Tè: guida all’acquisto


Nero, verde e aromatizzato; in barattolo, in bustina e sfuso; cinese e indiano; biologico e deteinato. Le possibilità di scelta sono infinite: ecco tutto quello che dovete sapere per individuare il tè che fa per voi.

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Tutte le varietà di tè derivano dalle foglie di una pianta, la Camellia sinensis, coltivata soprattutto in India e Cina, Paesi che, insieme, coprono il 50% della produzione mondiale, seguiti da Sri Lanka, Kenya, Indonesia, Turchia e Giappone.

Sono l’altitudine della piantagione, la composizione del terreno, le condizioni climatiche, le dimensioni delle foglie e, soprattutto, i trattamenti che le stesse subiscono dopo la raccolta a caratterizzare l’aroma del tè.

La lavorazione

Le foglie appena raccolte vengono messe su graticci ad appassire: sono poi schiacciate e sfregate, in modo che si liberi l’aroma.

Per la produzione del tè verde, le foglie vengono essiccate a questo punto della lavorazione e conservano il verde della clorofilla.

Per ottenere il tè nero, invece, viene avviata una  fermentazione delle foglie che viene bloccata, dopo qualche ora, con il riscaldamento nell’essiccatoio.

I tè definiti Oolong (diffusi soprattutto in Sri Lanka e Cina) subiscono una fermentazione molto breve; l’infuso che se ne ottiene ha, in genere, colore rosso più o meno intenso: per questo sono definiti tè rossi.

Una volta essiccate, le foglioline di tè e i loro frammenti vengono selezionati secondo le dimensioni e infine imballati.

Verde o nero?

In Occidente si è sempre bevuto tè nero. Ma da qualche tempo la vendita del tè verde – un tempo appannaggio dei Paesi orientali e arabi, dove l’uso di bevande fermentate è proibito – è in crescita anche da noi, sull’onda di una serie di ricerche che ne ha verificato proprietà utili per la salute.

Anche il tè nero fa bene, ma quello verde è più ricco di tannini e catechine, sostanze dal forte potere antiossidante, che proteggono le cellule dai radicali liberi e rallentano l’invecchiamento.

Il tè verde ha un profumo intenso e nel preparare l’infuso se ne deve usare una dose inferiore rispetto al tè nero. E’ meno eccitante di quest’ultimo, nonostante abbia un maggior contenuto di caffeina (a volte chiamata teina), perché l’assorbimento è limitato proprio dall’alto tasso di tannini.

tè

Tanti nomi tanti aromi

Se in Italia la maggior parte dei consumatori di tè si limita ad acquistare miscele generiche in bustina, è anche vero che le marche famose in vendita al supermercato o prodotti meno noti diffusi in drogherie ed erboristerie hanno fatto conoscere svariate denominazioni.

Si possono distinguere, in questo modo, prodotti di sapore e profumo più o meno intensi, aromatizzati o no, adatti alla colazione o alla pausa del pomeriggio.

I criteri che portano alle diverse denominazioni commerciali si basano su numerosi parametri. Vediamo allora i nomi più diffusi e il significato di alcune sigle riportate sulle etichette.

Importanza dell’origine

La particolare zona geografica d’origine può caratterizzare molto il tè ottenuto: in alcuni casi, quindi, il prodotto prende il nome dal luogo di produzione.

Tè di Ceylon

E’ il tè prodotto in Sri Lanka, grande isola a sud dell’India, un tempo chiamata Ceylon.

Da questo Stato arrivano quasi esclusivamente tè neri classificati in base alla grandezza delle foglie: tè a foglia intera classificati come Op (Orange Pekoe) e tè a foglia spezzata Bop (Broken Orange Pekoe).

E’ una varietà di tè perfetta per la prima colazione.

Tè Darjeeling

E’ ottenuto da piante che crescono sulle falde dell’Himalaya.

Rientrano in questo gruppo veri cru del tè, molto pregiati perché provengono da una zona di produzione particolarmente vocata e hanno foglie di piccole dimensioni.

Di sapore particolarmente delicato, è un tè da pomeriggio.

Tè Assam

Prende il nome da un’altra regione dell’India.

E’ corposo, con sapore di malto e si gusta a colazione o nel pomeriggio.

Tè rossi cinesi

Si chiamano Yunnan, Keemun e Lapsang Souchong, dall’inconfondibile gusto affumicato.

Sono adatti soprattutto al pomeriggio.

Miscele per ogni giorno

I tè provenienti da un’unica produzione sono meno del 20%: in genere il mercato offre miscele, sapientemente dosate da esperti degustatori.

Alcuni tè classici sono proprio il risultato di una mescolanza di tè di diverse provenienze.

English Breakfast

E’ una miscela di tè corposi, dell’Assam o africani, e, come dice il nome è perfetto a colazione.

Earl Grey

Rinomata miscela, prende il nome da un conte, di nome Grey.

Tradizionalmente è ottenuto da tè nero cinese e Darjeeling indiano ed è aromatizzato con essenza di bergamotto.

Da pomeriggio, come tutti i tè aromatizzati.

Jasmine

Nella versione verde, è il tè più diffuso in Cina e si beve nei ristoranti cinesi in Italia.

E’ aromatizzato con fiori di gelsomino

Tè aromatizzati

Sono molto di moda, ma attenzione: talvolta l’aroma aggiunto è sintetico e il tè di base è di scarsa qualità.

I pregi e i vantaggi del tè biologico

E’ una scelta  che può interessare chi è più attento alle tecniche di coltivazione, perché è noto che le piantagioni di tè sono spesso irrorate con pesticidi tossici, vietati da tempo in Occidente, come il famigerato Ddt.

Naturalmente le partite di tè che vengono importate sono sottoposte a controlli da parte dei produttori e devono sottostare alle norme europee sui residui dei pesticidi.

Ma il massimo della garanzia per il consumatore è dato dalle produzioni bio.

Questo tipo di tè si trova oggi anche al supermercato, confezionato dalle marche più famose, oltre che nei negozi specializzati di alimentazione naturale.

A proposito di caffeina…

A parità di peso, le foglie di tè contengono più caffeina della polvere di caffè. In pratica, però, la dose utilizzata è inferiore: in una tazza si trovano 15-35 mg di caffeina contro i 50-120 della tazzina di caffè.

Per i bambini e per chi è sensibile agli effetti eccitanti della caffeina, sono in vendita bustine di tè deteinato, in cui la caffeina è eliminata quasi del tutto.

In casa è possibile preparare da soli un tè deteinato. Fate un’infusione di 1-2 minuti, buttatela e rimettete la stessa bustina in acqua calda.

La caffeina, molto solubile, viene così eliminata in buona parte.

Le varie confezioni di tè

In bustina

Il tè confezionato in bustina è del tipo a foglie triturate o in polvere (il meno pregiato), che va velocemente in infusione.

L’unica accortezza necessaria al momento dell’acquisto è verificare che il termine minimo di conservazione sia lontano. Meglio poi trasferire le bustine in un barattolo, perché non prendano umidità.

In latta

Anche in questo caso occhio alla scadenza.

La conservabilità invece è maggiore, finché la scatola è chiusa. E’ comunque importante richiudere sempre bene il contenitore dopo l’uso.

Sfuso

In questo caso è fondamentale che nel negozio le confezioni originali siano tenute chiuse e non in mostra per i clienti: il tè rischierebbe di assorbire umidità e anche di ammuffire.

Una volta a casa, il tè va conservato in barattoli chiusi e non esposti alla luce, che può ossidarlo e decolorarlo.


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