Depressione e cibo: le abitudini alimentari da evitare


Quando si soffre di depressione, spesso le abitudini alimentari ne risentono. Alcune persone mangiano troppo e aumentano di peso poiché considerano il cibo un mezzo per alleviare la loro condizione. Altre, invece, si sentono talmente esauste che preparare pasti equilibrati diventa per loro un’impresa difficoltosa, lasciando così spazio all’inappetenza.

Link sponsorizzati

Molto spesso le persone tendono ad usare il cibo come una sorta di valvola di sfogo per sentirsi meglio o per affrontare situazioni emotive difficili. Questo comportamento, però, non fa altro che alimentare ulteriormente quella sorta di circolo vizioso in cui spesso rimangono intrappolate le persone che soffrono di depressione. In questi casi, è di fondamentale importanza relazionarsi con gli altri per evitare l’isolamento. Parlare con gli amici e con un terapeuta è di notevole aiuto per uscire da questo circolo vizioso con successo.

Qui di seguito elencheremo i tre modi più comuni con cui la depressione clinica può condizionare le abitudini alimentari e vi proporremo dei suggerimenti su come iniziare a compiere scelte più salutari con l’aiuto del vostro medico o del terapeuta.

Utilizzare il cibo come “automedicazione”

Le persone che soffrono di depressione spesso utilizzano il cibo come “automedicazione”. Tendono a mangiare per migliorare o evitare stati d’animo negativi o che possono essere causa di disagio, come tristezza, vergogna e disprezzo per sé stessi.

Spesso le tipologie di alimenti più desiderate in questo caso sono i carboidrati e i dolci, come il gelato e le torte. Nelle persone che soffrono di depressione questi cibi fungono da “calmante”. Questo accade perché gli alimenti ricchi di carboidrati e di zuccheri aumentano i livelli di serotonina, una sostanza cerebrale che migliora l’umore.

Consumare cibi ricchi di zuccheri e grassi favorisce una maggiore sensazione di calma e tranquillità. Tuttavia, a lungo andare, una dieta basata quasi esclusivamente sul consumo di questo tipo di alimenti può portare all’insorgenza di problemi di salute, tra cui aumento di peso, maggiore rischio di malattie cardiache, diabete e altre condizioni di grave entità.

Inappetenza e scarsa alimentazione 

Molte persone che soffrono di depressione perdono l’appetito e, in alcuni casi, finiscono col perdere involontariamente peso. Il desiderio nei confronti del cibo diventa pressoché inesistente, la propensione a saltare i pasti diventa maggiore e molto spesso si preferisce dormire o starsene a letto piuttosto che sedersi a tavola per gustare il pasto.

Questo accade perché quando si soffre di depressione possono venire a mancare la motivazione o l’energia necessarie per mangiare. Inoltre, lo stress può giocare un ruolo molto importante nella mancanza di appetito. Quando si è ansiosi, preoccupati e tutto sembra essere senza via di uscita, il cibo perde attrattiva e diventa l’ultimo dei pensieri.

Ma il non mangiare a sufficienza può comportare maggiore irritabilità e sensibilità che inevitabilmente non faranno altro che aggravare la preesistente condizione di depressione.

depressione e abitudini alimentari

Mangiare qualsiasi cosa sia facilmente reperibile

Quando si soffre di depressione, ci si sente privi di energia e anche i gesti più banali, come fare la spesa o preparare i pasti, possono sembrare scoraggianti. Quindi, si tende a consumare alimenti convenienti, facilmente reperibili e che non richiedono particolari tempi di preparazione, ma che non sono nutrienti e che non costituiscono la base di una dieta equilibrata e variegata.

Le persone che soffrono di depressione spesso finiscono col seguire un’alimentazione composta quasi esclusivamente da cibi da fast-food, piatti pronti o qualsiasi alimento che sia a portata di mano in cucina (come l’ultima scatola di biscotti, per esempio).

Può anche capitare che chi soffre di depressione si ritrovi a mangiare sempre la stessa tipologia di cibi proprio per l’incapacità, dovuta alla condizione, di creare e seguire un programma alimentare salutare ed equilibrato.

Altri fattori da non sottovalutare che affliggono i soggetti depressi sono la difficoltà di concentrazione, problemi di memoria e difficoltà nel prendere decisioni. Anche i compiti più semplici diventano eccessivi e insormontabili. Quindi, mangiare lo stesso tipo di alimento durante la giornata rappresenta la scelta più semplice.

Chiedere aiuto è il primo passo da compiere

Gli esperti affermano che prima di modificare le abitudini alimentari, il primo passo che una persona che soffre di depressione dovrebbe compiere è quello di chiedere aiuto ad una figura professionale in grado di scegliere e consigliare il tipo di trattamento migliore per affrontare questa condizione. Tentare di mettersi a dieta prima di aver affrontato il problema della depressione, può tramutarsi in un’esperienza frustrante e controproducente.

Nel caso in cui i sintomi che caratterizzano la depressione permangano per più di due settimane interferendo con lo svolgimento delle attività quotidiane, è consigliabile consultare il medico o un terapeuta. E’ bene informare il medico circa eventuali cambiamenti di peso o di appetito. Il programma più efficace atto a trattare la depressione in genere include terapia, farmaci antidepressivi o la combinazione di entrambi.

Il momento migliore per una rivalutazione delle abitudini alimentari (sempre con l’aiuto di una figura professionale) è quando il paziente inizia a sentirsi meglio dopo aver seguito il trattamento suggerito dal medico.

Come evitare le “trappole” alimentari

Quando lo stato depressivo inizia a migliorare, le seguenti strategie possono contribuire a far seguire un regime alimentare più salutare e ad evitare quelle che potremmo definire “trappole” alimentari:

  • Appagamento dei sensi: è importante trovare modi diversi dal cibo per trovare conforto. Per esempio, fare un bagno caldo, avvolgersi in una morbida coperta o sorseggiare tè caldo rappresentano soluzioni decisamente appaganti.
  • Ascoltare il corpo: quando si pensa di avere fame, è bene fermarsi e chiedersi “Ho veramente fame oppure questa sensazione corrisponde a qualcosa di diverso?”. Ponendosi questo quesito è possibile capire che in realtà non si ha bisogno di mangiare biscotti o patatine, ma di una chiacchierata con un amico o con una persona cara.
  • Seguire una dieta variegata: le carenze nutrizionali possono aggravare la depressione. E’ consigliabile consumare un’ampia varietà di cibi, tra cui cereali integrali, verdura, frutta, carni magre e latticini poveri di grassi. E’ bene prendere in considerazione l’idea di fissare un appuntamento con un nutrizionista che possa stilare un programma alimentare semplice e bilanciato.
  • Una sferzata di energia: la cosa migliore da fare è praticare attività che possano dare una sferzata di energia, come fare una passeggiata, giocare col cane o ascoltare musica. Quando si fa qualcosa che influenza positivamente l’umore migliorandolo, le probabilità di abbuffarsi o di compiere scelte alimentari carenti sono inferiori.

Referenze

  • U.S. National Library of Medicine: “Depression”
  • The National Women’s Health Information Center: “Depression”
  • Mayo Clinic: “Depression (major depression)”
  • Albers S., Cleveland Clinic: “50 Ways to Soothe Yourself Without Food”
  • Jean Fain: “The Self-Compassion Diet: A Step-by-Step Program to Lose Weight with Loving-Kindness”

Condividi con: