Dieta a bassissimo apporto calorico: una dieta non adatta a tutti


Tra i metodi tradizionali proposti per perdere peso ci sono anche le diete ipocaloriche. Queste diete prevedono un apporto calorico giornaliero che varia dalle 800 alle 1.500 calorie e promuovono una regolare attività fisica. Tuttavia, le persone moderatamente o gravemente obese possono prendere in considerazione un metodo alternativo per perdere peso in modo significativo e a breve termine: la dieta a bassissimo apporto calorico (VLCD – Very Low-Calorie Diet).

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Molte diete a bassissimo apporto calorico consistono in formule commerciali da 800 calorie (o meno) atte a sostituire la normale assunzione di cibo. Altre invece, come la ben nota dieta del pompelmo (conosciuta anche col nome di “dieta di Hollywood”), si basano sul consumo di grandi quantità dello stesso alimento ipocalorico. Le diete a bassissimo apporto calorico non possono essere in ogni caso paragonabili ai sostitutivi dei pasti reperibili tra gli scaffali dei supermercati.

Quanto sono efficaci le diete a bassissimo apporto calorico?

Una dieta a bassissimo apporto calorico può consentire ad una persona moderatamente o gravemente obesa di perdere circa 1,5-2,5 chili alla settimana, per un totale complessivo medio di 20 chili nel corso di 12 settimane. Una perdita di peso di questo tipo contribuisce a migliorare determinate condizioni legate all’obesità, come il diabete, l’ipertensione ed elevati livelli di colesterolo.

Tuttavia, le diete a bassissimo apporto calorico non sono più efficaci delle ben più modeste restrizioni alimentari quando si tratta del mantenimento a lungo termine del peso in eccesso perso. Combinare una dieta a bassissimo apporto calorico con una terapia comportamentale e con l’esercizio fisico, contribuisce a favorire la perdita di peso e a non riacquisire i chili persi. La terapia comportamentale aiuta a identificare ciò che scatena la voglia di abbuffarsi. In questo modo, individuando il fattore scatenante, sarà più semplice modificare in modo consapevole tali comportamenti.

dieta a bassissimo apporto calorico

Le diete a bassissimo apporto calorico sono sicure?

Le diete a bassissimo apporto calorico sono generalmente sicure se seguite, sotto stretto e adeguato controllo medico, da persone con un indice di massa corporea superiore a 30. L’impiego di una dieta a bassissimo apporto calorico negli individui con indice di massa corporea tra 27 e 30, dovrebbe essere riservato ai soggetti che soffrono di complicazioni causate dalla loro obesità.

Questo tipo di dieta non è adatto a tutti. I medici generalmente la raccomandano a seconda dei casi e sarà proprio il vostro medico a decidere se essa può essere adatta a voi. Le diete a bassissimo apporto calorico sono sconsigliate alle donne in gestazione o in fase di allattamento, ai bambini e agli adolescenti, eccezion fatta per alcuni programmi terapeutici specializzati. Questo tipo di diete non è adatto nemmeno alle persone con più di 50 anni, a causa della potenziale necessità di assumere farmaci per il trattamento di condizioni preesistenti o dei possibili effetti collaterali.

Quali sono gli effetti collaterali delle diete a bassissimo apporto calorico?

Molte persone che seguono una dieta a bassissimo apporto calorico per un periodo che varia dalle 4 alle 16 settimane, possono presentare effetti collaterali minori, come affaticamento, costipazione, nausea e diarrea. Di solito, comunque, queste condizioni migliorano nel giro di poche settimane e raramente rappresentano un ostacolo per i pazienti che hanno intenzione di portare a termine il programma.

L’effetto collaterale grave più comune riscontrato nei pazienti che seguono questo tipo di dieta, è la formazione di calcoli biliari. I calcoli biliari, che spesso si sviluppano nei soggetti obesi (specie nelle donne), sono ancora più comuni in caso di una rapida perdita di peso. Sembra, infatti, che una perdita di peso repentina possa ridurre la capacità della cistifellea di contrarre bile. E’ tuttavia poco chiaro se siano direttamente le diete a bassissimo apporto calorico a causare i calcoli biliari o se sia la quantità di chili persi a provocarne la formazione.

Quali sono ulteriori svantaggi delle diete a bassissimo apporto calorico?

Per essere in salute, necessitiamo di un equilibrio alimentare raggiungibile solo tramite il consumo di diversi gruppi di alimenti. E’ alquanto difficile attenersi alle basi di una buona nutrizione con meno di 800 calorie al giorno (anche un dietologo avrebbe problemi a farlo), specie se si è costretti a mangiare gli stessi cibi giorno dopo giorno.

Inoltre, una volta terminata la dieta, è altamente probabile che si riprendano nuovamente i chili persi, a meno che non vi sia una seria intenzione di cambiare il proprio stile di vita e le abitudini alimentari. Un impegno a lungo termine, vi aiuterà ad evitare che i chili persi possano nuovamente fare capolino sull’ago della bilancia.


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