Bruciore di stomaco: cosa mangiare e i cibi da evitare - Oldeconomy

Bruciore di stomaco: cosa mangiare e i cibi da evitare




La domanda ricorrente tra coloro che soffrono di bruciore di stomaco è: "se mangio questo mi verrà il bruciore di stomaco?". Domanda più che lecita, ma la risposta potrebbe anche non corrispondere a ciò che in realtà ci si aspetta.

Questa condizione è caratterizzata principalmente da una sensazione di bruciore che dalla zona toracica si irradia fino alla gola. Questo accade quando gli acidi dello stomaco refluano, passando attraverso una valvola chiamata sfintere esofageo inferiore (cardias), e arrivano ad irritare anche l'esofago.

Alcuni cibi possono causare bruciore di stomaco, ma potete comunque avere un'ampia scelta di alimenti a disposizione. 

 

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Quantità eccessiva di cibo 

Il primo aspetto da tenere in considerazione, se volete contrastare la sensazione di bruciore allo stomaco, non è tanto il tipo di cibo, bensì la quantità dello stesso che consumate ad ogni pasto. Quando si parla di rischio di bruciore allo stomaco, la quantità ricopre un ruolo fondamentale. Questo è uno di quei casi dove la frase "più grande è, meglio è" risulta essere quanto mai inopportuna. Non importa quale sia il tipo di cibo, quanto salutare possa essere o quanto sia di vostro gradimento, nel momento in cui ne consumate una quantità eccessiva ad ogni pasto, la probabilità di insorgenza di bruciore allo stomaco sarà maggiore. Provate a tenere sotto controllo le porzioni utilizzando piatti più piccoli. 

Mangiare in fretta 

Siete sempre di fretta? Trangugiare il cibo non è sicuramente un'ottima idea, se volete risolvere il problema di bruciore allo stomaco. Mangiare in fretta non agevola una buona digestione e può favorire la comparsa dei sintomi propri di un'altra condizione conosciuta come reflusso gastroesofageo (il bruciore di stomaco è un sintomo tipico). Quindi, mangiate lentamente gustandovi appieno il pasto.

Alimenti grassi 

I cibi ricchi di grassi tendono a permanere nello stomaco più a lungo. Più a lungo permangono all'interno di esso, maggiori saranno le probabilità di sperimentare bruciore allo stomaco. Se poi siete soliti consumare porzioni abbondanti di alimenti ricchi di grassi, il rischio di insorgenza di bruciore allo stomaco raddoppia poiché le cause scatenanti, in questo caso, sono due: quantità eccessiva di cibo e alimenti ricchi di grassi.

Non è tassativamente necessario rinunciare ai vostri piatti preferiti. Provate a cucinarli in modo diverso. Invece della frittura, preferite tipi di cottura diversi, come al forno o alla griglia. Potete ridurre ulteriormente la quantità di grassi togliendo il grasso in eccesso dalla carne rossa o eliminando la pelle dal pollame. Piccoli accorgimenti come questi possono fare una grande differenza. Senza contare che possono tornare utili per la salute in generale.

Cibi acidi 

Gli alimenti acidi, che includono i pomodori, i prodotti contenenti pomodoro (come la salsa al pomodoro) e gli agrumi (come arance, limoni e pompelmi) possono causare bruciore allo stomaco, specie se consumati da soli o a stomaco vuoto. Anche l'aceto è molto acido. Ovviamente l'aceto è un alimento che non viene abitualmente consumato da solo, ma è un ingrediente comune nei condimenti per insalate e altre pietanze.

Per limitare il consumo di cibi acidi, le opzioni a disposizione sono molteplici. Preferite, per esempio, altri tipi di frutta e di verdura. Se non riuscite proprio a rinunciare a questo tipo di alimenti, limitatene comunque le porzioni e abbinateli ad altri cibi, che non siano acidi ovviamente. Per esempio, se volete cucinarvi un piatto di pasta con salsa al pomodoro potete utilizzare poca salsa e abbinarla al contempo con carne o verdura. Ogni individuo è un caso a sé stante, quindi sperimentate per riuscire a trovare il giusto compromesso.

Le bevande che possono causare bruciore di stomaco

Per prevenire il bruciore allo stomaco non dovete prestare attenzione solo ad una scelta mirata dei cibi, ma anche delle bevande. Alcune bevande, infatti, possono favorire la comparsa di bruciore allo stomaco, come caffè (normale o decaffeinato), tè caffeinato, coca cola e bevande similari, bibite carbonate o eccessivamente alcoliche. Le bevande caffeinate favoriscono la secrezione di acido nello stomaco, mentre quelle alcoliche rilassano lo sfintere esofageo inferiore (cardias) causando l'insorgenza di bruciore. Inoltre, alcuni tipi di bevande carbonate, possono gonfiare lo stomaco provocando anch'esse bruciore.

Per contrastare la comparsa di questa condizione, preferite le bevande non gassate e prive di caffeina. Le opzioni a disposizione includono: tè o tisane alle erbe, latte e acqua. Bere acqua ai pasti contribuisce a diluire l'acido presente nello stomaco, contrastando così la comparsa del bruciore. In considerazione della loro acidità, evitate anche le bevande contenenti pomodoro o agrumi. E se proprio non riuscite a fare a meno del caffè o di altre bevande che possono favorire il bruciore di stomaco, provate almeno a ridurne la quantità. Per esempio, l'utilizzo di una tazza o di un bicchiere più piccoli potrebbe tornare utile.

Il cioccolato 

La cioccolata contiene caffeina e quest'ultima può provocare bruciore di stomaco. Ma se l'idea di eliminare la cioccolata dalla vostra dieta proprio non vi va giù, provate a vedere se riducendone il consumo può esservi di aiuto per alleviare il problema. Controllate anche le porzioni. Forse un piccolo pezzetto di cioccolata non crea nessun problema. La vostra visione d'insieme deve essere comunque ampia. Vediamo di esemplificare: la cioccolata viene proposta come dolce alla fine di un pasto ricco di grassi? La state per consumare da sola a stomaco vuoto? In breve, quali altri fattori di rischio ci sono in gioco?

Cibi piccanti

Andate matti per i cibi piccanti? Bene, sappiate che possono provocare bruciore di stomaco. In ogni caso, gli alimenti e le salse piccanti non sono le uniche cause scatenanti. La menta piperita non è piccante, tuttavia può rilassare lo sfintere esofageo inferiore (cardias) favorendo la comparsa di bruciore. Infine, sebbene l'aglio e la cipolla non siano piccanti, sono comunque alimenti molto saporiti e possono stimolare l'insorgenza di bruciore.

Anche se soffrite di bruciore di stomaco, questo non significa che sia necessario consumare a vita cibi insapori. Provate a ridurre la quantità di sostanze piccanti. Per esempio, non è necessario ustionarsi la lingua per gustarsi la piccantezza tipica di un buon chili. Una pietanza può essere altrettanto squisita anche quando la piccantezza è appena percettibile. E se il vostro problema è il bruciore allo stomaco, ridurre il consumo di questa tipologia di alimenti può fare la differenza. Inoltre, esistono altri modi per insaporire i cibi che non prevedono un pizzicore eccessivo alla lingua.

Annotate ciò che vi causa bruciore allo stomaco

Siamo differenti l'uno dall'altro. Le cause del vostro bruciore di stomaco potrebbero non essere le stesse di un altro individuo. Per esempio, potreste tollerare meglio i cibi piccanti rispetto ad un'altra persona, che come voi soffre di questa condizione. Oppure potreste scoprire che consumare una tazzina di caffè abbinata a qualche altro alimento potrebbe essere più che gestibile. Iniziare ad annotare questi dettagli, ovvero gli alimenti che riuscite a tollerare e quelli che invece vi causano bruciore di stomaco, vi sarà di aiuto per modificare le abitudini alimentari che necessitano di essere cambiate.

La gomma da masticare

Masticare una gomma dopo un pasto stimola la salivazione. La saliva neutralizza l'acido e favorisce il transito intestinale. L'unica cosa da tenere a mente è di non scegliere una gomma da masticare al gusto menta o menta piperita, per evitare il rilassamento dello sfintere esofageo inferiore (cardias).

 

 

Referenze

  • American Academy of Family Physicians
  • American College of Gastroenterology
  • DeVault K., Castell D., American Journal of Gastroenterology, 2005
  • National Digestive Diseased Information Clearinghouse
  • Pettit M., Pharmacy World and Science, dicembre 2005
  • Univeristy of Maryland Medical Center
  • Cleveland Clinic
  • Talley N., Vakil N., American Journa of Gastroenterology, ottobre 2005




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