Fobie: quali sono le tue paure?


La paura protegge dal pericolo, ma le fobie hanno ben poco a che fare con il pericolo. Le fobie sono contraddistinte da una intensa e irrazionale paura nel momento in cui ci si ritrova a dover fronteggiare una certa situazione, una attività o un oggetto. Le sensazioni provocate dalle fobie possono essere così intense da risultare talvolta paralizzanti.

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Sono state identificate centinaia di fobie differenti, tra cui la fofofobia, ovvero la paura della fobie. Ma quando si parla di fobie, che sono una sorta di disturbo d’ansia, gli esperti le suddividono in tre categorie:

  • Agorafobia – sensazione di ansia intensa quando ci si trova in luoghi pubblici ove la fuga potrebbe risultare difficoltosa
  • Fobia sociale – temere o evitare le situazioni sociali
  • Fobia specifica – paura irrazionale di oggetti o situazioni specifici

Agorafobia: la paura dei luoghi pubblici

L’agorà era un luogo di mercato e ritrovo dell’antica Grecia. Una persona che soffre di agorafobia teme di rimanere intrappolata in un luogo pubblico o in un luogo come un ponte oppure una coda allo sportello della banca. La paura è di non essere in grado di fuggire nel momento in cui l’ansia dovesse raggiungere livelli elevati. L’agorafobia colpisce una percentuale maggiore di donne rispetto agli uomini. Se non debitamente trattata, l’agorafobia può portare al totale isolamento tra le mura domestiche. Grazie ad un adeguato trattamento, in media 9 persone su 10 riescono a risolvere questo problema debilitante.

Fobia sociale: ben più di una semplice timidezza

Un individuo che soffre di fobia sociale non è solo timido, ma sperimenta uno stato estremamente ansioso e teme il modo con cui gli altri possono percepire la sua persona nell’ambito di una situazione sociale. Gli altri considereranno le mie azioni appropriate? Gli altri si accorgeranno del mio stato ansioso? Quando sarà il momento di parlare, riuscirò a trovare le parole giuste? Se non curata, la fobia sociale porta spesso ad evitare il contatto sociale causando, di conseguenza, un forte impatto negativo sulle relazioni interpersonali e in ambito professionale.

Claustrofobia: la necessità di una via di fuga

La claustrofobia, ovvero la paura anormale di trovarsi in spazi chiusi, è una fobia comune specifica. Una persona che soffre di claustrofobia non riesce a salire su un ascensore o a passare attraverso un tunnel senza sperimentare uno stato di estrema ansia. A causa della paura di soffocare o di rimanere intrappolata, la persona claustrofobica tenderà ad evitare gli spazi ristretti e spesso metterà in atto “misure di sicurezza”, come per esempio aprire le finestre o sedersi vicino a un’uscita. Tali misure possono rendere la situazione sopportabile, ma non alleviano il alcun modo la paura.

Zoofobia: un serraglio di paure

Il tipo più comune di fobia specifica è la zoofobia o paura degli animali. Zoofobia è in realtà un termine generico che comprende un gruppo di fobie specifiche che coinvolgono gli animali. Queste fobie includono:

  • Aracnofobia – paura dei ragni
  • Ofidiofobia – paura dei serpenti
  • Ornitofobia – paura degli uccelli
  • Apifobia – paura delle api

Questo tipo di fobie si sviluppa spesso durante l’infanzia e talvolta scompare con l’età. Ma può persistere anche in età adulta.

Brontofobia: la paura dei tuoni

La parola greca bronte significa tuono e la brontofobia è quindi la paura del tuono. Anche se gli individui che soffrono di brontofobia realizzano che i tuoni non possono far loro del male, il rifiuto di uscire di casa durante un temporale è inevitabile. Possono addirittura nascondersi dietro un divano stando accovacciati oppure attendono la fine del temporale rinchiusi in un armadio. La paura anormale di tuoni e fulmini viene chiamata astrafobia ed è una fobia condivisa sia dall’essere umano che dagli animali.

Acrofobia: la paura delle altezze

L’acrofobia è la paura eccessiva delle altezze e si manifesta sotto forma di stato ansioso grave. Una persona acrofobica può sperimentare questa paura salendo semplicemente le scale. A volte la paura è così intensa da impedire qualsiasi tipo di movimento. L’acrofobia può causare situazioni pericolose per chi ne soffre. Un attacco ansioso può rendere infatti estremamente difficile scendere dal luogo che ha provocato lo stato ansioso.

Aerofobia: la paura di volare

Una persona che soffre di aerofobia ha paura di volare. La fobia generalmente ha origine e si sviluppa dopo che il soggetto ha vissuto un’esperienza traumatica che ha coinvolto un aereo, come, per esempio, attraversare una forte turbolenza oppure assistere a un attacco di panico da parte di un altro passeggero. Anche dopo che l’incidente viene dimenticato, la paura permane e può essere scatenata anche dalla visione di un film che riguarda un disastro aereo. Per identificare il trauma iniziale e per curare questa fobia, viene comunemente utilizzata l’ipnoterapia.

Fobia del sangue, delle iniezioni e delle ferite

Esiste un gruppo di fobie che coinvolgono il sangue, le iniezioni e le ferite, come l’emofobia (paura del sangue) e la tripanofobia (paura degli aghi e delle iniezioni). Alcune persone soffrono di una fobia correlata a lesioni o ferite, mentre altre presentano una fobia nei confronti delle procedure mediche invasive. Tali fobie sono associate allo svenimento.

fobie

Le paure correlate al paranormale

Alcune paure sembrano appartenere a uno di quei canali horror che attirano la curiosità di molti. La triskaidekafobia, altrimenti detta triscaidecafobia, è la paura anormale di qualsiasi evento o azione correlati al numero 13. Se il pensare ai fantasmi causa uno stato eccessivamente ansioso, la fobia in questione viene denominata fasmofobia. Nonostante il fatto che i vampiri non siano creature reali, alcune persone sono terrorizzate dai pipistrelli. Questa fobia si chiama chiroptofobia.

Emetofobia: la paura di vomitare

L’emetofobia è la paura innaturale di vomitare che ha generalmente inizio in giovane età a causa di un eventuale episodio traumatico. Per esempio, il soggetto potrebbe aver visto un compagno di scuola vomitare in pubblico o averlo fatto lui stesso. L’ansia può essere provocata da pensieri inerenti il vomitare oppure luoghi, come gli ospedali, dove vomitare è piuttosto comune. Come nel caso dell’aerofobia, l’ipnoterapia viene comunemente utilizzata come parte integrante del trattamento.

Carcinofobia: la paura di contrarre il cancro

Le persone che soffrono di carcinofobia o cancerofobia, vivono con la paura irrazionale di sviluppare il cancro. Qualsiasi tipo di disagio fisico assume la connotazione di un segnale premonitore concernente lo sviluppo di una massa tumorale maligna in un punto del corpo. Per il carcinofobico avere il mal di testa, per esempio, rappresenta un campanello di allarme di una probabile presenza di un tumore al cervello. In questi casi, la terapia cognitiva può essere di aiuto nel riprendere il controllo della situazione e, ovviamente, della propria vita.

Altri tipi di fobie

Una persona che sperimenta un nuovo tipo di paura, soffre di una neofobia. Chi ha paura di invecchiare o delle persone anziane soffre di gerontofobia. Chi teme il dentista e fa il possibile per evitarlo soffre di odontofobia e chi si blocca davanti a un piatto di asparagi a causa di un attacco di panico viene definito spargarofobico.

Le fobie e le conseguenze sullo stile di vita

Le fobie inducono chi ne soffre a cambiare il modo di vivere al fine di evitare l’oggetto della paura. Ma la loro vita viene influenzata anche dai tentativi di nascondere la fobia agli altri. Alcuni individui fobici, nel tentativo di contrastare la loro fobia, presentano problemi con amici e familiari, non riescono ad andare a scuola o perdono il lavoro.

Fobie e alcol

Gli alcolisti possono avere probabilità 10 volte maggiori di soffrire di una fobia rispetto ai non alcolisti. E gli individui fobici presentano probabilità 2 volte maggiori di diventare dipendenti dall’alcol rispetto a coloro che non hanno mai sofferto di una fobia.

Casi precedenti in famiglia

Sebbene le fobie possano essere influenzate dal background culturale e dagli eventi vissuti, esse tendono ad essere presenti in famiglia. I familiari stretti di persone che soffrono di fobie presentano probabilità 3 volte maggiori di soffrire di una fobia rispetto a coloro che non hanno casi precedenti in famiglia.

Come vengono trattate le fobie?

La desensibilizzazione consiste nella graduale esposizione dell’individuo fobico a circostanze che ripropongono ciò che egli teme. Nel corso del tempo, la paura tende a diminuire lasciando spazio a una maggiore fiducia in sé stessi. Tale approccio viene spesso affiancato alla “terapia del dialogo” al fine di modificare il modello di pensiero e di sviluppare nuovi modelli di risposta alle situazioni che potrebbero scatenare le emozioni associate a una fobia. La buona notizia è che il trattamento risulta essere risolutivo nel 90% dei casi.


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