Sonnolenza: ecco perché caffeina e zuccheri non sono di aiuto


Quando la quantità di ore di sonno per notte è inferiore a quella di cui necessita l’organismo per poter operare a pieno regime, la tentazione di rimediare con caffeina e zucchero è sempre forte. Ma queste soluzioni rapide, a lungo andare, possono peggiorare la situazione.

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Zuccheri: una spinta temporanea e un crollo rapido

Secondo uno studio condotto in Inghilterra presso la Loughborough University, gli zuccheri forniscono una spinta temporanea, ma nel momento in cui questo vacuo picco di energia svanisce il rischio è di diventare ancora più assonnati di prima e di avere tempi di reazione più lenti.

Il Dottor Ralph Downey III, direttore del Centro dei Disturbi del Sonno presso la Loma Linda University in California, afferma che gli zuccheri non costituiscono il modo migliore per stimolare il cervello. A dire il vero, forniscono una spinta inferiore rispetto alla caffeina.

Per una carica di energia che perduri tutto il corso della giornata, è consigliabile consumare un piccolo spuntino. E’ bene puntare su una combinazione di proteine e carboidrati (una mela con burro di arachidi, per esempio). L’importante è non esagerare con le porzioni di cibo: un eccessivo senso di pienezza può provocare o acuire una stanchezza preesistente.

La caffeina toglie il sonno

La caffeina, e il caffè in particolare, pongono il problema opposto. Quindici minuti dopo avere bevuto una tazza di caffè, la carica di energia aumenta. Ma poiché la caffeina permane nell’organismo per ben dodici ore dall’assunzione, i suoi effetti perdureranno per lungo tempo una volta terminata la bevanda.

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Ecco perché gli esperti consigliano di eliminare completamente il caffè quando si ha difficoltà a dormire di notte, o al limite di consumare solo una tazza di caffè di mattina. Il cioccolato generalmente contiene meno caffeina rispetto al caffè, ma se siete sensibili anche a piccole dosi di tale sostanza, il consumo di questo alimento può causare problemi, specie se eccessivo o se avviene in concomitanza con l’orario in cui si va a letto di solito.

Attenzione alle bevande decaffeinate

Anche coloro che consumano bevande decaffeinate dovrebbero prestare attenzione. Uno studio ha riscontrato che il caffè decaffeinato proposto in alcune catene di ristoranti presenta una percentuale di caffeina diversa. Alcuni tipi di caffè possono arrivare a contenere fino a 32 mg di caffeina, circa la stessa quantità presente in 340 grammi di Coca-Cola. Questa quantità di caffeina non ha effetti particolari sulla maggior parte delle persone, ma se siete particolarmente sensibili, il consumo di due o tre tazze di questa bevanda potrebbe incidere.

Per alcune persone che soffrono di insonnia, il bisogno di caffeina è talmente elevato che preferiscono sacrificare il loro sonno per poter essere vigili durante il giorno grazie al consumo di questa bevanda. Questa abitudine non fa altro che creare un circolo vizioso di insonnia.

Jacqueline Cutler, 49 anni, fa parte di queste persone: mentre gli estimatori di caffè in media consumano tre tazze al giorno, lei ne consuma ben sei. La caffeina la sostiene durante il corso della giornata. La signora Cutler, giornalista, ha tentato di eliminare il caffè dalla sua dieta, ma ha finito con l’avere terribili mal di testa. Al momento consuma sei tazze di caffè al giorno ed è sveglia dalle 2.30 alle 5.30 ogni mattina. In situazioni come questa, dove la dipendenza la fa da padrone, sono necessari l’aiuto di un medico e l’assunzione temporanea di farmaci specifici oppure sessioni di terapia cognitivo-comportamentale. Solo in questo modo è possibile recuperare un’igiene del sonno salutare e dire addio alla dipendenza da caffè.


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