Carenza di vitamina D: cause, sintomi e rimedi - Oldeconomy

Carenza di vitamina D: cause, sintomi e rimedi




Se siete tra coloro che evitano il più possibile l'esposizione al sole, se siete allergici al latte oppure seguite una rigorosa dieta vegetariana, potreste essere a rischio di carenza di vitamina D. Meglio conosciuta come "la vitamina del sole", la vitamina D viene prodotta dal corpo in risposta alla luce solare. Si trova anche allo stato naturale in alcuni alimenti (tra cui pesce, olio di fegato di pesce e tuorli d'uovo), nei latticini fortificati e nei prodotti a base di cereali.

La vitamina D è essenziale per mantenere le ossa forti, poiché aiuta l'organismo ad utilizzare il calcio assunto tramite l'alimentazione. Tradizionalmente, la carenza di vitamina D è stata associata al rachitismo, una malattia in cui l'inadeguata mineralizzazione del tessuto osseo provoca fragilità ossea e deformità scheletriche. Ma la ricerca sta rivelando sempre di più il ruolo fondamentale della vitamina D nel proteggere da una serie di problemi di salute.

 

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Sintomi e rischi per la salute correlati alla carenza di vitamina D

Sintomi quali dolore osseo e debolezza muscolare possono essere indicatori di una possibile carenza di vitamina D. Tuttavia, per molte persone, i sintomi possono essere lievi. Eppure, anche in assenza di sintomi specifici, una quantità eccessivamente scarsa di vitamina D può comportare rischi per la salute. Bassi livelli ematici di questa vitamina sono stati associati a:

  • aumento del rischio di decesso a causa di malattie cardiovascolari
  • deterioramento cognitivo negli anziani
  • asma grave nei bambini
  • cancro

La ricerca suggerisce che la vitamina D potrebbe giocare un ruolo importante nella prevenzione e nel trattamento di una serie di condizioni, tra cui diabete di tipo 1 e di tipo 2, ipertensione, intolleranza al glucosio e sclerosi multipla.

Cause della carenza di vitamina D

La carenza di vitamina D può avere molteplici cause:

  • Mancata assunzione nel tempo dei livelli raccomandati di vitamina D. Questo può accadere nel momento in cui si segue una rigida dieta vegetariana, poiché la maggior parte delle fonti naturali di questa vitamina sono di origine animale, come pesce, olio di pesce, tuorli d'uovo, formaggio e fegato di manzo.
  • Esposizione limitata alla luce del sole. Poiché l'organismo produce vitamina D quando la pelle è esposta alla luce solare, il rischio di carenza aumenta se si è costretti a permanere per lunghi periodi in casa, se il luogo di residenza è sito in latitudini settentrionali, se si indossano abiti lunghi o copricapi per motivi religiosi o se il lavoro impedisce in toto l'esposizione al sole.
  • Pelle di colore scuro. Il pigmento melanina riduce la capacità della pelle di produrre vitamina D in risposta all'esposizione alla luce solare. Alcuni studi dimostrano che gli anziani con la pelle di colore scuro sono ad alto rischio di carenza di vitamina D.
  • I reni non possono convertire la vitamina D nella sua forma attiva. Con l'avanzare dell'età i reni perdono parte della loro capacità di convertire la vitamina D nella sua forma attiva, incrementando così il rischio di carenza di vitamina D.
  • L'apparato gastrointestinale non è in grado di assorbire adeguatamente la vitamina D. Alcune condizioni, come il morbo di Crohn, la fibrosi cistica e la celiachia, possono influenzare la capacità dell'intestino di assorbire la vitamina D assunta dagli alimenti consumati.
  • Obesità. La vitamina D viene estratta dal sangue dalle cellule adipose, alterandone il rilascio nella circolazione sanguigna. Le persone con un indice di massa corporea pari o superiore a 30 spesso presentano bassi livelli ematici di vitamina D.

Esami per verificare la carenza di vitamina D

Il modo più preciso per determinare la quantità di vitamina D presente nell'organismo è il test 25-idrossivitamina D. Nei reni, la 25-idrossivitamina D si trasforma nella forma attiva della vitamina. La forma attiva della vitamina viene misurata attraverso il sangue. La forma attiva della vitamina D contribuisce a controllare i livelli di calcio e fosfato presenti nell'organismo. I valori normali variano da 30,0 a 74,0 nanogrammi per millilitro (ng/ml). Un livello inferiore indica carenza di vitamina D ed è necessario consultare il medico.

Come viene trattata la carenza di vitamina D?

Il trattamento della carenza di vitamina D prevede l'assunzione di maggiori quantitativi di vitamina D, tramite alimentazione, impiego di integratori e/o una maggiore esposizione alla luce solare. Sebbene non vi sia un consenso generale circa i livelli di vitamina D necessari per una salute ottimale (il dato varia a seconda dell'età e delle condizioni di salute dell'individuo), è stato comunque appurato che una concentrazione inferiore a 20 nanogrammi per millilitro è generalmente insufficiente e, in quanto tale, richiede un adeguato trattamento.

Le linee guida dell'Institute of Medicine consigliano agli individui di età compresa tra gli 1 e i 70 anni di assumere una quantità giornaliera di vitamina D pari a 600 unità internazionali (UI). Per gli adulti di età superiore ai 70 anni la dose giornaliera raccomandata è di 800 UI.

Se non trascorrete molto tempo al sole o se siete particolarmente attenti a proteggere la pelle (la crema solare inibisce la produzione di vitamina D), consultate il medico e chiedete informazione circa un'eventuale assunzione di integratori di vitamina D, specie in presenza di fattori di rischio relativi alla carenza di questa vitamina

 

 

Referenze

  • Institute of Medicine: "Dietary Reference Intakes for Calcium and Vitamin D"
  • Office of Dietary Supplements, National Institutes od Health; "Dietary Supplement Sheet: Vitamin D"
  • Melamed M.L. Archives of Internal Medicine, agosto 2008, volume 168, pagine 1629-1637
  • Garland C.F. Annals of Epidemiology, luglio 2009, volume 19, pagine 468-483
  • National Library of Medicine, National Institutes of Health, MedlinePlus: "25-hydroxy Vitamin D Test"
  • Harvard School of Public Health: "Vitamin D: How Much Is Enough?"




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