Bambini e ansia: come comportarsi?


Anche i più piccoli possono soffrire di ansia, ma scoprirlo non è affatto facile.

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I bambini fino all’età di 10 anni tendono ad esprimere i propri disagi principalmente attraverso malesseri fisici, tra cui vomito, mal di testa, dolori alla pancia o alle gambe. Sintomi che possono sviare dal vero problema.

Una volta esclusa la causa fisica, comunque, per i genitori non è semplice sapere come comportarsi. Sdrammatizzare o assecondare i malesseri lamentati dal bambino?

Anzitutto, è di fondamentale importanza mantenere la calma il più possibile. Evitate, per esempio, di chiedere in continuazione al bambino se si sente meglio. Così facendo, non alimenterete ulteriormente la sua preoccupazione. Inoltre, è consigliabile aiutarlo nei momenti critici della giornata, quelli in cui l’ansia prende il sopravvento.

Ma cosa è possibile fare?

Se il bambino fatica a staccarsi dalla mamma…

Durante un periodo difficile, molti bambini faticano o non riescono a staccarsi dalla mamma nemmeno per poche ore, soprattutto quando devono andare a scuola.

Può capitare che si lamentino per il mal di pancia e il vomito oppure per il batticuore. In questi casi, è bene non sottovalutare il malessere esternato dal bambino considerandolo una sorta di disturbo immaginario. Rassicurate il piccolo abbracciandolo, ma fate in modo che continui ad andare a scuola.

bambini e ansia

Se decidete di farlo rimanere a casa, il bambino penserà che l’atto del sentirsi male può portargli dei vantaggi e sarà portato a rifarlo altre volte.

Potete parlare con l’insegnante e chiedere di preparargli una camomilla e telefonargli durante la ricreazione.

Una volta tornato da scuola, fate in modo di trascorrere più tempo con lui e di tranquillizzarlo.

Se il bambino dorme male…

Il sonno è un altro momento molto delicato. L’ansia, infatti, tende a manifestarsi di più quando si è più vulnerabili e quando le difese sono minori.

Le notti, quindi, possono essere disturbate da incubi e risvegli improvvisi, e prendere sonno diventa più difficile. In questi casi, provate a stabilire una sorta di tenero rituale prima che il bambino vada a dormire, in modo da rassenerarlo.

Se il piccolo lo chiede, concedetegli qualche notte nel lettone con voi o fatelo rimanere finché non si addormenta.

In ogni caso, se questi disturbi non passano spontaneamente dopo qualche settimana, è consigliabile rivolgersi a un neuropsichiatra infantile.


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