Disordini alimentari: consigli per i genitori


Nel momento in cui un genitore scopre che il proprio figlio soffre di un disordine alimentare, è naturale e comprensibile che si senta insicuro su come sia meglio agire e su quali strategie adottare per affrontare il problema.

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Comprendere il vostro ruolo

Vostro figlio o vostra figlia iniziano improvvisamente a comportarsi in modo diverso dal solito: eccessivamente introversi, suscettibili, irritabili e insolenti. Questo può rendere più difficoltoso comunicare con loro, specie in un momento come questo dove la comunicazione è di estrema importanza.

Può essere di aiuto tenere a mente che in una situazione delicata come questa sono maggiormente inclini a stare sulla difensiva, perché il disordine alimentare di cui soffrono è il loro modo per affrontare un problema e quindi saranno riluttanti nell’affrontare la questione, almeno all’inizio.

Se vostro figlio o vostra figlia sono già in cura per risolvere questo problema, il gruppo di supporto che si occupa del trattamento della loro condizione gioca un ruolo fondamentale per quanto concerne il recupero. Ma non sottovalutate l’importanza del vostro affetto e del vostro supporto.

Di solito, i ragazzi, una volta superata questa condizione, tendono a ribadire quanto sia stato importante, ai fini della guarigione, ricevere affetto incondizionato e supporto dai loro cari, anche quando erano consapevoli del fatto che il loro comportamento fosse piuttosto difficile da comprendere.

Parlate con una delle figure professionali che si occupa del trattamento di vostro figlio circa quale dovrebbe essere il vostro ruolo in quanto genitore e chiedete consiglio su cosa potete fare a casa per essere di ulteriore aiuto. I consigli che seguono possono esservi di aiuto per migliorare la comunicazione e gestire al meglio la situazione nei momenti in cui vostro figlio deve mangiare.

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Consigli per una comunicazione efficace con vostro figlio

Parlare con vostro figlio o vostra figlia del disordine alimentare di cui stanno soffrendo può essere molto difficile, specialmente se da parte loro non esiste la consapevolezza di avere un problema. Tuttavia, la comunicazione è fondamentale come supporto atto a risolvere il problema. Quindi non fatevi scoraggiare dalle reazioni di vostro figlio o di vostra figlia, e continuate a tentare.

Se volete parlare direttamente con loro del disordine alimentare di cui stanno soffrendo:

  • preparate a priori il discorso che avete intenzione di fare
  • non rimproverateli e non giudicateli
  • concentratevi sul loro stato d’animo
  • mantenete la calma
  • fate in modo di avere a disposizione delle fonti a cui fare riferimento
  • aspettatevi di ricevere una risposta negativa

Può anche essere di aiuto:

  • informarsi il più possibile circa i disordini alimentari. Vi aiuterà a comprendere a fondo con cosa avete a che fare
  • enfatizzate il vostro affetto nei loro confronti e rassicurateli che voi sarete sempre lì per loro, pronti ad aiutarli
  • evitate di parlare del loro aspetto, anche se si tratta di un complimento. Cercate di conquistarvi la loro fiducia in altri modi, per esempio congratulandovi con loro per aver ottenuto un buon risultato a scuola
  • evitate di parlare di diete o problemi di peso in riferimento ad altre persone
  • parlate loro delle figure professionali che possono aiutarli e rassicurateli che sarete al loro fianco quando si sentiranno pronti ad affrontare questo percorso
  • parlate in modo positivo delle attività che potrebbero svolgere che non prevedono la presenza di cibo, come hobbies e uscite con gli amici
  • non sentitevi feriti se non si apriranno a voi nell’immediato e non siate risentiti del fatto che tendono ad essere poco comunicativi con voi. Questo atteggiamento è dovuto alla loro malattia e non al rapporto che hanno con voi
  • chiedete loro cosa potete fare per essere di aiuto
  • esprimete apertamente le vostre sensazioni. Questo li incoraggerà a fare altrettanto
  • ricordate che le sensazioni che si celano dietro ad una persona che soffre di un disordine alimentare sono veramente difficili da esternare. Cercate di essere pazienti e ascoltate quello che tentano di comunicarvi
  • tentate di essere un buon esempio seguendo una dieta bilanciata e praticando attività fisica regolarmente

Consigli per gestire al meglio la situazione durante i pasti

  • se vostro figlio o vostra figlia sono in cura, chiedete consiglio alle figure professionali di riferimento su come organizzare i pasti in modo appropriato
  • prendete in considerazione l’idea di andare a fare shopping insieme e concordate pasti che sono accettabili per entrambi
  • trovate un accordo con tutti i membri della famiglia circa il come e il quando verranno organizzati i pasti
  • prima, durante e dopo il pasto non parlate delle porzioni, delle calorie o del contenuto di grassi del pasto stesso
  • evitate di consumare cibi ipocalorici in loro presenza ed evitate di acquistarli o di tenerli in casa
  • durante i pasti, fate in modo che l’atmosfera sia positiva e serena, anche se dentro di voi le sensazioni sono ben diverse
  • se vostro figlio o vostra figlia tentano di essere partecipi nella preparazione del pasto in modo da controllarlo, chiedete gentilmente loro di preparare la tavola o di lavare i piatti
  • durante i pasti non focalizzate la vostra attenzione su di loro. Godetevi il pasto e provate a fare conversazione
  • a fine pasto, provate a coinvolgere vostro figlio o vostra figlia in un’attività da fare in famiglia, come un gioco o guardare la televisione. Questo li aiuterà a distogliere la loro mente dal pensiero di aver mangiato “troppo” e di provvedere di conseguenza vomitando o praticando un’eccessiva attività fisica
  • non fatevi abbattere se un pasto dovesse andare male, continuate e perseverate

Aiuto e supporto

Se necessitate di un ulteriore supporto, esistono molteplici organizzazioni che possono esservi di aiuto. E’ importante che l’intera famiglia comprenda la situazione e cerchi aiuto. Consultate il medico il prima possibile. Il medico e il gruppo di persone che si occuperanno della guarigione di vostro figlio o vostra figlia, saranno in grado di consigliarvi.

Referenze

  • NHS: “Eatings disorders: advice for parents”

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