ADHD: l’alimentazione che aiuta a migliorare i sintomi


Per chi soffre della sindrome da deficit di attenzione e iperattività (che di seguito, per comodità, abbrevieremo in ADHD) esiste una dieta in grado di alleviare i sintomi? Esistono alimenti che sarebbe meglio consumare e altri che andrebbero evitati? Questo articolo si propone come scopo di rispondere a questo tipo di domande, offrendovi una panoramica sul legame che intercorre tra ADHD e alimentazione.

Link sponsorizzati

Seguire un determinato regime alimentare può essere di aiuto?

L’ADHD è una condizione che include due componenti:

  • incapacità di prestare attenzione
  • difficoltà a concentrarsi sui compiti o sugli incarichi assegnati

Per chi soffre di ADHD è spesso difficile rimanere tranquilli. Molte persone che soffrono di questa condizione, infatti, agiscono impulsivamente, ovvero agiscono prima di pensare. Altri sintomi correlati all’ADHD includono una sensazione di ansia o depressione, la presenza di pensieri negativi e difficoltà a dormire. L’ADHD colpisce bambini, ragazzi e adulti.

Non esiste una “cura” per l’ADHD. Tuttavia, l’assunzione di determinati farmaci e una terapia comportamentale possono essere di notevole aiuto alle persone che soffrono questa condizione. Ma per quanto riguarda l’alimentazione? Può essere anch’essa di aiuto?

Che cosa è una dieta ADHD?

Idealmente, una dieta ADHD potrebbe aiutare il cervello a “lavorare” meglio e potrebbe ridurre i sintomi tipici di questo disturbo, come irrequietezza o mancanza di concentrazione. Una dieta di questo tipo potrebbe includere sia determinati tipi di alimenti che l’assunzione di integratori alimentari. Esistono varie tipologie di dieta ADHD, tra cui:

Alimentazione generale: questo tipo di dieta include gli alimenti consumati quotidianamente. Come può l’alimentazione di ogni giorno aiutare o peggiorare l’ADHD? L’ipotesi è che alcuni cibi che mangiamo possono migliorare o peggiorare i sintomi relativi a questa condizione. E’ anche possibile che una dieta sia carente di alcuni alimenti che potrebbero contribuire ad attenuare i sintomi.

Dieta ad integrazione: questo tipo di dieta prevede l’aggiunta di vitamine, minerali o di altri nutrienti atti a compensare le carenze alimentari che possono contribuire ad acuire i sintomi dell’ADHD. Il presupposto che sta alla base di questo tipo di dieta è che l’organismo, in questo caso, necessita di sostanze carenti o assenti all’interno del regime alimentare seguito.

Dieta ad eliminazione: questo tipo di dieta prevede l’eliminazione di alimenti o ingredienti sospettati di contribuire alla comparsa dei sintomi relativi all’ADHD. L’ipotesi è che il regime alimentare seguito dal paziente includa un cibo malsano che causi o aggravi i sintomi di questa condizione.

Alimentazione generale e ADHD

La ricerca scientifica sulle diete ADHD è limitata ed i risultati ottenuti sono diversi. Tuttavia, molti esperti ritengono che la dieta possa avere un ruolo importante nel ridurre i sintomi dell’ADHD. Il Dottor Richard Sogn, esperto di ADHD, specifica che tutto ciò che fa bene al cervello, è di aiuto anche per questa condizione. Il Dottor Daniel Amen, esperto di ADHD e studioso del cervello, raccomanda i seguenti accorgimenti alimentari:

  • seguire una dieta ricca di proteine, includendo alimenti come fagioli, formaggio, uova, carne e frutta secca. Consumare alimenti proteici alla mattina e nel dopo-scuola come spuntino, aiuta a migliorare la concentrazione e ad aumentare la durata di azione dei farmaci per l’ADHD.
  • consumare meno carboidrati semplici, come dolciumi, miele, zucchero, prodotti a base di farina bianca, riso raffinato e patate senza buccia.
  • consumare più carboidrati complessi, come verdura e alcuni tipi di frutta (comprese le arance, i mandarini, le pere, il pompelmo, le mele e il kiwi). Mangiare carboidrati complessi di sera può favorire il sonno.
  • consumare più acidi grassi Omega 3, come quelli presenti nel tonno, nel salmone e in altri pesci a carne bianca di acqua fredda, nelle noci, nelle noci brasiliane e negli oli di oliva. Gli acidi grassi Omega 3 sono disponibili anche sotto forma di integratori.

adhd alimentazione

Integratori alimentari e ADHD

I Dottori Amen e Sogn, esperti di ADHD, suggeriscono l’assunzione di integratori alimentari 100% vitamine e minerali ogni giorno. Molti bambini, ragazzi e adulti non seguono un regime alimentare equilibrato, soprattutto quando le loro giornate sono scandite dai molteplici impegni e dalle svariate attività quotidiane.

I sintomi e le cause dell’ADHD variano da persona a persona. Inoltre, in alcuni soggetti alcuni di questi integratori possono peggiorare i sintomi di questa condizione. Quindi, consultate sempre il medico prima di acquistare qualsiasi tipo di integratore.

Dieta ad eliminazione e ADHD

In questo tipo di dieta, viene identificato un alimento o un ingrediente in particolare che si ritenga possa essere la causa scatenante dei sintomi dell’ADHD. Al paziente viene quindi consigliato di non consumare nessun tipo di alimento contenente la sostanza identificata. Se i sintomi scompaiono, sarà quindi necessario continuare ad evitare quella sostanza specifica.

Eliminare degli alimenti dalla dieta che si segue abitualmente, può favorire un miglioramento dei sintomi? La ricerca sta tuttora conducendo studi per fornire ulteriori prove riguardo la veridicità di questa teoria. I risultati, quindi, non sono ancora definitivi e conclusivi. Qui di seguito elencheremo le tematiche su cui i ricercatori stanno concentrando i loro studi e vi diremo cosa raccomandano gli esperti al riguardo.

Allergie alimentari o additivi

A partire dal 1975, Benjamin Feingold teorizzò che le colorazioni artificiali, gli aromi e i conservanti potevano giocare un ruolo nei casi di iperattività in alcuni bambini. Partendo dalla sua teoria iniziale, ricercatori ed esperti del comportamento infantile hanno dibattuto per molto tempo questa questione. Uno studio recente ha dimostrato che alcuni coloranti alimentari e un conservante aumentavano l’iperattività in alcuni bambini. Tuttavia, gli effetti variavano a seconda dell’età e del tipo di additivo.

Sulla base di questo e di altri studi recenti, l’American Academy of Pediatrics (Accademia Americana di Pediatria) concorda nell’asserire che l’eliminazione di conservanti e coloranti alimentari dalla dieta, costituisce una scelta ragionevole per i bambini affetti da ADHD. Il Dottor Amen, esperto di ADHD, raccomanda a coloro che soffrono questa condizione di evitare queste sostanze:

  • colorazioni artificiali, in particolare rosso e giallo
  • additivi alimentari come aspartame, MSG (gluttamato monosodico) e nitriti

Zuccheri e ADHD

Alcuni bambini diventano iperattivi dopo aver mangiato dolciumi o altri alimenti ricchi di zuccheri. Tuttavia, non esiste nessuna prova scientificamente testata che indichi questo fenomeno come una causa di ADHD. In linea generale, comunque, i cibi ricchi di zuccheri dovrebbero costituire solo una piccola parte del regime alimentare di qualsiasi individuo, anche se, molto probabilmente, l’eliminazione totale di questo tipo di alimenti da parte di chi soffre di ADHD non sarebbe un male. Anzi, potrebbe essere un ulteriore modo per appurare un eventuale miglioramento dei sintomi.

Caffeina e ADHD

Alcuni studi hanno dimostrato che piccole quantità di caffeina possono essere di aiuto per contrastare alcuni sintomi dell’ADHD nei bambini. Tuttavia, gli effetti collaterali della caffeina potrebbero essere maggiori rispetto ai potenziali benefici. La maggior parte degli esperti di ADHD sconsiglia il consumo di caffeina.

Come creare una dieta ADHD personalizzata

A questo punto, la domanda che sorge spontanea è: “come posso stilare un programma alimentare personalizzato per me o per il mio bambino in caso di ADHD?”. Il primo passo da intraprendere è quello di rivolgersi al medico responsabile del trattamento della vostra condizione. Perché? Eccovi tre buoni motivi:

  • il medico è la persona più qualificata per valutare se i cambiamenti che desiderate mettere in atto possono essere efficaci nel vostro caso specifico. Il medico potrebbe ritenere necessario effettuare esami speciali che possono contribuire a determinare come funziona il cervello. Così facendo, potrete poi decidere insieme quali possono essere le modifiche alimentari più efficaci per voi.
  • il medico vi aiuterà a monitorare i cambiamenti apportati al regime alimentare per assicurarsi che possano essere effettivamente di aiuto.
  • alcuni integratori alimentari sono disponibili solo sotto prescrizione medica. I dosaggi relativi a qualsiasi tipo di integratore dovrebbero comunque essere stabiliti e monitorati con estrema attenzione.

Una volta consultato il medico, siete pronti per intraprendere il passo successivo. Qualsiasi sia il tipo di percorso alimentare intrapreso (cambiamenti alla dieta quotidiana, aggiunta di integratori o eliminazione di alcuni alimenti), qui di seguito vi proponiamo alcuni consigli atti a garantire il successo dei vostri cambiamenti:

  • i cambiamenti devono essere fatti in modo graduale (di solito uno alla volta). In questo modo è possibile verificare se la modifica è di aiuto o meno.
  • annotate i cambiamenti e gli effetti delle modifiche apportate. Fate lo stesso nel momento in cui assumerete i farmaci eventualmente prescritti dal medico. Includete nelle annotazioni cosa avete cambiato e gli effetti (positivi e negativi) che avete notato.
  • mostrate le vostre annotazioni al medico in occasione di ogni visita.

Come rendere ancor più efficace una dieta ADHD

Ricordatevi di mettere in pratica altri step altrettanto importanti che possono essere di aiuto in caso di ADHD, ovvero:

  • assumete regolarmente i farmaci che vi sono stati prescritti dal medico
  • dormite a sufficienza: almeno dalle 7 alle 8 ore per notte
  • praticate attività fisica regolarmente: dai 20 ai 30 minuti quasi tutti i giorni della settimana
  • imparate tecniche di respirazione profonda che possono aiutarvi a gestire ansia e rabbia
  • le tecniche di rilassamento e la meditazione possono essere di aiuto per aumentare la concentrazione e per ridurre la possibilità di distrarvi.

Ma soprattutto, imparando a conoscere a fondo in che modo vi colpisce l’ADHD, riuscirete a definire qual’è il tipo di trattamento che vi può essere maggiormente di aiuto (inclusi i cambiamenti a livello alimentare). Col tempo, sarete in grado di identificare con precisione gli alimenti, gli additivi o gli integratori che possono migliorare o peggiorare i sintomi dell’ADHD.

Referenze

  • WebMD ADHD Guide: “Topic Overview”
  • Daniel G. Amen, MD: “A Summary of Ways to Optimize Brain Function and Break Bad Brain Habits: Supplements to Enhance the Brain” a National Resources Center on ADHD: “Complementary and Alternative Treatments”
  • Richard Sogn, MD: “ADHD Natural Supplements and Nutrition” e “Food Coloring and Additives”
  • Daniel Amen, MD: “ADHD: Diagnosing a Disorder”
  • Feingold Association of the United States: “Many learning and behavior problems begin in your grocery cart!”
  • McCann, D., Lancet, 3 novembre 2007, volume 370, pagine 1560-1567
  • Schonwald, A., AAP Grand Rounds, febbraio 2008, volume 19, pagina 17

Condividi con: