Privazione del sonno: quali sono gli effetti sulla mente?


Vi capita spesso di dimenticare cose che siete sicuri di sapere? Vi risulta difficile concentrarvi su compiti complessi? Dormite meno di sei ore per notte?

Link sponsorizzati

Se la risposta è sì, probabilmente non dormite a sufficienza. Proprio così, la carenza di sonno può impedire di pensare in modo chiaro e condizionare le emozioni. Gli studi dimostrano che una eccessiva privazione del sonno rischia di compromettere le prestazioni lavorative, di danneggiare le relazioni interpersonali e causare problemi umorali, come rabbia e depressione.

Perché molte persone non danno peso all’importanza del sonno?

La maggior parte delle persone che non dormono a sufficienza, non realizzano la gravità del prezzo che saranno costrette a pagare in un secondo momento proprio a causa di questa privazione, ovvero ripercussioni sulla salute mentale e cognitiva.

Molte persone considerano il sonno come un “lusso”. Sono consapevoli di sentirsi meglio dopo un buon sonno ristoratore e di sentirsi peggio quando questo viene a mancare. Ma è bene ricordare che il sonno migliora l’apprendimento, la memoria e la capacità di discernimento.

Quando dormiamo è come se depositassimo la nostra energia in banca. A livello cellulare, durante il sonno l’organismo provvede a ristorare sé stesso. Senza di esso, non è possibile espletare molte funzioni, sia fisiche che mentali.

Recuperare le ore di sonno perdute, inoltre, non è una passeggiata. Se dormite meno di sei ore per notte per una settimana, per esempio, accumulerete un debito di sonno pari ad una notte intera. Una quantità che difficilmente riuscirete a compensare con qualche ora di sonno in più durante il fine settimana.

La sonnolenza cronica e le sue conseguenze

Le persone che soffrono di privazione del sonno spesso affermano di sentirsi “annebbiate”. Ma perché? Ecco le motivazioni principali:

  • La sonnolenza rallenta i processi del pensiero. Gli scienziati che hanno studiato a fondo la sonnolenza, hanno scoperto che la privazione del sonno riduce il livello di attenzione e di concentrazione. Quando risulta difficile concentrarsi e prestare attenzione, ci si sente più confusi. Questo ostacola la capacità dell’individuo di svolgere compiti che richiedono l’applicazione di un ragionamento logico o di un pensiero complesso. La sonnolenza danneggia anche la capacità decisionale. Prendere decisioni diventa quindi più difficile, proprio perché non si è in grado di valutare opportunamente le situazioni e di scegliere il comportamento giusto.
  • La sonnolenza influisce negativamente sulla memoria. La ricerca suggerisce che le connessioni nervose, che stanno alla base dei nostri ricordi, si rafforzano durante il sonno. Il sonno incorpora nella memoria a breve termine le cose che abbiamo imparato e vissuto nel corso della giornata. Sembra che le differenti fasi del sonno svolgano ruoli diversi per quanto concerne il consolidamento di nuove informazioni nella memoria. Se il sonno è disturbato o viene interrotto, è inevitabile che il tutto si ripercuota su questi cicli. Quando si è assonnati, si dimenticano spesso le cose e si tende a sbagliare con più facilità. L’incapacità di concentrarsi, dovuta alla privazione del sonno, inoltre, indebolisce ulteriormente la memoria.
  • Una pessima qualità del sonno rende più difficoltoso l’apprendimento. La privazione del sonno influisce sulla capacità di apprendimento in due modi. In considerazione dello scarso livello di concentrazione, risulta più difficile recepire nuove informazioni e, di conseguenza, l’efficienza del meccanismo di apprendimento viene inevitabilmente compromessa. Anche la memoria, fondamentale per l’apprendimento, ne risente. Nei bambini, la sonnolenza può provocare iperattività e ostacolare l’apprendimento. Negli adolescenti, invece, mina la capacità di concentrazione, il livello di diligenza e la capacità mnemonica, elementi necessari durante le ore di scuola.

privazione del sonno e mente

Rallentamento dei tempi di reazione

La sonnolenza rende i tempi di reazione più lenti, un problema particolarmente rischioso quando si è alla guida di un veicolo o quando si svolgono attività lavorative (e non) che richiedono tempi di reazione veloci. La National Highway Traffic Safety Administration stima che almeno 100.000 incidenti denunciati ogni anno alla polizia, siano dovuti alla stanchezza dei conducenti dei mezzi coinvolti. Altre stime, invece, ne aumentano il numero ad un milione (il 20% degli incidenti). Da un sondaggio condotto dalla National Sleep Foundation, è emerso che quasi un terzo degli americani ha ammesso di addormentarsi quando si trova alla guida di un veicolo.

Non è necessario addormentarsi al volante per costituire un pericolo. La sonnolenza di per sé è pericolosa quanto mettersi alla guida mentre si è ubriachi. Guidare quando si ha sonno è come guidare con un tasso alcolemico pari allo 0.8. Inoltre, mettersi alla guida in stato di ebrezza e quando si ha sonno costituisce un doppio pericolo, poiché la privazione del sonno enfatizza gli effetti dell’alcol.

I soggetti più a rischio di incidenti stradali dovuti alla stanchezza sono gli adolescenti e i giovani adulti, soprattutto di sesso maschile. Sono ad alto rischio anche i turnisti che lavorano di notte, per molte ore o a orari irregolari e le persone che soffrono di disturbi legati al sonno non debitamente curati, come apnea notturna e narcolessia.

L’impatto su umore e salute mentale

La carenza di sonno può alterare l’umore in modo significativo. Essa provoca irritabilità, rabbia e può ridurre la capacità di far fronte ad episodi di stress.

Con l’andare del tempo, le alterazioni della memoria, dell’umore e di altre funzioni possono diventare croniche influendo negativamente sull’attività lavorativa e sui rapporti interpersonali.

La sonnolenza cronica aumenta il rischio di depressione. Uno studio condotto dai ricercatori della University of North Texas ha scoperto che le persone che soffrono di insonnia presentano una probabilità 10 volte superiore di sviluppare depressione e una probabilità 17 volte superiore di soffrire d’ansia.

La privazione del sonno e la depressione sono così strettamente correlate fra di loro che gli specialisti del sonno spesso hanno difficoltà ad identificare quale dei due fenomeni sia comparso per primo nei loro pazienti. Il sonno e l’umore si influenzano a vicenda. Non è raro che le persone che non dormono a sufficienza siano depresse, così come è altrettanto comune che le persone che soffrono di depressione non riescano a dormire a sufficienza.

Come riconoscere quando la sonnolenza diventa un problema

Le ore di sonno necessarie sono una questione estremamente soggettiva, poiché variano da individuo a individuo. Gli esperti affermano che il modo migliore per valutare se si dorme a sufficienza è quello di prestare attenzione a come ci si sente una volta svegli. Quando ci si sveglia non si dovrebbe avere sonno. Bisognerebbe essere energici durante il corso della giornata e il livello di energia dovrebbe scemare lentamente via via che ci si avvicina all’orario in cui si è soliti andare a letto.

Valutate le vostre capacità di giorno in giorno, così come la qualità della vostra vita. Chiedetevi se la vostra performance cognitiva è come vorreste che fosse: avete conflitti con altri dipendenti o con il vostro capo riguardo memoria, attenzione o concentrazione e in particolare riguardo la vostra produttività? Se la risposta è sì, è giunto il momento di prendere provvedimenti.

Fonti

  • National Institute of Neurological Disorders and Stroke: “Brain Basics: Understanding Sleep”
  • National Highway Traffic Safety Administration: “Drowsy Driving and Automobile Crashes”
  • US Department of Health and Human Services: “Your Guide to Healthy Sleep”
  • NIH National Heart, Lung and Blood Institute: “Your Guide to Healthy Sleep”
  • Harvard Medical School: “Sleep, Learning and Memory”, “Sleep, Performance and Public Safety”
  • National Sleep Foundation: “Teens and Sleep”

Condividi con: