Ictus: come ridurre al minimo il rischio di un attacco


Spesso quando si parla di ictus si tende a pensare alle conseguenze provocate nell’organismo da un attacco, al percorso di rieducazione e all’opportunità di tornare a condurre una vita normale. Purtroppo, però, si parla poco di prevenzione.

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Anzitutto, la prevenzione in questo caso consiste principalmente nel seguire uno stile di vita sano. E’ risaputo, infatti, che fumo, obesità, ipertensione e sedentarietà a lungo andare possono incrementare il rischio.

Nello specifico, esiste un campanello di allarme di fondamentale importanza, ovvero il Tia (attacco ischemico transitorio). L’attacco ischemico transitorio può manifestarsi anche qualche mese prima di un ictus vero e proprio e rappresenta una richiesta di aiuto da parte dell’organismo. In caso di Tia, il medico può elaborare una cura farmacologica ad hoc atta a migliorare la circolazione sanguigna.

L’attacco ischemico transitorio è caratterizzato da segnali facilmente riconoscibili, ovvero breve durata (talvolta solo un paio di minuti), perdita della vista, difficoltà a parlare o a comprendere le parole, stato confusionale (è possibile non ricordare più ciò che si sta facendo) e debolezza inspiegabile. Spesso tali disturbi colpiscono solo da un lato. Per esempio, si storce solo un lato della bocca oppure cala un improvviso velo nero su un solo occhio.

Per imparare a ridurre al minimo il rischio di ictus, vediamo nello specifico cosa è possibile fare.

Il grasso addominale incrementa il rischio di ictus

Attenzione, non si tratta della classica pancetta correlata al rilassamento dei muscoli addominali dovuto alla gravidanza o alla mancanza di attività fisica, bensì di un consistente tessuto adiposo. E’ possibile riconoscerlo perché accompagnato da un marcato sovrappeso (oltre il 30% in più rispetto al peso ideale) e da un girovita nettamente superiore al diametro dei fianchi.

Alcuni studi hanno dimostrato che un accumulo eccessivo di grasso nelle cellule adipose può provocare la produzione di sostanze in grado di causare lo sviluppo di malattie cardiovascolari compreso l’ictus.

Per prevenire il problema, è bene ridurre il grasso in modo naturale, ovvero riducendo di 1/3 le porzioni, aggiungendo ad ogni pasto un frutto e una verdura e praticando regolarmente attività fisica.

In caso di pancetta, è consigliabile controllare pressione, glicemia, colesterolo (specie quello “buono” ovvero HDL che non deve essere inferiore a 35 mg/dl) e trigliceridi.

La pillola anticoncezionale può aumentare il rischio di una crisi

Sì vero, ma questo discorso non vale per tutte le donne. La pillola può rappresentare un rischio se la donna in questione soffre di ipertensione oppure se fumatrice.

Alcuni studi hanno dimostrato che soprattutto le donne dopo i 35 anni di età presentano una maggiore percentuale di rischio.

Se fate uso della pillola anticoncezionale, quindi, non fumate e assicuratevi di controllare la pressione almeno una volta all’anno. Nel caso in cui la massima dovesse essere superiore a 130 e la minima superiore a 90, consultate il ginecologo per trovare una diversa soluzione contraccettiva. Inoltre, consultate il medico per ridurre la pressione.

Molti studi dimostrano che riportare la pressione a valori normali contribuisce a ridurre il rischio di ictus di oltre il 40%.

ictus

Chi soffre di mal di testa è a rischio

Falso. Il mal di testa normale, ovvero quello che si risolve nel giro di poco tempo tramite l’assunzione di un analgesico, non rappresenta un fattore di rischio.

Il discorso cambia quando si soffre di emicrania cosiddetta con aura. Di solito questo tipo di emicrania colpisce più di una volta al mese ed è caratterizzato da un dolore forte e pulsante che si irradia a metà della testa, alla tempia e alla parte interna dell’occhio. Talvolta può essere accompagnato da nausea e vomito e la sua durata può variare da 4 ore a 3 giorni.

Uno studio olandese ha dimostrato che le donne che soffrono di emicrania con aura sono maggiormente a rischio di ictus, poiché ogni attacco incrementa lo stato di sofferenza dei vasi sanguigni presenti nel cervello. I ricercatori, comunque, specificano che il pericolo riguarda i soggetti che non seguono una terapia farmacologica antiemicranica atta a ridurre la frequenza e l’intensità delle crisi.

L’ictus può essere prevenuto controllando la glicemia

Sì, vero. E’ stato appurato che in 2 casi su 10 la causa dell’ictus è il diabete di tipo 2, ovvero la forma che compare in età matura. Tale forma, se non debitamente curata, può comportare il danneggiamento delle arterie. Spesso chi soffre di diabete di tipo 2 non ne è consapevole, poiché i sintomi, specie all’inizio, possono essere lievi.

Se in famiglia esistono casi di diabete o se avete più di 40 anni e siete in sovrappeso, è consigliabile controllare la glicemia una volta all’anno. Questo controllo permette di scoprire la malattia allo stadio iniziale e di curarla bene. Una priva verifica può essere fatta anche a casa: quando ritirate gli esami, il valore della glicemia a digiuno non deve superare i 110 mg/dl.

Per evitare l’ictus mantenendo basso il colesterolo non bisogna mangiare carne

La carne che fa alzare il colesterolo è quella rossa. La carne bianca è quindi concessa.

Quando i valori risultano sempre superiori a 200 mg/dl, questo grasso non viene smaltito dall’organismo e si deposita nelle arterie, che tendono via via a restringersi. Questo dà luogo alla formazione delle cosiddette placche aterosclerotiche, che nel corso degli anni aumentano il rischio di gravi malattie cardiovascolari, tra cui l’ictus.

Alla carne rossa preferite il pesce. Uno studio americano ha dimostrato che consumare pesce 5 volte alla settimana abbassa notevolmente il rischio di ictus. I pesci consigliabili sono tonno, sardine e il pesce azzurro.

Nei mesi freddi e al risveglio le probabilità di attacchi sono maggiori

Sì, vero. La colpa è imputabile alla pressione arteriosa, leggermente più elevata nel periodo invernale e al mattino, quando la temperatura più bassa può affaticare cuore e arterie. Tuttavia, il pericolo sussiste solo se si è predisposti all’ictus, a causa di ipertensione, obesità o vizio del fumo.

In questi casi, la parola d’obbligo è cautela. La mattina, quindi, è consigliabile evitare di alzarsi dal letto in modo brusco. Restate sdraiati 5 minuti, il tempo necessario all’organismo per mettersi in moto, giratevi su un fianco, mettete a terra prima i piedi e sedetevi lentamente. Contate fino a 5 e alzatevi. Utilizzate, infine, una maglietta intima di cotone e lana, leggera ma calda, che protegga il torace.

Mezza aspirina al giorno contribuisce a prevenire l’ictus

Falso. Certo, l’aspirina svolge un’azione fluidificante del sangue contribuendo ad evitare che un trombo possa ostruire le vene causando un ictus. Tuttavia, si tratta di una cura che va seguita per un periodo di tempo piuttosto lungo. I medici, quindi, spesso prescrivono una formulazione più leggera di acido acetilsalicilico solo se sussiste un rischio reale. Per esempio, nel caso in cui, se effettuando l’ecodoppler, si è notata la formazione di placche nei vasi che possono provocare il rallentamento della circolazione sanguigna.


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