Ondata di calore: quali sono i rischi per la salute?


L’ondata di calore è una condizione meteorologica estrema che si verifica durante la stagione estiva. E’ caratterizzata da temperature elevate, superiori ai valori usuali, che possono durare giorni o settimane.

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La terribile esperienza del 2003 ha dimostrato come un’ondata di calore non prevista possa portare gravi danni alla salute e, talvolta, esiti letali. In Italia, infatti, sono decedute circa 8.000 persone anziane a causa dell’ondata di calore del 2003. Si trattava di anziani soli, di età superiore ai 75 anni e con patologie concomitanti.

Vediamo ora nel dettaglio quali sono i rischi per la salute causati da questo fenomeno e come affrontarli.

Chi è più a rischio?

  • Le persone anziane. Generalmente le condizioni fisiche delle persone anziane sono più compromesse e il loro organismo tende ad essere meno efficiente quando si tratta di compensare lo stress dovuto al caldo e di rispondere in modo adeguato alle variazioni di temperatura. I soggetti più a rischio sono quelli che soffrono di malattie cardiovascolari, di ipertensione, di insufficienza renale cronica, di patologie respiratorie croniche e di malattie neurologiche.
  • Le persone non autosufficienti. Queste persone, infatti, dipendono dagli altri per l’assunzione di liquidi e per regolare l’ambiente in cui si trovano.
  • Le persone che assumono regolarmente farmaci. Ci riferiamo a farmaci che possono aumentare la produzione di calore o che possono interferire con la termoregolazione fisiologica.
  • I neonati e i bambini piccoli. In considerazione della loro ridotta superficie corporea e non essendo completamente autosufficienti, questi soggetti possono essere esposti al rischio di un eccessivo aumento della temperatura corporea e di disidratazione. Questo potrebbe comportare possibili conseguenze dannose sul sistema cardiocircolatorio, neurologico e respiratorio.
  • Chi pratica attività fisica o svolge un lavoro intenso all’aria aperta. In questi casi il rischio di disidratazione è maggiore.

ondata di calore

Quali sono i rischi per la salute?

I problemi di salute provocati dal caldo eccessivo possono presentarsi sotto forma di sintomi di minore entità (crampi, lipotimia, edemi) o di grave entità (colpo di calore, congestione, disidratazione).

Crampi

I crampi sono provocati da uno squilibrio elettrolitico, da una carenza di sodio (dovuta alla perdita di liquidi) o da una insufficienza venosa, spesso associata ad edema alle caviglie.

In caso di squilibrio elettrolitico, i soggetti più colpiti dai crampi sono gli anziani che assumono una quantità insufficiente di liquidi o coloro che praticano esercizio fisico senza provvedere ad una sufficiente reintegrazione dei liquidi persi con la sudorazione.

Nel caso di carenza di sodio, le persone soggette a crampi sono quelle non acclimatate che, pur avendo un adeguato livello di idratazione, non reintegrano i sali minerali persi. Questi soggetti, oltre ai crampi, possono presentare altri sintomi quali cefalea, stanchezza e affaticamento, e necessitano di essere reidratate tramite una abbondante assunzione di acqua.

In caso di insufficienza venosa, i crampi compaiono più frequentemente durante la notte o dopo una prolungata stazione eretta. In questo caso, è consigliabile che il soggetto assuma una posizione dove gli arti superiori sono sollevati di almeno 4 cm rispetto al cuore, rinfrescando con acqua fredda gli arti inferiori.

Edema

L’edema è la conseguenza di una vasodilatazione periferica prolungata. Quest’ultima causa un ristagno di sangue nelle estremità inferiori che, con l’aumento della pressione intravasale, provoca un travaso di liquidi nell’interstizio.

Per rimediare in modo semplice ed efficace a questa condizione, è consigliabile tenere le gambe sollevate ed eseguire movimenti dolci per favorire il flusso venoso. Come alternativa, si consiglia di effettuare delle docce fredde agli arti inferiori, direzionando il getto dell’acqua dal basso verso l’alto e dall’interno verso l’esterno fino alla sommità della coscia.

E’ importante non sottovalutare questo sintomo, poiché può essere associato a scompenso cardiaco.

Lipotimia (svenimento)

La lipotimia, più comunemente conosciuta come svenimento, è caratterizzata da una improvvisa perdita di coscienza.

La causa principale è il calo della pressione arteriosa dovuto al ristagno di sangue nelle zone periferiche che, a sua volta, comporta una diminuzione dell’apporto di sangue al cervello.

E’ possibile prevenire lo svenimento se, una volta comparsi i primi sintomi (sudore freddo, vertigini, visione offuscata, secchezza delle fauci), il soggetto provvede a stendersi e a tenere le gambe sollevate rispetto al cuore.

Stress da calore

Lo stress da calore si manifesta con un senso di malessere generale, leggero disorientamento, nausea, vomito, debolezza, cefalea, tachicardia, ipotensione, confusione, irritabilità e oliguria. Questa condizione è caratterizzata da una intensa sudorazione e da temperatura corporea leggermente elevata. Se non diagnosticata o trattata in breve tempo, può progredire e trasformarsi in colpo di calore. La diagnosi è facilmente confondibile con quella di una malattia virale.

In caso di stress da calore è necessario spostare il soggetto in un ambiente fresco e provvedere a reintegrare i liquidi tramite bevande ricche di sali minerali e zuccheri. In casi più gravi, il soggetto deve essere rinfrescato togliendo gli indumenti e bagnandolo con acqua fresca o avvolgendone il corpo in un lenzuolo bagnato.

Colpo di calore

Il colpo di calore è una condizione di grave entità. In caso di mancato o ritardato trattamento può portare anche al decesso.

Il colpo di calore ha luogo nel momento in cui la capacità di termoregolazione dell’organismo è compromessa e la temperatura corporea raggiunge valori che si aggirano intorno ai 40°C. E’ caratterizzato da iperventilazione, insufficienza renale, edema polmonare, anidrosi, aritmie cardiache e può sopraggiungere lo shock accompagnato da delirio che può progredire fino alla perdita di coscienza.

In caso di colpo di calore, il soggetto deve essere immediatamente ricoverato in ospedale. Durante l’attesa dell’ambulanza, la persona colpita dal colpo di calore deve essere spogliata e ventilata, rinfrescata con acqua fresca applicando degli impacchi di acqua fredda sugli arti.

Congestione

La congestione avviene quando il soggetto introduce bevande ghiacciate nell’organismo surriscaldato, durante o immediatamente dopo i pasti.

L’afflusso eccessivo di sangue all’addome può rallentare o bloccare la digestione. I primi sintomi sono sudorazione e dolore toracico.

In caso di congestione, il soggetto deve sospendere ogni attività. E’ consigliabile far sedere o sdraiare la persona in un luogo caldo e asciutto. Se la congestione non si risolve nel giro di poco tempo, è necessario chiamare un medico.

Disidratazione

La disidratazione avviene quando la quantità di acqua persa dall’organismo è maggiore di quella introdotta. Grazie allo stimolo della sete, di norma si assumono circa 1,5 litri di acqua al giorno. L’organismo è disidratato e funziona male quando:

  • la quantità richiesta di acqua è maggiore, come nel caso di temperature elevate
  • la quantità di liquidi persa è elevata, come in caso di febbre, vomito e diarrea
  • la quantità di acqua assunta volontariamente dal soggetto non è sufficiente

I principali sintomi sono: sete, debolezza, palpitazioni, ansia, vertigini, ipotensione, pelle e mucose asciutte.

Gli effetti sulla pressione arteriosa

Le persone che soffrono di ipertensione e cardiopatie, soprattutto se anziane, possono manifestare episodi di diminuzione della pressione arteriosa, specie passando dalla posizione sdraiata a quella eretta (ipotensione ortostatica).

In questi casi è bene evitare un passaggio brusco dalla posizione orizzontale a quella verticale. E’ inoltre consigliabile evitare di alzarsi in modo brusco dal letto, specie nelle ore notturne. Prima di alzarsi in piedi, è meglio fermarsi in posizioni intermedie, come, per esempio, sedersi sul bordo del letto per alcuni minuti.

Fonte ufficiale: Ministero della Salute


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