentare cambiamenti di umore. Possono diventare più suscettibili, irritabili o depresse. Altri individui possono percepire una sensazione particolare, come un odore o un sapore strani. Ci si sente più affaticati, si sbadiglia di frequente o si sperimenta tensione muscolare. Circa 1 persona su 4 sperimenta questa fase prodromica, che può verificarsi anche 24 ore prima della comparsa del mal di testa.

 

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Le cause

La causa esatta dell’emicrania non è ancora del tutto chiara, ma si ritiene che il problema sia di natura neurologica (relativo al sistema nervoso). Si pensa siano coinvolte le sostanze chimiche presenti nel cervello, i vasi sanguigni e i nervi cerebrali.

Luci lampeggianti – L’emicrania può essere provocata da alcune cause specifiche, come luci tremolanti o lampeggianti. Per esempio, il riflesso della luce sulla neve o sull’acqua, la luce delle lampade fluorescenti, della televisione o dei film. Può essere di aiuto indossare occhiali da sole polarizzati quando si è all’aperto e utilizzare lampadine fluorescenti a luce diurna a spettro completo in ambienti chiusi.

Ansia e stress – Lo stress emotivo è una causa comune di emicrania. Sebbene sia impossibile evitare completamente lo stress, le tecniche di rilassamento possono essere di grande aiuto nel contrastarlo. Alcune persone ritengono che visualizzare a livello mentale una situazione che infonde pace e tranquillità o ascoltare la propria musica preferita possa essere di aiuto.

Carenza di cibo o di sonno – E’ di fondamentale importanza che le persone soggette all’emicrania seguano uno schema regolare per quanto riguarda pasti e sonno. Saltare i pasti può causare un abbassamento dei livelli di zuccheri nel sangue e provocare quindi l’emicrania. Consumare una quantità eccessiva di zuccheri causa un picco seguito poco dopo da un crollo degli zuccheri nel sangue. E’ consigliabile bere acqua regolarmente durante il corso della giornata per evitare la disidratazione e dormire almeno 6-8 ore per notte.

Cambiamenti ormonali – Per molte donne, l’emicrania è strettamente legata al ciclo mestruale. Può verificarsi sia qualche giorno prima che durante il periodo mestruale a causa dell’abbassamento dei livelli di estrogeni. Alcune donne possono trarre beneficio dall’assunzione di farmaci antinfiammatori, prima che il mal di testa abbia inizio, o di soluzioni ormonali anticoncezionali come pillole, cerotti o anelli. Altre, invece, potrebbero non trarne alcun giovamento o presentare un peggioramento dell’emicrania stessa.

Alimenti – Chi soffre di emicrania spesso riferisce che alcuni alimenti sono la causa scatenante del problema. Tali cibi includono il glutammato monosodico (MSG), vino rosso, formaggio, salsa di soia e carni lavorate. Tuttavia, gli studi scientifici non hanno determinato nessun alimento particolare come causa scatenante di emicrania.

Tiramina – Gli alimenti stagionati, fermentati e conservati presentano livelli più elevati di tiramina, una sostanza creata dalla scissione della tirosina. La tiramina può provocare la costrizione e la conseguente dilatazione dei vasi sanguigni e può essere la causa di alcune emicranie. Alcuni esperti consigliano di limitare il consumo di cibi fermentati o stagionati, come il formaggio, la salsa di soia, i sottaceti e i peperoni.

Caffeina – Se combinata all’assunzione di alcuni farmaci atti a trattare il dolore, la caffeina può contribuire a dare sollievo. La maggior parte delle persone che soffrono di emicrania possono bere 1 o 2 tazzine di caffè al giorno senza nessun problema. Tuttavia, il consumo eccessivo di caffeina può causare la comparsa di mal di testa quando l’effetto stimolante di questa sostanza svanisce.

Tenere una sorta di diario dove annotare quando si presenta l’emicrania, i campanelli di allarme (ovvero la fase prodromica), la causa e la gravità, può essere di aiuto nell’identificare le cause scatenanti. Scoprendo le cause individuali, sarà possibile evitare mal di testa futuri.

Chi soffre di emicrania?

Le donne presentano probabilità 3 volte maggiori di soffrire di emicrania rispetto agli uomini. Nel caso in cui in famiglia un parente stretto soffra di emicrania, la probabilità di soffrire di emicrania è maggiore. Gli esperti ritengono che l’emicrania possa essere correlata a mutazioni dei geni che influenzano alcune aree del cervello. L’emicrania è più comune tra le persone che soffrono di epilessia, depressione, asma, ansia, ictus e di altri disturbi neurologici ed ereditari.

L’emicrania nei bambini

Circa il 5% dei bambini con problemi di mal di testa soffre di emicrania. Sia i bambini che le bambine possono soffrire di emicrania, ma dopo la pubertà tale condizione è più comune nelle ragazze. I bambini possono presentare sintomi diversi dal mal di testa, tra cui mal di stomaco (emicrania addominale) o episodi violenti e frequenti di vomito (vomito ciclico). Se il bambino ha problemi a mantenere l’equilibrio, se diventa pallido, irritabile o presenta movimenti involontari degli occhi o vomito, può soffrire di una forma di emicrania chiamata vertigine parossistica benigna.

La diagnosi

L’emicrania viene diagnosticata principalmente in base ai sintomi, ma il medico può decidere di effetturare una scansione cerebrale per escludere altre cause, come tumore o emorragia cerebrali. La TAC utilizza raggi X speciali per creare immagini del cervello in sezione trasversale. La risonanza magnetica utilizza impulsi di radiofrequenza e un campo magnetico per creare immagini del cervello.

Il trattamento

Prima di iniziare il trattamento, il medico può decidere di valutare quanto l’emicrania influenzi la vita di tutti i giorni del paziente. Quest’ultimo dovrà rispondere a un semplice questionario ove verranno poste domande per determinare quante volte il paziente non si è recato al lavoro, a scuola o non è riuscito a svolgere attività in famiglia o durante il tempo libero a causa dell’emicrania.

Farmaci da banco – La combinazione di antidolorifici comuni e antinfiammatori può essere di aiuto: aspirina, naprossene sodico, ibuprofene, paracetamolo. Alcuni di questi farmaci sono stati formulati specificatamente per il trattamento dell’emicrania. Tuttavia, un uso eccessivo può aggravare il mal di testa o comportare l’insorgere di ulcere o altri problemi gastrointestinali.

Triptani – I triptani, il farmaco più comunemente prescritto in caso di emicrania, sono più efficaci se assunti nel momento in cui l’attacco di emicrania ha inizio. Le persone che soffrono di ipertensione, malattie cardiache, ictus e altre condizioni possono non essere in grado di assumere triptani. E a causa di possibili interazioni farmacologiche gravi, è consigliabile consultare il medico nel caso in cui si stiano assumendo altri farmaci, come antidepressivi o anticonvulsivanti. Gli effetti collaterali dei triptani includono nausea, vertigini, formicolio, intorpidimento e dolore toracico.

Ergotamina – Nel caso in cui i triptani non arrechino sollievo, il medico può decidere di prescrivere diidroergotamina o ergotamina sotto forma di compresse, spray nasali o iniezioni. Questi farmaci sono vasocostrittori e possono causare nausea, vertigini, dolori muscolari o un cattivo sapore in bocca. Di solito, non sono efficaci come i triptani e presentano inoltre alcune interazioni con altri farmaci.

Dopo aver trattato 2 o 3 attacchi di emicrania utilizzando i rimedi prescritti dal medico, è consigliabile appurare che il trattamento sia realmente efficace, ovvero che arrechi un reale sollievo. Se così non fosse, è bene consultare il medico e chiedere se è possibile modificare la terapia precedentemente prescritta. E’ inoltre consigliabile assicurarsi di assumere i farmaci durante le prime fasi dell’attacco, almeno entro due ore dalla comparsa del dolore.

L’abuso dei farmaci talvolta può comportare mal di testa cronici. E’ bene quindi non assumere i farmaci prescritti più di due volte alla settimana. E’ possibile contrastare il mal di testa cronico riducendo e sospendendo l’assunzione del farmaco (sempre sotto la supervisione del medico). Gli antidolorifici contenenti narcotici dovrebbero essere assunti solo nel caso in cui altri farmaci non siano in grado di alleviare il dolore, poiché possono creare assuefazione.

Farmaci preventivi – Nel caso in cui le emicranie siano frequenti o molto gravi, potrebbe essere necessaria l’assunzione quotidiana di un farmaco allo scopo di prevenire gli attacchi. Il timololo, il sodio valproato, il propranololo e il topiramato sono farmaci preventivi comuni. Si tratta di medicinali concepiti per il trattamento dell’ipertensione o per prevenire le convulsioni.

La terapia alternativa

Biofeedback – Il biofeedback e le tecniche di rilassamento possono fornire un sollievo simile a quello ottenibile dall’assunzione dei farmaci. Il biofeedback utilizza un monitor per insegnare al paziente a riconoscere l’insorgere di tensioni muscolari e cambiamenti nella temperatura corporea, riconosciuti come segnali di stress.

Agopuntura – L’agopuntura è una forma di medicina cinese che prevede l’impiego di aghi molto sottili inseriti in punti specifici allo scopo di bilanciare il flusso energetico del corpo. Alcuni ricercatori hanno scoperto che l’agopuntura causa il rilascio da parte del cervello di sostanze chimiche che influenzano il dolore. Tuttavia, gli studi sull’efficacia dell’agopuntura nel trattamento dei sintomi dell’emicrania sono discordi.

Un vantaggio della terza età

L’emicrania colpisce più spesso dai 20 ai 60 anni. Sebbene le persone possano soffrire di emicrania anche in età avanzata, gli attacchi spesso diminuiscono di intensità e frequenza durante l’invecchiamento, oppure possono anche scomparire del tutto.

Quando chiedere assistenza immediata

Qualsiasi nuovo tipo di cefalea che risulti essere insolitamente intenso e la cui durata sia superiore a un paio di giorni, richiede la valutazione di un medico. E’ altrettanto importante informare il medico circa eventuali cambiamenti occorsi, come ad esempio la presenza di nuove cause scatenanti. Nel caso in cui il mal di testa sia accompagnato da paralisi, stato confusionale, febbre o rigidità al collo, è opportuno recarsi immediatamente al pronto soccorso.

 

 

Referenze

  • American Headache Society
  • American Migraine Foundation
  • American Pain Foundation
  • Migraine Research Foundation
  • National Center for Complementary and Alternative Medicine
  • National Headache Foundation
  • National Institute of Neurological Disorders and Stroke
  • National Library of Medicine

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