Quando l’ansia fa male alla memoria


All’improvviso capita di non ricordarsi più un numero di telefono che abbiamo usato mille volte o cosa si sta cercando nell’armadio. Contro i brutti scherzi dello stress possono servire i farmaci e non solo.

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Apriamo il cassetto e rimaniamo lì a chiederci cosa dovevamo prendere. Di fronte all’impiegato di banca che ci chiede il numero del conto corrente, abbiamo un improvviso vuoto mentale che ci mette ansia. Tutti, chi più chi meno, abbiamo vissuto situazioni simili.

Queste piccole amnesie sono un fenomeno fisiologico. Nelle donne sono più frequenti nel periodo premestruale, poiché gli ormoni in circolo tendono a modificare il funzionamento delle aree del cervello preposte all’organizzazione dei ricordi, come l’ippocampo.

Tuttavia, in alcune situazioni queste amnesie di lieve entità possono acuirsi. Non è il caso di preoccuparsi, ma è comunque consigliabile riferirle al medico. Solitamente sono il classico segnale che si sta attraversando un periodo di stress o di ansia. In questi casi, l’organismo produce glucocorticoidi, sostanze che rallentano la nascita dei neuroni nell’ippocampo (l’unica zona del cervello dove queste cellule cerebrali continuano a prodursi anche in età adulta).

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Anzitutto, è necessario affrontare il problema che sta a monte, ovvero l’ansia e lo stress: il medico di base potrebbe prescrivere ansiolitici o consigliare una psicoterapia. Nel frattempo, è possibile aiutare la mente potenziando l’ippocampo.

Un rimedio è quello di assumere vitamina E, che contrasta l’invecchiamento delle cellule cerebrali. In questi casi, non basta consumare in grandi quantità gli alimenti che la contengono. E’ necessario farsela prescrivere dal medico che consiglierà la dose adatta a seconda dei casi. Attenzione, un eccesso può essere dannoso.

Oppure è possibile ricorrere al ginkgo biloba sotto forma di compresse: contiene flavonoidi, sostanze antiossidanti che migliorano anche la circolazione cerebrale.

In ogni caso, prima di iniziare ad assumere un integratore, è consigliabile consultare sempre il medico.

Per favorire la nascita di nuovi neuroni, è possibile provare ad “uscire dagli schemi” di tanto in tanto: cambiare percorso quando si va al lavoro o cimentarsi in un nuovo hobby, contribuiscono ad aiutare il cervello ad essere più elastico.


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