Caffeina: l’eccessivo consumo cosa comporta?


Se siete tra quelli che fanno affidamento sulla caffeina per svegliarsi e carburare durante il corso della giornata, non siete gli unici. La caffeina stimola il sistema nervoso centrale, alleviando la stanchezza e spronando a essere maggiormente vigili.

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Quando ridurre il consumo di caffeina

Per la maggior parte delle persone, dosi moderate di caffeina non sono dannose (dai 200 ai 300 milligrammi). Tuttavia, in alcuni casi è bene limitarne o addirittura interromperne il consumo.

Se da una parte dosi moderate di caffeina non causano effetti dannosi, dall’altra un consumo eccessivo può ripercuotersi sulla salute. Un’assunzione massiccia di caffeina (più di 500/600 milligrammi al giorno) può provocare:

  • Nervosismo
  • Irrequietezza
  • Irritabilità
  • Nausea o altri problemi gastrointestinali
  • Battito cardiaco irregolare o veloce
  • Tremori muscolari
  • Mal di testa
  • Ansia
  • Insonnia

Alcune persone sono più sensibili alla caffeina rispetto ad altre. Se siete suscettibili agli effetti di questa sostanza, anche un piccolo quantitativo, come una tazza di caffè o tè, potrebbe provocare effetti indesiderati, quali ansia, irrequietezza, irritabilità e problemi del sonno.

La vostra reazione alla caffeina può essere determinata in parte dal quantitativo che siete soliti consumare. Quindi, se non è vostra abitudine assumere caffeina regolarmente, tenderete ad essere maggiormente sensibili ai suoi effetti negativi.

Altri fattori possono essere la massa corporea, l’età, il fumo, l’assunzione di ormoni o farmaci, lo stress e condizioni di salute quali, per esempio, disturbi ansiosi. Anche il sesso ricopre un ruolo importante. I ricercatori, infatti, suggeriscono che gli uomini sono più suscettibili alla caffeina rispetto alle donne.

consumo eccessivo caffeina

Privazione del sonno

La maggior parte degli individui adulti necessita di circa sette, otto ore di sonno per notte. Tuttavia, la caffeina può interferire con questa abitudine modificandola. La carenza cronica di sonno, qualunque sia la causa (lavoro, viaggi, stress o troppa caffeina), causa ciò che viene definita privazione del sonno.

La carenza di sonno ha effetti cumulativi e anche il minimo cambiamento apportato alle vostre abitudini può ripercuotersi sul livello di attenzione e sulle prestazioni giornaliere. Utilizzare la caffeina per sopperire agli effetti dovuti alla privazione del sonno, può dar vita ad un indesiderato circolo vizioso. Per esempio, consumate bevande contenenti caffeina perché avete difficoltà a rimanere svegli durante il giorno. La caffeina, però, vi impedisce di addormentarvi di notte, diminuendo, di conseguenza, la durata del vostro sonno.

La caffeina può anche aumentare il numero di volte in cui vi svegliate di notte, interferendo così col vostro sonno ristoratore. Vi sveglierete, quindi, stanchi e non vedrete l’ora di sorseggiare una tazza di caffè per svegliarvi. Il miglior modo per interrompere questo circolo vizioso è quello di ridurre il consumo di caffeina e di migliorare la qualità del vostro sonno. Evitate di consumare bevande contenenti caffeina almeno otto ore prima di andare a dormire. Il corpo non immagazzina la caffeina, ma impiega molte ore per eliminare lo stimolante e i suoi effetti.

Se state assumendo medicinali…

Alcuni medicinali interagiscono negativamente con la caffeina. Ecco alcuni esempi:

  • Alcuni antibiotici. La ciprofloxacina (Cipro) e la norfloxacina (Noroxin) – si tratta di due tipi di antibatterico – possono interferire con l’eliminazione della caffeina. Ciò può comportare un aumento del tempo di permanenza della sostanza nell’organismo prolungandone gli effetti indesiderati.
  • Teofillina (Theo-24, Uniphyl e altri). La teofillina rilassa la muscolatura liscia presente nei bronchi (broncodilatatore) ed ha effetti simili a quelli della caffeina. Assumerla in concomitanza ad alimenti e bevande contenenti caffeina può comportare un aumento della concentrazione di teofillina nel sangue. Ciò può causare effetti come nausea, vomito e palpitazioni. Se assumete teofillina, il vostro medico sicuramente vi consiglierà di evitare la caffeina.

Come porre un freno alla dipendenza da caffeina

Una troppo repentina cessazione dell’assunzione di caffeina potrebbe provocare astinenza da caffeina accompagnata a segni e sintomi quali mal di testa, stanchezza, irritabilità e nervosismo. Fortunatamente, questi sintomi di solito scompaiono nel giro di alcuni giorni. Per cambiare le vostre abitudini in modo graduale, provate questi consigli:

  • Iniziate col prestare attenzione alla quantità di caffeina che assumete consumando determinati cibi o bevande. Potrebbe essere maggiore di quel che pensate. Leggete le etichette attentamente. Nonostante quest’ultima precauzione, la vostra stima potrebbe essere inferiore ai valori reali, in quanto non tutte le etichette riportano la presenza di caffeina. La cioccolata, per esempio, ne contiene un piccolo quantitativo, ma ciò non viene solitamente indicato.
  • Riducete il consumo di caffeina, ma fatelo in modo graduale. Per esempio, consumate una bevanda in meno al giorno contenente caffeina oppure bevete il caffè in una tazzina più piccola di quella che usate di solito. Questo aiuterà il vostro organismo ad abituarsi a livelli inferiori di caffeina e, di conseguenza, a mitigare gli effetti dovuti all’astinenza.
  • Preferite le bevande decaffeinate. La maggior parte di queste bevande ha il medesimo sapore di quelle contenenti caffeina.
  • Quando preparate il tè, evitate di lasciarlo in infusione per troppo tempo. Così facendo diminuirete il quantitativo di caffeina che andrete a bere. Volendo, potete optare per tisane che non contengono lo stimolante.
  • Alcuni antidolorifici e analgesici da banco contengono caffeina. Optate per quelli che siano privi di questa sostanza.

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