Disturbo affettivo stagionale: quali sono i sintomi?


Tutti tendiamo ad essere un po’ più malinconici quando le giornate si accorciano e il freddo la fa da padrone. Per alcune persone, però, il cambiamento di stagione comporta conseguenze ben più serie di una semplice malinconia, ovvero il disturbo affettivo stagionale (SAD), una forma di depressione che può essere debilitante.

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E il ritorno dell’ora legale non è sicuramente di aiuto, visto che le mattine buie (specie in autunno o in primavera) sono particolarmente difficili da affrontare per le persone che soffrono di questo disturbo.

Si stima che circa il 20% degli Europei sia colpito da forme lievi del disturbo affettivo stagionale. Se pensate di far parte di questo gruppo di persone, continuate a leggere l’articolo per scoprire quali sono i sintomi più comuni.

Tristezza

Il disturbo affettivo stagionale è una forma di depressione e presenta gran parte dei sintomi della depressione stessa. I due sintomi più comuni della depressione sono sensazione di tristezza e disperazione, e perdita di interesse nelle attività che prima venivano considerate piacevoli, come la socializzazione.

Se sperimentate questi sintomi ogni giorno per almeno due settimane, potrebbe trattarsi di depressione. Se queste sensazioni si presentano solo in autunno e in inverno e se tali sintomi scompaiono durante il resto dell’anno, potrebbe trattarsi del disturbo affettivo stagionale.

Sonnolenza e stanchezza

Le persone che soffrono del disturbo affettivo stagionale sentono la necessità di dormire di più durante l’inverno. In uno studio pubblicato sul Journal of Psychosomatic Research, i pazienti di una clinica specializzata nella cura del disturbo affettivo stagionale dormivano in media 7,5 ore in estate, 8,5 ore in primavera e in autunno, e quasi 10 ore in inverno.

Dormire una quantità maggiore di ore non è necessariamente sinonimo di maggior riposo. Altre ricerche hanno dimostrato che le persone colpite dal disturbo affettivo stagionale sperimentano più episodi di insonnia e di sonno disturbato e sono più inclini ad addormentarsi sul posto di lavoro.

disturbo affettivo stagionale

Irritabilità

La rabbia e l’irritabilità sono sintomi comuni della depressione e del disturbo affettivo stagionale, ma vengono spesso trascurati. La ricerca suggerisce che le persone che soffrono del disturbo affettivo stagionale sono significativamente più irritabili rispetto agli individui sani. Tali persone, inoltre, possono anche essere più inclini alla rabbia rispetto a coloro che soffrono di depressione non stagionale.

Uno studio condotto nel 2010 ha messo a confronto un gruppo di persone colpite da disturbo affettivo stagionale con un gruppo di individui colpiti da depressione. Gli studiosi hanno scoperto che più del 40% dei soggetti affetti da disturbo affettivo stagionale sperimentava attacchi improvvisi e ingiustificati di rabbia, rispetto al 29% dei pazienti appartenenti all’altro gruppo. Le persone con disturbo affettivo stagionale, inoltre, presentavano questi attacchi di rabbia 19 volte circa nel corso di un mese.

Aumento dell’appetito

Anche il disturbo affettivo stagionale, come la depressione, in alcuni soggetti può comportare un aumento dell’appetito. Il 65% delle persone che soffrono di questo disturbo ha dichiarato di sentirsi più affamato durante i mesi più freddi.

L’appetito vorace che talvolta caratterizza il disturbo affettivo stagionale può essere una risposta biologica al calo stagionale di serotonina, un neurotrasmettitore correlato all’umore e partecipe nel controllo della fame.

Anche se mangiare di più può aiutare a sentirsi meglio (almeno temporaneamente), può comunque comportare un aumento di peso poco salutare. Quasi il 75% delle persone che soffre di disturbo affettivo stagionale aumenta di peso.

Voglia di carboidrati

Uno dei motivi per cui le persone che soffrono di disturbo affettivo stagionale tendono ad aumentare di peso è che questo disturbo può comportare un forte desiderio di carboidrati complessi come pane e pasta. Infatti, 7 persone su 10 sperimentano questo sintomo.

Rimpinzarsi di carboidrati provoca un aumento dei livelli di un amminoacido chiamato triptofano nel cervello. Questo, a sua volta, causa il rilascio di serotonina che migliora l’umore. In effetti, le persone che soffrono di disturbo affettivo stagionale utilizzano i carboidrati come una sorta di “automedicazione” e l’aumento del girovita è un effetto collaterale piuttosto comune.

Difficoltà di concentrazione

La depressione comporta una sensazione di tristezza e solitudine, ma compromette anche il buon funzionamento del cervello. E’ stato dimostrato che tale condizione influenza una serie di processi mentali, tra cui concentrazione, capacità di parlare e memoria.

Uno studio pubblicato sull’American Journal of Psychiatry ha dimostrato che questo cosiddetto deterioramento cognitivo può essere altrettanto negativo nei soggetti colpiti da disturbo affettivo stagionale. Una donna che ha partecipato a tale studio, ha riferito di avere difficoltà nel ricordare i nomi e gli appuntamenti e di distrarsi con estrema facilità.


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