Grasso addominale: gli errori alimentari da evitare


Quante volte vi siete messi di impegno per eliminare una volta per tutte quella fastidiosa “pancetta”? E quante volte, nonostante i vostri sforzi, guardandovi allo specchio vi siete resi conto di non aver ottenuto i risultati sperati? La “pancetta” è ancora lì che fa capolino dalla cintura. Ma perché?

Link sponsorizzati

Prima di tutto, è bene ricordare che i fattori in gioco sono molteplici. Il grasso addominale in eccesso può essere associato anche ad una lunga lista di condizioni croniche, tra cui malattie cardiache, diabete e ipertensione (pressione alta).

Esistono molte ragioni per cui gli sforzi atti ad appiattire il vostro ventre sono risultati essere vani. Una di queste motivazioni è da ricercarsi in ciò che mangiate, come mangiate e quando mangiate. L’alimentazione, quindi, ricopre un ruolo fondamentale se è vostra intenzione eliminare il grasso addominale in eccesso.

Per eliminare il grasso addominale in eccesso devo solo praticare più attività fisica

Non è proprio così. Se introducete nel vostro corpo una quantità di calorie maggiore rispetto a quella che bruciate, state seguendo la direzione sbagliata. E se siete convinti che è possibile risolvere il problema in modo definitivo facendo più palestra, pensateci due volte.

Praticare solo attività fisica non è sufficiente se volete ridurre la quantità di adipe addominale.

Quando si tratta di perdere peso, il ruolo ricoperto dall’attività fisica è spesso mitizzato. Certo, fare movimento è molto importante, ma è necessario anche rivedere le abitudini alimentari. L’esercizio fisico è fondamentale per la salute cardiovascolare, ma se volete intraprendere il percorso del dimagrimento dovrete iniziare con l’analizzare ciò che mangiate.

Molti uomini dai 40 anni in su spesso sperimentano le frustazioni derivanti da un’intensa attività fisica risultante in una insoddisfacente perdita di peso. Questo perché ciò che funzionava in passato, ora non ha più il medesimo effetto.

Ovviamente, è necessario praticare attività fisica per perdere peso e per mantenere il peso forma raggiunto. L’importante è che non concentriate i vostri sforzi esclusivamente sull’esercizio fisico, considerandolo come la soluzione unica per tenere sotto controllo le calorie.

La frequenza dei pasti

Prestare attenzione a ciò che si mangia è di fondamentale importanza, ma è altresì necessario tenere in dovuta considerazione la frequenza con la quale si mangia.

Mangiare di fretta invece di mangiare seguendo il ritmo naturale del vostro corpo, può contribuire all’aumento di peso. Mangiare ad orari improbabili e sballati, non fa altro che mandare in tilt i segnali del cervello che fanno capire al nostro organismo quando siamo affamati e quando siamo sazi. Questa irregolarità potrebbe invogliarci a mangiare più del necessario.

Molte persone sono convinte che saltare i pasti sia il modo migliore per ridurre le calorie e, quindi, per perdere peso, ma ciò non è assolutamente vero. Nel momento in cui saltate i pasti, il metabolismo inizia a rallentare e il corpo comincia a immagazzinare grasso. E la maggior parte di questo adipe viene immagazzinato proprio a livello addominale.

Tutto ciò che influisce sul tasso metabolico, contribuisce inevitabilmente alla formazione di adipe.

Il metabolismo rallenta in modo naturale con l’avanzare degli anni. Anche se è impossibile cambiare il corso di questo evento naturale, è comunque possibile mantenere il metabolismo attivo mangiando regolarmente. Un’alimentazione regolare prevede i seguenti pasti: colazione, pranzo, cena e spuntini salutari tra un pasto e l’altro.

Come abbiamo già precisato in altri articoli, il corpo umano è come una macchina e per farlo funzionare correttamente deve essere alimentato in modo regolare durante il corso della giornata.

grasso addominale

Le porzioni

Potrà sembrarvi una cosa ovvia, ma controllare le porzioni di ciò che mangiate è la chiave vincente per controllare anche le dimensioni del vostro stomaco. Questa prassi risulta molto più semplice da attuare se vi attenete alla regola del “buon tempismo”. Vediamo di spiegare meglio il concetto: se nel momento in cui vi apprestate a mangiare siete eccessivamente affamati, sarete più portati ad abbuffarvi. La fame eccessiva è spesso seguita da pasti altrettanto eccessivi, per quanto riguarda la quantità di cibo introdotta.

I tre pasti principali (colazione, pranzo e cena) non dovrebbero superare le 700 calorie l’uno. Per un pieno di energia, a colazione provate una tazza di avena con mirtilli e un cucchiaio di noci. A pranzo e a cena, la quantità di proteine non dovrebbe essere superiore ai 110-140 grammi di carne magra o di pesce ricco di Omega 3, come il salmone. Il tutto dovrà essere abbinato a verdura e cereali integrali, come quinoa o riso integrale. Per quanto riguarda gli spuntini di metà mattina e metà pomeriggio, evitate patatine e dolciumi vari. Optate, invece, per una mela o un vasetto di yogurt greco privo di grassi.

Più il cibo che mangiate è salutare, maggiore sarà la quantità che potrete consumarne.

Le persone collegano la dieta al mangiare meno e immaginano che seguire un regime dietetico significhi “fare la fame”. Ma se invece di mangiare sempre bistecca e patate, passate a frutta e verdura, potrete effettivamente mangiare di più.

Evitate il consumo di alimenti processati e/o lavorati, ovvero i classici cibi pronti. Certo, sono facili e veloci da preparare, ma possono contribuire all’aumento di peso poiché sono ricchi di grassi e zuccheri.

Stress e alimentazione

Lo stress, oltre ad essere un fattore di rischio di malattie come problemi cardiaci e depressione, può anche contribuire all’aumento di peso.

Se siete attanagliati dal continuo pensiero dell’imminente riunione col vostro capo o se siete preoccupati delle molteplici scadenze finanziarie a vostro carico, non avrete energia mentale a sufficienza per stilare e seguire un programma alimentare quotidiano.

Quando ci si sente ansiosi, infatti, si tende a consumare cibi grassi come dolciumi e biscotti.

Lo stress è un grande problema rappresentato non solo da situazioni di stress elevato, ma anche dallo stress di tutti i giorni.

Quindi, se è vostra intenzione ridurre il girovita eliminando il grasso addominale in eccesso, dovrete intraprendere le azioni necessarie atte a tenere sotto controllo i livelli di stress. E non si tratta solo di quello che mettete nel piatto.

Fate semplici esercizi di rilassamento e due volte al giorno dedicate alcuni minuti ad esercizi di respirazione profonda. Mettendo in pratica questi semplici accorgimenti, potrete imparare a gestire lo stress impedendo che i suoi effetti si ripercuotano sulla vostra salute.

Le calorie extra delle bevande

Prima di bere un altro succo di frutta o un’altra bibita gassata, date un’occhiata alle informazioni nutrizionali riportate sull’etichetta per controllare l’apporto calorico. Potreste rimanere sorpresi. In considerazione del fabbisogno di liquidi giornaliero di cui il corpo necessita, potreste introdurre una quantità eccessiva di calorie che non farebbero altro che aumentare le dimensioni del vostro addome.

Quando si ha sete, la scelta migliore rimane sempre il classico bicchiere di acqua. Se preferite il latte, scegliete quello scremato o parzialmente scremato. In questo modo, potrete soddisfare il fabbisogno di calcio e di vitamina D, senza calorie aggiunte.

Evitate il latte intero e bevete molta acqua piuttosto che un succo di frutta.

Consumate gli alcolici con moderazione. Oltre agli ormai ben noti motivi di salute, l’alcol incide sul girovita non solo a causa del suo apporto calorico. Quando consumate bevande alcoliche, tendete a perdere le inibizioni e, come conseguenza, il senso di fame prenderà il sopravvento.

Questo connubio è alquanto malsano, quindi fate attenzione.

Referenze

  • Mayo Clinic: “Stress: Constant stress puts your health at risk”, “Weight Loss Help: Gain control of emotional eating”
  • Harvard Health Publications: “Why People Become Overweight”

Condividi con: