Via le tossine con aloe e cicoria amara


L’intossicazione è uno stato patologico dovuto all’azione nociva di sostanze assunte dall’esterno o prodotte all’interno dell’organismo.

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Le sostanze intossicanti prodotte dall’organismo (per esempio urea, bilirubina, istamina, indolo e scatolo) sono tossiche se raggiungono quantità eccessive o se non sono adeguatamente eliminate, mentre quelle provenienti dall’esterno possono essere ingerite con il cibo, respirate o essere assunte in altro modo.

Aloe

Dalle foglie carnose della pianta, spesso coltivata anche a scopo ornamentale, si ricava un succo dalle numerose proprietà curative.

Tra le tante varietà di aloe, quella più utilizzata in fitoterapia è l’Aloe vera. La specie è di origine africana, ma cresce spontaneamente in tutto il bacino del Mediterraneo.

Disinfiamma

Il succo ottenuto dalle foglie incise in superficie è particolarmente efficace, per uso esterno, su eritemi, scottature e affezioni della pelle, mentre il gel ottenuto dalle incisioni più profonde, ricco di antrachinoni, è utilizzato come lassativo (sotto controllo medico) in alcuni casi di stipsi, tranne in gravidanza e durante l’allattamento.

Tra le sostanze contenute nel succo di aloe, c’è l’acemannano, a cui si attribuiscono proprietà regolatrici del sistema immunitario, antinfiammatorie e protettrici delle cellule.

Si ritiene che aiuti anche a regolarizzare le funzioni del fegato.

Per l’eliminazione delle tossine eventualmente accumulate nell’organismo la tradizione ha sempre raccomandato cure depurative ai cambi di stagione, allo scopo di aiutare gli organi emuntori (quelli deputati all’eliminazione dei prodotti di rifiuto) a lavorare meglio. I principali emuntori sono: apparato respiratorio, apparato urinario, apparato intestinale e cute.

Come si usa e perché

In erboristeria e nei negozi di prodotti naturali è possibile acquistare il succo fresco di aloe, anche aromatizzato, a scopo depurativo.

Per aiutare gli organi emuntori, se ne assume un bicchierino da liquore, senza diluire con acqua, 2-3 volte al giorno a stomaco vuoto, quindi mezz’ora prima dei pasti.

Sono anche in vendita succhi a concentrazioni variabili: per l’assunzione occorre attenersi sempre ai dosaggi riportati sulla confezione. La cura disintossicante va protratta almeno 10-15 giorni. Poiché i succhi freschi non contengono conservanti, le confezioni vanno conservate in frigorifero e consumate in 2-3 settimane.

Lo stesso succo può essere utilizzato, imbevendo batuffoli di cotone, su ustioni, bruciature, eritemi e irritazioni della pelle.

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Cicoria amara

La cicoria amara, o radicchio, cresce spontaneamente in Italia sia in pianura sia in montagna. Viene utilizzata fin dai tempi più antichi come verdura, fresca o bollita, ma in fitoterapia se ne sfruttano le proprietà depurative per sangue, reni e fegato. E’ utile anche per impacchi sulle affezioni della pelle e come blando lassativo. Dalle radici tostate si ricava una bevanda sostitutiva del caffè.

Come si usa e perché

Per l’eliminazione delle tossine la cicoria si può utilizzare come infuso, ponendo un cucchiaino di foglie in una tazza d’acqua bollente e lasciando riposare 10-15 minuti prima di filtrare. Se ne può consumare una tazza prima dei pasti per 10-15 giorni.

In genere la cicoria viene associata ad altre erbe depurative, come fumaria, carciofo, gramigna o bardana. E’ possibile quindi acquistare una miscela di queste piante in tintura madre, da assumere in 40 gocce, diluite in un bicchiere con due dita d’acqua, 2-3 volte al giorno, almeno mezz’ora prima dei pasti.

Il decotto di radice, altrettanto utile, si può preparare con parti uguali di radice di cicoria e di tarassaco, che ha buone virtù depurative. Porre un cucchiaio di radici in 200 ml d’acqua. Bollire 5 minuti, quindi filtrare e consumare 1 tazza di decotto prima dei pasti principali.

I gemmoderivati

Oltre all’aloe e alla cicoria, ci sono comunque molte altre piante che hanno virtù depurative per il fegato, i reni o gli altri organi emuntori. In particolare, però, da qualche anno a questa parte, si stanno sempre più considerando anche le virtù depurative dei gemmoderivati, vale a dire quei rimedi ottenuti dalle parti germinali delle piante, quali gemme, giovani getti o radici.

Cedro

Cedrus libani, in gemmoderivato, ha ottime virtù depurative per il fegato ed è efficace anche sulle infiammazioni alle vie respiratorie: 30-50 gocce, diluite in poca acqua, 1-2 volte al giorno.

Betulla

Il gemmoderivato di betulla, Betula pubescens, ha virtù depurative generali che lo rendono adatto a cure prolungate al cambio di stagione: se ne assumono 30 gocce, disciolte in 1/2 bicchiere d’acqua, al mattino, un quarto d’ora prima di colazione e per un periodo di 30-40 giorni.


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