Crisi d’asma nel bambino: come riconoscerla


E’ stato stimato che circa 3 volte su 10, quando un bambino viene portato d’urgenza al pronto soccorso, è a causa di una crisi d’asma non diagnosticata precedentemente. E’ difficile riconoscere la malattia fino ai 10 anni di età.

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Spesso i genitori confondono un attacco di asma con l’ennesima bronchite oppure ritengono che tale condizione possa essere di origine nervosa perché il bambino vuole evitare di andare a scuola. In questo modo, il problema tende ad aggravarsi e viene scoperto solo quando il bimbo viene portato in ospedale.

E’ quindi di fondamentale importanza diagnosticare la malattia il prima possibile, in quanto più il tempo passa e più l’organismo del piccolo viene messo a dura prova.

Il bambino presenta uno di questi sintomi?

  • Ha spesso la tosse, anche in assenza di febbre.
  • A volte il bambino ha il fiato corto come se avesse fatto una corsa.
  • Di notte tossisce, ma di giorno sta bene.
  • Dorme tranquillo durante la notte, ma la mattina tossisce.
  • Di notte trovate il bambino mentre dorme seduto nel letto, anziché essere sdraiato.
  • Quando ride, corre o piange gli viene la tosse.

Se avete dato una risposta affermativa anche solo ad uno dei punti sopra elencati, consultate il pediatra. In ogni caso, non allarmatevi poiché esistono cure efficaci per tenere il problema sotto controllo.

asma e salute del bambino

Perché si manifesta la crisi d’asma?

La crisi d’asma insorge perché i bronchi sono infiammati. Ecco perché i campanelli di allarme che caratterizzano la malattia sono la mancanza di fiato e la presenza di una tosse anomala.

Qual’è la terapia più indicata e cosa fare a casa?

Solo alleviando lo stato infiammatorio dei bronchi è possibile ridurre drasticamente gli attacchi di asma.

Le terapie più recenti vanno seguite a cicli di circa 3 mesi, poi interrotte per un paio di mesi e, se necessario, ripetute. La cura si basa sulla combinazione di vari medicinali. In questo modo, è possibile tenere meglio sotto controllo la malattia. I farmaci più utilizzati sono i corticosteroidi, da spruzzare in gola con l’inalatore, che vengono associati ad altri medicinali da assumere per via orale facenti parte della famiglia degli antileucotrieni. Questi ultimi svolgono un’azione sfiammatoria permettendo di ridurre le dosi di cortisone.

E’ inoltre importante che il bambino assuma molti liquidi per agevolare la fuoriuscita del muco denso, che di frequente si forma nelle vie respiratorie. E’ possibile somministrare al piccolo anche la spremuta di arance che è anche ricca di vitamina C. E’ concessa anche una tazza di cioccolata calda al giorno, poiché contiene sostanze che rilassano la muscolatura dei bronchi.

Nel caso in cui si manifesti una crisi di asma, è bene far assumere al bimbo un farmaco broncodilatatore per via inalatoria. Così facendo, il piccolo nel giro di pochi minuti potrà respirare di nuovo normalmente. Chiedete in ogni caso al pediatra informazioni circa i segni premonitori di un attacco, in modo da intervenire repentinamente. I segnali più comuni sono prurito in gola, fiato più corto del solito (come dopo aver fatto una corsa) e una tosse secca improvvisa.


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