L’arte di non lamentarsi: impariamo a sdrammatizzare


Piangersi addosso continuamente è una musica alquanto assordante difficile da sopportare soprattutto per gli altri, che vi giudicano noiosi, ma anche per voi stessi.

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Non è sicuramente complesso diventare “esperti” nell’arte di lamentarsi. Dal marito disordinato al caro-vita, ogni occasione può diventare terreno fertile per fare la vittima.

Non è lamentandosi che si affrontano i problemi

In linea generale, si tende a lamentarsi di tutto ciò che non corrisponde alle proprie aspettative. E’ un modo per esternare insoddisfazioni e frustrazioni facendo però ricadere le colpe sugli altri.

Il lamento, quindi, nasconde la voglia di essere critici e aggressivi contro qualcuno, anche se si tratta di una protesta meno eclatante e diretta di una scenata.

Chi dice ad alta voce di essere stanco, infatti, non lo fa di certo a caso. Cerca qualcosa di preciso, ovvero richiamare l’attenzione su di sé, un po’ come fanno i bambini. Non accetta consigli né soluzioni per il suo problema. Anzi, questi ultimi diventano ulteriori pretesti per piangersi addosso.

A chi si lamenta interessa dare sfogo alla propria vena drammatica e per alimentarla necessita di vedere il bicchiere sempre mezzo vuoto.

Il lamentarsi è una sorta di prurito mentale: più si gratta, più aumenta. Anche perché alle lamentele di uno fanno eco quelle degli altri. Il risultato? Grande confusione e mancanza di progettazione.

arte del non lamentarsi

Qualche trucco per essere ottimisti

Cercare di non lamentarsi è un’arte. Per passare dalla teoria alla pratica servono quattro mosse:

Sfoderate più sicurezza e coraggio. Serve per imparare a scegliere ciò che è giusto per voi e a responsabilizzarvi, senza attribuire colpe agli altri. Non siate fatalisti e non aspettatevi sempre la soluzione dei problemi dagli altri. Assumervi le vostre responsabilità vi aiuterà ad aumentare la fiducia che riponete in voi stessi.

Un pizzico di schiettezza non guasta. Il lamento, così facendo, si trasforma in domanda e non infastidisce gli altri. Per esempio, ripetere continuamente a vostro marito o a vostra moglie che avete il mal di testa suona come una lagna. Chiedere invece di andare in farmacia a comprarvi un analgesico è una richiesta concreta. Se una persona vi disturba o ha un comportamento poco chiaro, diteglielo. E’ meglio chiedere spiegazioni che lamentarsi, senza riuscire a trovare una risposta soddisfacente.

Se vi lamentate, un motivo c’è: non state così bene con voi stessi. Quindi, basta mettere la testa sotto la sabbia continuando a borbottare! Meglio cercare una soluzione che vi gratifichi.

Lo sprint finale ve lo dà un po’ di “sano” egoismo. Chi si lamenta troppo, infatti, soffre della sindrome di Atlantide, ovvero si fa carico di tutti i problemi del mondo e non ha più spazio per sé stesso. Quindi, imparate a selezionare gli impegni e, qualche volta, dite di no.

Infine, se sono gli altri a lamentarsi e ritenete che “inquinino” anche voi: ditegli di smettere subito!


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